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Come rendere la Generative AI proficua e sostenibile per le aziende



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Capgemini e Google Cloud hanno avviato una partnership strategica che verte sulla realizzazione di un centro di eccellenza globale sull’AI generativa. L’obiettivo è quello di creare valore per le organizzazioni attraverso l’identificazione di 500 casi d’uso entro i prossimi 24 mesi

Pubblicato il 1 dic 2023

Carmelo Greco

giornalista



Generative AI

Il focus sugli strumenti consumer basati sull’AI generativa rischia di togliere l’attenzione dalle potenzialità di questa tecnologia nei contesti industriali. Una recente ricerca realizzata dal Capgemini Research Institute, nel confermare questa tendenza anche tra i dirigenti interpellati, tuttavia fa emergere anche un approccio olistico al tema. Infatti, sebbene l’83% del campione sia convinto che i chatbot rappresentino i tool di Generative AI per antonomasia, una maggioranza altrettanto ampia è certa che l’intelligenza artificiale di nuova generazione renderà il design di prodotti e servizi più efficiente (78%) e accessibile (76%). Inoltre, il 71% afferma che questa tecnologia favorirà lo sviluppo di customer experience più interattive e coinvolgenti e il 67% che migliorerà il customer service in virtù di un’assistenza automatizzata e personalizzata.

“L’impatto della Generative AI sulla customer experience è un dato incontrovertibile – spiega Gerardo Ciccone, Direttore CPRD and EUS (Consumer Product Retail Distribution and Energy Transition e Utilities) di Capgemini Italia -, ci sono svariati ambiti di intervento che possono migliorare radicalmente il modo in cui le aziende operano. Questa è la ragione per cui abbiamo avviato una partnership strategica con Google Cloud per la creazione di un centro di eccellenza sull’AI Generativa a livello globale che punta a costruire 500 casi d’uso entro i prossimi 24 mesi”.

La partnership tra Capgemini e Google Cloud per l’AI generativa

Sono molteplici gli use case sviluppati come frutto della partnership, gran parte dei quali incentrati sui settori dei servizi finanziari, delle assicurazioni, del retail e dell’automotive. A questi ne seguiranno altri, fino a una copertura che abbracci tendenzialmente qualsiasi industry. Almeno tutte quelle su cui Capgemini può vantare un presidio in virtù del suo approccio tridimensionale in cui convergono esperienza settoriale, competenze di product e software engineering, conoscenze in tema di data science. Nel caso del centro di eccellenza, tale approccio sarà in grado di portare le tecnologie di Google Cloud, a cominciare dal suo modello LLM (Large Language Model) PaLM 2, fin dentro il business delle aziende con l’obiettivo di generare nuovi flussi di ricavi, trasformare la customer experience, aumentare la produttività e migliorare l’efficienza aziendale. In altri termini, di creare valore grazie all’AI generativa.

Il progetto “Cognitive Assistant for knowledge retrieve”

Una testimonianza concreta della collaborazione tra Capgemini e Google Cloud è il “Cognitive Assistant for knowledge retrieve”. Si tratta di un progetto che ha l’obiettivo di migliorare il processo di consultazione di dati aziendali da parte di profili che non abbiano necessariamente competenze tecniche verticali. Prevede la possibilità di porre domande in linguaggio naturale, migliorando in maniera significativa i tempi di risposta e l’efficacia delle query. Se in precedenza la percentuale di accuratezza degli output si aggirava attorno al 70%, l’integrazione con il modello PaLM2 dovrebbe fare aumentare la precisione fino al 95%.

Le possibili applicazioni di un simile strumento sono moltissime. Tra i clienti di Capgemini che hanno già constatato i vantaggi di questo “assistente” rientra ad esempio un’importante compagnia assicurativa presente in oltre 50 paesi, i cui dirigenti senior hanno potuto verificare le potenzialità dell’AI generativa per accelerare i compiti che li riguardano. Ma la scalabilità di questa e delle altre soluzioni che Capgemini sta sperimentando all’interno del centro di eccellenza estende gli ambiti che si candidano a trarre beneficio dall’intelligenza artificiale generativa.

Ecco perché i casi d’uso si ispirano al principio dell’enterprise-ready che mira a risolvere sfide settoriali specifiche e a migliorare i processi aziendali più diffusi. Un principio affiancato da quello dell’enterprise-grade, cioè dall’impiego di framework AI in cui siano rispettati criteri rigorosi di sicurezza e compliance a qualsiasi latitudine.

Come promuovere un utilizzo sostenibile dell’AI generativa

“Uno degli aspetti su cui si focalizzerà il centro di eccellenza sarà quello della sostenibilità – dice Gerardo Ciccone -, poiché desideriamo accompagnare i nostri clienti verso un uso non solo proficuo, ma anche responsabile dell’AI generativa. Per farlo possiamo contare su una community specializzata di oltre 65 mila persone in tutto il mondo che conosce a fondo le tecnologie Google Cloud e sa bene come implementarle in maniera sostenibile per ogni organizzazione”.

“Google Cloud offre alle aziende infrastrutture avanzate ed ottimizzate per addestrare e servire modelli di AI. I nostri data center sono progettati, costruiti e gestiti per massimizzare un uso efficiente e sostenibile delle risorse” dichiara Cristina Conti, Customer Engineer Manager, Google Cloud Italia. “Le aziende italiane possono trarre vantaggio dalla nostra partnership con Capgemini e dal nostro Center of Excellence dedicato alla Generative AI, per acquisire le competenze necessarie e utilizzare con successo l’intelligenza artificiale generativa promuovendo l’innovazione nei loro processi e nell’intero settore in cui operano, e al tempo stesso migliorando l’efficienza delle proprie applicazioni’.

A riprova di queste affermazioni l’indagine del Capgemini Research Institute citata in apertura evidenzia che quasi l’80% delle organizzazioni è consapevole delle criticità legate a un’implementazione sostenibile dell’AI generativa. Non è un caso, perciò, che tra le organizzazioni del campione che intendono addestrare i propri modelli LLM circa la metà abbia già adottato misure per mitigare il proprio impatto ambientale. Una strada virtuosa sulla quale anche il centro di eccellenza non mancherà di fare la sua parte.

in collaborazione con Capgemini e Google Cloud

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