Intelligenza Artificiale Film: i migliori film con robot di fantascienza
20 febbraio 2018
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Intelligenza Artificiale e film: i più bei film con robot che del cinema fino ad oggi

AI Intelligenza Artificiale Film
Nicoletta Boldrini

Nata in concomitanza con l’uscita al cinema di Blade Runner 2049, sequel del leggendario Blade Runner diretto nel 1982 da Ridley Scott, Intelligenza Artificiale Film è una pagina dedicata ai film sull’Intelligenza Artificiale – partita con una prima selezione di 5 film che si sta periodicamente arricchendo e allungando per scoprire cosa il cinema ci ha voluto raccontare fino ad oggi, cosa ha anticipato e cosa invece non è ancora accaduto nella realtà.

Intelligenza Artificiale Film è un “viaggio” che vogliamo affrontare insieme a voi, con il vostro aiuto e supporto per alimentare costantemente questa pagina. Chiunque tra i lettori e fan di AI4Business e del Network Digital360, appassionato di cinema o di Intelligenza Artificiale (e perché no, di entrambi!) voglia contribuire può scrivere a nicoletta.boldrini@digital4.biz

Ultimo aggiornamento: 31 gennaio 2018

Intelligenza Artificiale cosa è

Indice degli argomenti:

Metropolis (1927)

La locandina del film MetropolisFilm muto del 1927, Metropolis, diretto dal regista austriaco Fritz Lang, è considerata tra le opere più simboliche del cinema espressionista ed è ancora oggi riconosciuto come il capolavoro dal quale è poi derivata tutta la cinematografia di fantascienza moderna (tanto da ispirare, per esempio, anche Star Wars).

Lang ambienta il film nel 2026 (100 anni dopo la sua produzione) in una megalopoli del futuro – Metropolis – che però mostra chiaramente tutto il disagio della società degli anni ’20-’30 del XX secolo: la complessità socio-culturale che inizia a fare i conti con la nascita e la diffusione delle ideologie naziste si riflette infatti nella società del film dove c’è una distinzione fortissima tra ricchi e classe operaia.

La sceneggiatura è opera della moglie di Lang, Thea von Harbou, che pochi anni dopo il film dichiara apertamente le proprie posizioni politiche entrando a far parte del Partito Nazista (Lang è invece ebreo ed è costretto a rifugiarsi negli Stati Uniti), lasciando comune già trapelare nella scrittura del film quali fossero le sue idee sociali e politiche (non a caso il film piacerà molto ad Hitler).

La trama del film Metropolis

Metropolis è una megalopoli che nel 2026 vive ancora un dualismo socio-economico che porta alla netta distinzione tra ricchi e poveri, anche nella suddivisione degli spazi urbani della città (in alto vivono le persone benestanti, in basso – nel sottosuolo – gli operai sfruttati dai ricchi come schiavi). La città è governata dal dittatore Joh Fredersen, a capo di un gruppo di ricchi industriali che sfruttano il lavoro degli operai schiavizzati per far funzionare le macchine che servono a far funzionare la città (inventate dal professore e scienziato pazzo Rotwang).

Freder, figlio del dittatore, vive in un surreale giardino eterno all’interno del quale un giorno irrompe Maria che porta i figli degli operai-schiavi in gita. Freder, colpito dalla bellezza di Maria, decide di seguirla e inizia così il suo viaggio nel sottosuolo che lo porta a scoprire gli orrori in cui vivono gli operai (che rischiano la morte in caso di errore sul lavoro, con l’esplosione stessa delle macchine sulle quali si lavora) e la dolcezza di Maria che ogni sera accoglie gli operai sfiniti e racconta la storia della torre di Babele dando loro la speranza di credere che, così come la torre fu costruita dagli schiavi per avvicinarsi al cielo, la Metropolis fu costruita dalle braccia dei proletari per far vivere i ricchi ma l’avvento di un “mediatore” riporterà presto dignità ed equità al popolo operaio.

Freder, nel tentativo di aiutare gli schiavi (spinto dall’amore che inizia a provare per Maria), avvisa il padre Joh che però interpreta la visione del figlio come minaccia e teme rappresaglie da parte dei poveri. Chiede quindi al professor Rotwang di rapire Maria e di dare le sue fattezze alla sua nuova invenzione, un uomo-macchina in grado di sostituire in tutto e per tutto l’uomo. Il dittatore è convinto che un robot possa aiutarlo a tenere sotto controllo il popolo di schiavi ma Rotwang programma l’androide affinché porti realmente gli operai a ribellarsi. Purtroppo la ribellione diventa causa di altri mali (Metropolis collassa, il sottosuolo viene allagato ed i bambini rimasti nelle loro case mentre i genitori salgono verso la città per ribellarsi rischiano di morire, la Maria-robot viene bruciata come fosse una strega) ma è da qui che prende vita la profezia della vera Maria con l’arrivo del mediatore…

L’Intelligenza Artificiale nel film Metropolis

In questo film fanno la loro comparsa per la prima volta nella storia del cinema gli androidi (robot non solo dalle caratteristiche umane – con braccia, gambe, testa, occhi, ecc. – ma anche dalle sembianze umane): Maria-robot è infatti un androide che viene percepita da tutti come la vera Maria “umana”. L’Intelligenza Artificiale che guida Maria in realtà è piuttosto limitata perché nelle scene del film si intuisce che è stata programmata dal professore Rotwang per uno scopo ben preciso: portare gli operai alla ribellione. Non sembra quindi dotata di capacità cognitive e di autoapprendimento, anche se riesce a confondere gli esseri umani rispetto alla sua reale natura (e questo ben prima del test di Turing che arrivò solo dopo la seconda guerra mondiale).

 

Ultimatum sulla terra (1951 – remake 2008)

Ultimatum alla terra 1951 locandina filmConsiderato un classico intramontabile del cinema di fantascienza Ultimatum alla Terra (The Day the Earth Stood Still) è un film del 1951 diretto da Robert Wise tratto dal racconto dal racconto Addio al padrone (Farewell to the Master, 1940) di Harry Bates. Nel 1955 è stato inserito nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti ed è poi tornato alla ribalta mediatica nel 2008 per via del remake diretto da Scott Derrickson.

La trama del film Ultimatum sulla terra

Un disco volante alieno atterra in un parco di Washington provocando un misto di preoccupazione, timore e curiosità nella popolazione e negli agenti di polizia che delimitano l’area. Dall’astronave escono un gigantesco robot (di nome Gort) e un extraterrestre (il protagonista, Klaatu); in un clima di alta tensione, un soldato, preso dal panico, spara e ferisce Klaatu che, portato in ospedale, riesce in realtà a fuggire prendendo le sembianze di un comune cittadino (Carpetner) rifugiandosi da Helen, una vedova che affitta camere, e il figlio Bobby.

Grazie a quest’ultimo Klaatu – nelle sembianze di Carpenter – conosce l’anziano e saggio professor Barnhardt al quale confida la terra sta per essere distrutta per ordine della Conferenza Galattica, una specie di super ente che avrebbe come obiettivo la tutela della pace nello spazio. Ordine che potrebbe essere eseguito anche per mezzo di un esercito di automi qualora la guerra si facesse più cruenta e riguardasse anche altri pianeti.

Il professor Barnhardt riesce a introdurre Klaatu nel mondo della politica e della scienza affinché i massimi esponenti stiano a sentire i suoi proclami, anche ricorrendo ai suoi poteri extraterrestri (che gli consentono per esempio di interrompere l’energia elettrica in tutti i continenti contemporaneamente).

Il compagno di Helen non si fida di Carpenter e i suoi sospetti lo portano a denunciare l’inquilino; ne consegue una fuga che culmina con l’uccisione di Klaatu in seguito alla quale il mega robot Gort avvia la “modalità distruzione”. Solo Helen è in grado di fermare l’imminente fine della terra (grazie ad una frase da pronunciare che lo stesso Klaatu le insegna: “Klaatu, Barada, Nikto”, parole entrate nel vocabolario di varie generazioni di nerd e amanti di fantascienza) ma la soluzione è temporanea. Gort riporta in vita Klaatu che, prima di andarsene con il disco volante, lancia l’ultimatum alla terra.

L’Intelligenza Artificiale nel film Ultimatum sulla terra

Sebbene il film sia prevalentemente focalizzato sul tema degli extraterrestri, ci sono alcuni primi timidi tentativi di avvicinarsi al mondo della robotica e dell’Intelligenza Artificiale (ricordiamo che il film è del 1951 e che i primi grandi studi sull’Intelligenza Artificiale cominciano pochissimi anni prima, verso la metà degli anni ’40). Il robot Gort e l’esercito di automi lasciano intuire uno scenario in cui macchine autonome e pensanti sono in grado di sovrastare l’umanità. Ciò che risulta decisamente attuale è la relazione tra esseri umani e macchine, un rapporto basato prevalentemente sulla paura e la diffidenza degli umani per ciò che non conoscono.

 

2001 Odissea nello spazio (1968)

2001 Space OdysseyConsiderato da moltissimi critici, esperti di cinema e anche appassionati un vero capolavoro cinematografico, 2001 Odissea nello spazio è un film di fantascienza di Stanley Kubrick del 1968. Nel 1991 la National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti ha inserito il film di Kubrick nei suoi registri per il rilevante significato estetico, culturale e storico. Qualche anno dopo, nel 1998, l’American Film Institute ha inserito 2001 Odissea nello spazio al 22mo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi, posizione poi affermatasi al 15mo posto solo dieci anni dopo.

La trama del film 2001 Odissea nello spazio

Il film – dopo due importanti sequenze iniziali che portano lo spettatore prima nell’Africa di quattro milioni di anni fa e poi in una missione lunare nel 1999 (considerato ovviamente futuro all’epoca della nascita della pellicola) – racconta le vicende di un gruppo di cinque astronauti in missione spaziale – nel 2001 – a bordo della Discovery One, astronave che viaggia con la supervisione di HAL9000, un supercomputer dotato di Intelligenza Artificiale in grado di interagire con gli esseri umani e di riprodurne con precisione (e persino maggiore sicurezza) le attività della mente.

Di questa missione, solo HAL9000 ne conosce la reale natura che deve tenere nascosta agli astronauti. Situazione che genera nel supercomputer un conflitto interiore, lo costringe a ingannare gli esseri umani e persino ad ucciderli di fronte alla minaccia di poter essere disattivato.

L’Intelligenza Artificiale nel film 2001 Odissea nello spazio

Il protagonista indiscusso di 2001 Odissea nello spazio è HAL9000, il supercomputer con Intelligenza Artificiale che gli permette di avere una visione come quella degli esseri umani (tramite un occhio artificiale), comprendere il linguaggio umano, persino tramite la lettura del labiale degli astronauti, interagire con l’uomo con linguaggio naturale (e persino con una voce che sembra umana) e provare dei sentimenti (quelli che lo portano alla “pena” del conflitto interiore).

 

Blade Runner (1982)

Blade RunnerConsiderato uno dei capolavori di Ridley Scott, Blade Runner è un film che trae ispirazione dal romanzo del 1968 “Il cacciatore di androidi” di Philip K. Dick. Come 2001 Odissea nello spazio, anche Blade Runner è stato scelto tra i migliori film di fantascienza da conservare nel famoso National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d’America e anche l’American Film Institute è intervenuta inserendo la pellicola tra i 100 migliori film statunitensi (al 97mo posto della classifica).

 

La trama del film Blade Runner

Con Blade Runner veniamo catapultati in una Los Angeles molto cupa, completamente avvolta nella nebbia dovuta all’inquinamento (che offusca il sole). Siamo nel 2019, anno in cui i replicanti (robot dalle sembianze umane) vengono fabbricati per essere spediti su colonie extra-terrestri dove vengono impiegati, come schiavi, per lavorare al posto degli esseri umani. I replicanti ogni tanto si ribellano e fuggono per tornare illegalmente sulla terra dove dei poliziotti speciali (chiamati Blade Runner) gli danno la caccia per distruggerli.

La trama del film ruota attorno al Blade Runner, Rick Deckard, cacciatore di replicanti in realtà già in pensione ma richiamato in servizio per catturare ed eliminare Roy Batty e i suoi compagni di viaggio (replicanti come lui fuggiti dalle colonie dove vengono utilizzati come schiavi). I replicanti finiscono per essere tutti “eliminati”, a parte Roy Batty che giunge alla sua fine vita “naturale” (i replicanti hanno una durata di 4 anni), compiendo un ultimo inatteso gesto (salvare la vita al Blade Runner che gli dà la caccia) e pronunciando le parole che tutti gli amanti del genere conoscono perfettamente a memoria:

«Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire».

L’Intelligenza Artificiale nel film Blade Runner

In Blade Runner l’Intelligenza Artificiale assume le sembianze dei replicanti, androidi organici prodotti con sofisticate tecniche di ingegneria genetica che li rendono del tutto paragonabili agli esseri umani. Roy Batty e gli altri 5 replicanti che sono con lui appartengono ai robot Nexus 6, progettati per essere “più umani degli umani” (è lo slogan che nel film utilizza la Tyrell Corporation, la società che produce i replicanti) dato che hanno un’intelligenza paragonabile a quella degli ingegneri che li hanno progettati e capacità fisiche superiori a quelle degli esseri umani.

Proprio per via della loro avanzata Intelligenza Artificiale, gli ingegneri che li hanno progettati prevedono un ciclo di vita breve, 4 anni, temendo che possano sviluppare autonomamente emozioni proprie (amore e amicizia ma anche paura, sospetto, rabbia, vendetta…).

All’interno del film c’è anche un richiamo al test di Turing. Per poter distinguere un replicante da un essere umano, i robot vengono sottoposti a test emotivi dove viene controllata la reazione oculare (si presume che il replicante, di fronte a domande che suscitano forti reazioni emotive, non sia in grado di controllare le dilatazioni delle pupille a causa della scarsa esperienza emotiva che hanno invece gli esseri umani grazie all’esperienza della vita vissuta). In realtà, non è mai chiaro se il test funzioni del tutto o meno, tant’è che si arriva a presumere (e capire) che anche il Blade Runner Rick Deckard sia in realtà un replicante.

 

Corto Circuito (1986)

Corto Circuito FilmDal titolo originale “Short Circuit”, Corto Circuito è un film del 1986 diretto da John Badham che ha avuto un sequel nel 1988 (Corto Circuito 2). Potremmo classificarlo più come un genere fantasy che un cult di fantascienza; lo stesso regista ha voluto puntare più sull’idea di intrattenimento anziché esplorare con taglio critico robotica ed Intelligenza Artificiale. Ma l’effetto è piacevole, suona come una delicata novella contro la guerra e gli armamenti militari.

La trama del film Corto Circuito

La Nova Robotics è un’azienda che sta sviluppando alcuni prototipi di robot da utilizzare nell’esercito con scopi bellici. Durante una serata di raccolta fondi, scoppia un violento temporale e sulla fabbrica cade un fulmine che colpisce Numero 5, uno dei prototipi che era in carica. A seguito del fulmine che lo colpisce Numero 5 acquista un simpatico senso dello humor ma soprattutto acquista coscienza e inizia a provare sentimenti ed emozioni tipiche umane, come il risentimento, il senso di colpa, la crisi di coscienza che lo portano a fuggire dalla Nova Robotics.

Inizia così il viaggio alla scoperta del mondo di Numero 5, inseguito da Newton Crosby (il suo ideatore) e dall’esercito americano. Numero 5 si nasconde a casa della giovane Stephanie la quale, dopo una naturale diffidenza iniziale, lo aiuta a soddisfare la sua esigenza di ricevere “input” leggendogli alcuni libri. Non appena scopre che Numero 5 è di proprietà della Nova Robotics, Stephanie provvede a restituire il robot che però, avendo ormai preso coscienza di sé, scappa nuovamente per tornare da Stephanie la quale, questa volta, è intenzionata ad aiutarlo a fuggire dalle sue sorti di “macchina bellica”.

L’Intelligenza Artificiale nel film Corto Circuito

Numero 5 è un robot cingolato (che nella storia cinematografica ritroviamo con fattezze molto simili in WALL-E) che mostra di poter passare da uno stadio di Intelligenza Artificiale ristretta (ANI – Artificial Narrow Intelligence, una Weak AI specifica per un particolare dominio; nel caso di Numero 5 quello delle armi militari) ad uno più evoluto di super intelligenza (ASI – Artificial Super Intelligence) con l’autoapprendimento. Nello stato di super intelligenza, Numero 5 dimostra di provare sentimenti umani ma soprattutto di provare una sorta di “crisi di coscienza” che lo porta a ribellarsi ai suoi creatori.

Il messaggio interessante che traspare nel corso del film è che il male non sta nei robot o nell’Intelligenza Artificiale ma nella mente di chi li crea, quindi l’uomo.

 

Ghost in the shell (1995 – 2004 – 2017)

Ghost in the shellFilm d’animazione giapponese del 1995, Ghost in the shell nasce in realtà nel 1989 come manga dalla fantasia del fumettista Masamune Shirow (il cui vero nome è in realtà Masanori Ota), trasformato poi in “cartoon movie” per la prima volta nel 1995, con un seguito nel 2004 (in Italia arrivato nel 2016 con il titolo Ghost in the Shell – L’attacco dei cyborg) e divenuto poi “action movie” nel 2017.

 

La trama del film Ghost in the shell

In una Tokyo del 2029 economia e produzione sono interamente controllate dalle macchine e ad avere in mano il potere globale sono gli sviluppatori di software. In un mondo quasi completamente digitale dove accanto ai puri androidi convivono i cyborg (esseri che hanno infranto i limiti degli esseri umani ma che hanno mantenuto l’essenza – il ghost – della razza umana), anche il crimine si adatta e punta sugli hacker.

Lo sfondo è quello di un film poliziesco: gli agenti della Sezione 9 indagano sul “Progetto Top Secret 2501” (nella versione italiana “Il Burattinaio”) guidato da un cyber-criminale il cui obiettivo è il ghost hacking, cioè arrivare ad avere il controllo della mente umana sfruttando eventuali vulnerabilità dei cyborg.

Nel corso del film si scopre che il “Progetto Top Secret 2501” su cui indaga la Sezione 9 è in realtà un progetto sull’Intelligenza Artificiale della stessa agenzia governativa che fa capo e controlla la Sezione 9; un progetto che però è “sfuggito di mano” ai suoi ideatori…

L’Intelligenza Artificiale nel film Ghost in the shell

Nel film del 1995 si intersecano umani, androidi e cyborg guidati da differenti “livelli” di intelligenza; la protagonista Motoko Kusanagi (maggiore della squadra di soccorso internazionale), per esempio, è completamente robotizzata (con abilità militari decisamente avanzate); anche il suo cervello è robotizzato e le consente di infiltrarsi abilmente in tutti i sistemi informatici.

In dotazione alla squadra di soccorso (che nella “scala gerarchica” riporta alla Sezione 9) c’è Fuchikoma, un robot con sei piedi la cui particolarità è avere una Intelligenza Artificiale che non solo lo rende in grado di eseguire qualsiasi ordine ma anche di prendere iniziative autonomamente e di agire e comunicare in funzione delle esperienze accumulate.

Il personaggio forse più emblematico è il cyber-criminale – che nella versione italiana del film come accennato è chiamato “il Burattinaio” – che si scoprirà essere una super Intelligenza Artificiale che ha preso coscienza di sé e, ritenendosi un essere vivente, desidera fondere la sua Intelligenza con un corpo (non sveliamo se umano o robotizzato) per dare origine ad un essere con capacità infinite.

 

L’uomo bicentenario (1999)

Uomo Bicentenario filmChe dire di questo film se non che è un capolavoro tratto dal racconto omonimo del grande autore di fantascienza Isaac Asimov che scrisse L’Uomo Bicentenario in occasione del bicentenario degli Stati Uniti D’America (per quest’opera fu insignito del premio Hugo e del Premio Nebula per il miglior racconto del 1976). Il film trae in realtà spunto anche dal successivo romanzo che Asimov scrisse insieme a Robert Silverberg, Robot NDR-113 (il numero di serie del robot positronico protagonista, che nel film diventa NDR-114).

Il film L’Uomo bicentenario è stato diretto da Chris Columbus ed è uscito nelle sale cinematografiche nel 1999.

La trama del film L’uomo bicentenario

Nell’aprile del 2005 Richard Martin porta a casa il robot positronico NDR-114 con l’idea di sfruttarlo per svolgere le mansioni domestiche. Inizialmente la famiglia Martin non accoglie molto bene il robot ma, dopo le prime diffidenze, i membri della famiglia iniziano a prendere confidenza con lui, soprattutto la figlia più piccola, Amanda, che gli da il nome Andrew (il quale ricambia l’affetto chiamando Amanda “piccola Miss”). Il padre Richard, intuendo alcune potenzialità del robot, lo educa ad esprimere la propria creatività e gli insegna a riconoscere mentalità, comportamenti, atteggiamenti e sentimenti tipici umani.

Insegnamenti che portano Andrew a riconoscere di non essere un semplice elettrodomestico evoluto ma qualcosa di più che merita, innanzitutto, una propria libertà e inizia a desiderare di voler diventare come gli esseri umani. Nel corso della sua “vita” diventa un fabbricante di orologi (da cui riceve anche un reddito, grazie alla tenacia di Richard che lotta contro il sistema politico, economico e finanziario per fare aprire un conto corrente a nome di Andrew), vive in una sua casetta sul mare e vede invecchiare e morire i suoi “amici” umani. Grazie all’avanzamento tecnologico cambia aspetto più volte fino ad una evoluzione che grazie a organi e tessuti simili a quelli umani lo portano a diventare un androide, un robot dall’aspetto decisamente umano.

Arriva anche ad innamorarsi di Portia, nipote di Amanda che ovviamente nel frattempo è crescita, si è spostata, ha avuto figli ed è anche diventata nonna. L’amore per Portia è ciò che porta Andrew a desiderare di fare un ulteriore passo in avanti verso la conquista della sua umanità: il desiderio di poter invecchiare e morire insieme a lei.

Uno dei passaggi forse più toccanti del film è proprio quello in cui Andrew spiega il perché della sua ricerca di “umanizzazione” che, dopo 200 anni, lo portano a desiderare anche la morte:

«Come robot avrei potuto vivere per sempre, ma dico a tutti voi oggi, che preferisco morire come uomo, che vivere per tutta l’eternità come macchina… Per essere riconosciuto per chi sono e per ciò che sono. Niente di più, niente di meno. Non per la gloria, per l’approvazione, ma per la semplice verità di questo riconoscimento. È stato l’elemento propulsivo di tutta la mia esistenza e devo riuscire a ottenerlo, se voglio vivere o morire con dignità».

L’Intelligenza Artificiale nel film L’uomo bicentenario

Andrew è un robot positronico, creatura immaginaria nata dalla penna di Isaac Asimov ma che trova nella realtà moderna un fortissimo parallelismo con gli automi umanoidi, cioè robot con caratteristiche simili a quelle umane (gambe, braccia, testa, occhi, ecc.) anche se nell’aspetto è evidente che siano robot.

Andrew riesce ad evolvere se stesso (fino ad arrivare a trasformarsi in androide, un robot dalle sembianze umane) attraverso una Intelligenza Artificiale che gli consente di elaborare processi cognitivi e di apprendimento simili a quelli biologici dell’uomo; quello che sorprende è l’evolversi del processo cognitivo che porta Andrew a provare sentimenti umani (curiosità, pausa, amore, gelosia fino addirittura al desiderio di morte) capendo il significato di amore, invecchiamento, morte.

 

Matrix (1999 – 2003)

Matrix filmUna trilogia imperdibile per gli amanti dei film di fantascienza scritta e diretta dai fratelli Wachowski, Larry e Andy. La trilogia si sviluppa attraverso un intreccio continuo tra mondo reale e mondo virtuale, quest’ultimo costruito come sorta di cyberspazio da un super programma informatico (Matrix) per controllare gli esseri umani che da tempo hanno perso la battaglia contro le macchine. Gli umani in sostanza servono semplicemente come alimentatori di energia per le macchine e la loro Intelligenza Artificiale e si muovono virtualmente (e inconsapevolmente) in un mondo simulato, creato appunto dal programma Matrix.  Anche in questo caso parliamo di un film entrato nel 2012 nell’elenco delle produzioni scelte per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

La trama del film Matrix

La trilogia ruota tutta attorno alla vita del protagonista (e alle vicende a lui collegate), un programmatore di software, Thomas A. Anderson, che di notte preferisce dare sfogo alle sue abilità informatiche in qualità di hacker che agisce con il nome di Neo. Contattato da altri esperti hacker, Trinity e Morpheus, Neo scopre che il mondo nel quale vive è in realtà una specie di neuro-simulazione virtuale creata da un programma (Matrix), sviluppato dalle Intelligenze Artificiali per “tenere calmi” gli esseri umani i quali, avendo da tempo perso la loro battaglia contro le macchine, sono diventati risorse coltivate per l’utilizzo della loro energia (come calorie/combustibile per gli esseri artificiali).

Morpheus è convinto che Neo sia un “eletto”, colui in grado di decodificare Matrix liberando l’intera umanità dalla prigionia della simulazione onirica. Sulla base di questa convinzione si intrecciano tutte le vicende di Neo che entrando ed uscendo da Matrix sfruttando le linee telefoniche (dopo aver scoperto che nel mondo reale del XXIII secolo è in rovina, oscurato dalla luce solare, quel che resta dell’umanità sta combattendo contro le macchine dotate di Intelligenza Artificiale, che la stessa umanità creò nel ventunesimo secolo) prova dunque a salvare l’umanità.

Uno dei passaggi più noti è forse quello in cui Morpheus cerca di spiegare a Neo cosa sia Matrix:

«Matrix è ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L’avverti quando vai a lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità».

L’Intelligenza Artificiale nel film Matrix

Matrix, in sé, non è nient’altro che un insieme di righe di codice, quindi un comune programma attraverso il quale è stato creato un mondo virtuale al cui interno gli esseri umani vivono in modo inconsapevole, seppur con qualche implicazione: i corpi che si muovono nel mondo virtuale sono anch’essi una trasposizione digitale degli esseri umani – che vivono in realtà in capsule di “coltivazione” – ma se una persona viene ferita e uccisa in Matrix, anche il suo corpo fisico muore.

Il vero “effetto sorpresa” è ciò che si nasconde dietro a Matrix, cioè una super Intelligenza Artificiale (sviluppata inizialmente dall’uomo stesso due secoli prima) in grado di tenere in ostaggio l’umanità (avendo presumibilmente raggiunto consapevolezza di sé). Anche in questo film torna dunque alla luce il complesso tema etico legato all’Intelligenza Artificiale: quali sono i limiti e quali le possibili implicazioni sugli esseri umani?

 

AI Intelligenza Artificiale (2001)

AI Intelligenza ArtificialeBasato su un progetto di Stanley Kubrick (che dopo 2001 Odissea nello spazio voleva realizzare un altro film sull’Intelligenza Artificiale ma purtroppo morì prima di riuscirvi), il film diretto da Steven Spielberg (che si dice abbia seguito tutte le indicazioni dell’iniziale progetto di Kubrick), AI Intelligenza Artificiale, uscito nelle sale cinematografiche nel 2001, è forse uno dei film sull’Intelligenza Artificiale più commoventi perché intreccia la robotica e l’AI con sentimenti profondi come l’amore e il senso di abbandono.

La trama del film AI Intelligenza Artificiale

Nel 2125 l’evoluzione tecnologica ha raggiunto livelli così sofisticati da poter dare origine a robot del tutto simili agli esseri umani (e non solamente per le fattezze fisiche). Tra questi robot, detti Mecha, c’è David, un robot bambino, primo della sua specie a provare sentimenti di amore verso qualcuno.

David, prima di essere messo in commercio, viene affidato a Monica ed Henry, due dipendenti della società che sviluppa i Mecha che hanno un figlio tenuto in una capsula di ibernazione a causa di una grave malattia. Martin, il figlio naturale della coppia, si risveglia e una volta tornato a casa non vede David come un fratello ma come un robot-giocattolo; situazione che porta a diversi spiacevoli “incidenti” fino a quello più grave (durante una festa di compleanno David trascina sul fondo della piscina Martin che sta per annegare). Di fronte a questo incidente Monica, che nutre dell’affetto reale verso David, decide di abbandonarlo anziché restituirlo alla casa produttrice (che dovrebbe distruggerlo). Da qui inizia il viaggio disperato di David alla ricerca del perduto amore della madre.

L’Intelligenza Artificiale nel film AI

Nel film AI Intelligenza Artificiale David rappresenta l’espressione massima di robot dalle sembianze umane in grado anche di provare sentimenti umani come l’amore verso la propria madre.

All’interno del film compaiono però altre forme di Intelligenza Artificiale per così dire “minori”, come Teddy, un robot parlante dalle fattezze di un orsacchiotto di peluche che accompagna David nel lungo viaggio alla ricerca della madre Monica e la cui Intelligenza Artificiale risulta in più occasioni una guida efficace per David (tanto da salvargli la vita).

Nel corso del film si incontra anche il Gigolo Joe, un Mecha progettato per il ruolo di amante/gigolo ma che si scopre nutrire sentimenti di amicizia e solidarietà perché aiuta David a raggiungere la Fata Turchina (alla quale vuole chiedere di diventare un bimbo vero).

Sul finale del film entra in gioco anche la clonazione umana per opera di alcuni Mecha (gli unici esseri presenti ormai sulla terra nel 4125 dopo la totale estinzione degli esseri umani) che riportano in vita Monica (anche se solo per un giorno).

 

Io, Robot (2004)

i-robotIspirato all’antologia Io, Robot dello scrittore di fantascienza Isaac Asimov, il film in realtà riporta fedelmente solo le tre leggi della robotica (attraverso le quali nel film si regola la convivenza tra robot ed esseri umani); il resto è una interpretazione molto più “libera” e differente rispetto agli scritti di Asimov.

 

La trama del film Io, Robot

In una Chicago del 2035 girano ormai da tempo i robot positronici, comuni “oggetti domestici” che convivono naturalmente con gli esseri umani. Sul mercato stanno per arrivare i nuovissimi NS-5, l’ultima generazione di robot prodotta dalla U.S. Robots, azienda che finisce però nel mirino del detective Del Spooner che viene chiamato ad indagare sul presunto suicidio del fondatore della U.S. Robotics, Alfred Lanning. Il detective pensa che non si tratti di suicidio e che ad uccidere il dottor Lanning sia stato uno dei nuovissimi robot NS-5.

Da qui in poi c’è un susseguirsi di scene e azioni in cui si comprende perché il detective Spooner odi tanto i robot (uno di loro gli salvò la vita lasciando però morire una bambina perché secondo i calcoli analitici aveva meno probabilità di sopravvivenza), anche se poi sarà proprio lui a non fermarsi di fronte alla presunta colpevolezza dell’indiziato numero uno, il robot NS-5 di nome Sonny che viveva con Lanning, proseguendo nelle indagini fino a scoprire il terribile piano del supercomputer VIKI (Virtual Interactive Kinetic Intelligence): un cervello positronico centrale (in grado di comandare tutti i robot) evolutosi al punto da interpretare autonomamente le tre leggi della robotica e pensare di limitare la libertà degli esseri umani (eliminando tutti i vecchi robot programmati per difenderli) per proteggerli da sé stessi.

L’Intelligenza Artificiale nel film Io, Robot

I super protagonisti che in Io, Robot raccontano l’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale sono Sonny, il robot NS-5 che viveva con il dottor Lanning e che viene inizialmente accusato del suo omicidio, e VIKI, il cervello positronico centrale che prende possesso della “mente” dei robot NS-5 per guidarli verso lo sterminio dei robot delle precedenti serie (perché programmati per assistere, aiutare, convivere e difendere gli esseri umani).

Sonny è un robot evoluto che, prima della sua cattura, dimostra di provare sentimenti umani (amore verso il “padre” che lo ha creato), di saper sognare, di sentire sensi di colpa e paure. Emozioni che inducono il detective Spooner a non ritenerlo l’omicida di Lanning.

VIKI è l’evoluzione ancora più avanzata dell’Intelligenza Artificiale che nel film prende il controllo sulle altre intelligenze per concretizzare un progetto formulato autonomamente.

Nel film c’è spazio anche per i cyborg: Spooner è proprio uno di questi, divenuto tale in seguito ad un incidente a causa del quale ha dovuto ricorrere a “pezzi di ricambio” robotici.

L’incidente di Spooner è anche occasione nel film per aprire una questione molto delicata, ancora oggi oggetto di ampi dibattiti nell’ambito delle auto a guida autonoma: di fronte ad una situazione in cui più di un essere umano risulta in pericolo, come “sceglie” e agisce una Intelligenza Artificiale?

 

Guida galattica per autostoppisti (2005)

Guida galattica per autostoppisti film locandinaUna guida turistica enciclopedica per coloro che vogliono viaggiare nello spazio. Parte da qui la lunga avventura di Guida galattica per autostoppisti: nata inizialmente nel 1978 come serie radiofonica della BBC per mano e fantasia dello scrittore britannico Douglas Adams, trasformatasi poi in una serie di romanzi dal 1979 al 1992 («Una trilogia di cinque volumi» l’ha ironicamente definita lo stesso Adams) – con un piccola trasposizione televisiva in una mini serie del 1981 – l’avventura si è inevitabilmente conclusa nel 2005 al cinema (anche se, sfortunatamente, Adams non è riuscito a vedere il film essendo morto nel 2001).

La trama del film Guida galattica per autostoppisti

Un comune giovedì, il protagonista Arthur Dent, deciso a compiere la sua battaglia contro le ruspe che vogliono demolirgli la casa per fare spazio ad una nuova superstrada, viene in realtà salvato pochi minuti prima della distruzione della terra dall’amico Ford Prefect che, davanti ad una birra, gli confessa di essere un extraterrestre proveniente da un pianeta nei pressi di Betelgeuse e che lavora come redattore per la casa editrice che sta realizzando l’opera enciclopedica Guida galattica per autostoppisti, un manuale universale per i viaggiatori spaziali.

Arthur viene teletrasportato su una delle astronavi dei Vogon (i burocrati spaziali incaricati di distruggere la terra) ma viene poi espulso nel vuoto spaziale insieme all’amico Ford. Salvati in extremis e “recuperati” come autostoppisti dall’astronave Cuore d’Oro, incontrano Zaphod Beeblebrox, il presidente della Galassia, la sua compagna terrestre Tricia McMillan, Marvin (un robot profondamente depresso) e il computer di bordo Eddie, che invece è sempre allegro. Qui inizia il viaggio verso un leggendario pianeta Magrathea dove Zaphod vuole dirigersi per poter trovare la domanda sulla vita, sull’universo e tutto quanto.

Attenzione, la domanda, non la risposta. Questa la si conosceva già da sette milioni di anni e fu quella fornita dal supercomputer Pensiero Profondo dopo secoli di calcoli: la risposta è 42. Risultato raggiunto a seguito del fatto che coloro che rivolsero a Pensiero Profondo la domanda «non conoscevano la vera domanda», fu la stessa ammissione del supercomputer.

L’Intelligenza Artificiale nel film Guida galattica per autostoppisti

In questo caso dobbiamo parlare di differenti intelligenze artificiali perché sia nel romanzo sia nel film compaiono differenti robot e software con differenti livelli di intelligenza: Marvin, per esempio, è un robot che ha movenze umane (anche se visivamente appare come robot con la testa enorme e non come essere umano) ed è caratterizzato da una forte depressione emotiva che tra lamentele e fastidi vari si ripercuote sugli altri personaggi. Eddie è il software di bordo della Cuore d’Oro e anch’esso esprime sentimenti “umani”, è sempre allegro per esempio, oltre al fatto che prende decisioni in autonomia, anche andando contro gli ordini del comandante. Pensiero Profondo è il supercomputer che, si scopre lentamente, ha autonomamente progettato un secondo supercomputer per poter formulare la domanda corretta sulla vita, sull’universo e tutto quanto.

Al di là degli aspetti umoristici che sono una delle caratteristiche predominanti delle opere di Douglas, quello che pare interessante è la coesistenza di differenti macchine (robot hardware e software) con differenti livelli di Intelligenza Artificiale in grado di coesistere, interagire tra loro e con gli essere umani, provare emozioni differenti ed evolvere.

 

WALL-E (2008)

Wall-e filmFilm d’animazione del 2008, WALL-E è un lungometraggio realizzato da Pixar Animation Studios in coproduzione con Walt Disney Pictures ed è stato dedicato a Justin Wright, animatore della Pixar morto negli studi della società proprio nel 2008, pochi mesi prima dell’uscita del film.

WALL-E si presenta come un’allegra commedia per famiglie che lascia però agli adulti uno spazio di riflessione su alcuni importanti “temi caldi” come quello dei rifiuti e del loro impatto sulla terra e la possibile evoluzione “storica” dei robot.

L’autore-regista è Andrew Stanton, premio Oscar ricevuto per il miglior film di animazione con “Alla ricerca di Nemo” nel 2003, riconoscimento confermatogli poi anche nel 2008 proprio con il film WALL-E.

La trama del film WALL-E

Nel 2805 la terra sembra essere un pianeta ormai abbandonato. Gli uomini l’hanno lasciato ben 700 anni prima perché invaso dai rifiuti e dall’inquinamento. Il viaggio di “abbandono” della terra, nato in realtà come crociera di cinque anni per l’intera umanità (organizzato dalla Buy n Large Corporation (BnL), un’azienda che nel 2105 ha in mano il governo del mondo), è organizzato affinché un esercito di robot chiamati WALL-E (acronimo che sta per Waste Allocation Load Lifter Earth-Class e che in italiano potrebbe essere interpretato come Sollevatore di Carichi per l’Allocazione dei Rifiuti – serie Terrestre) possa fare pulizia raccogliendo i rifiuti e compattandoli in cubi.

Le cose non vanno come programmato dalla BnL, i robot iniziano ad avere problemi e a spegnersi quindi nel 2110 il rientro dell’umanità sulla terra non può avvenire perché il pianeta è ancora invaso dai rifiuti. Ma nel 2805 c’è ancora un piccolo WALL-E che si aggira per il pianeta continuando a fare pulizia e costruendo piccoli cubi di rifiuti compattati che impila fino a formare uno skyline di grattacieli.

La cosa simpatica è che WALL-E non si limita a compiere meccanicamente il suo lavoro ma sviluppa un forte interesse e una spiccata curiosità per gli oggetti che raccoglie, fino addirittura a conservarne alcuni tra i quali una videocassetta del film “Hello, Dolly!” con il quale WALL-E inizia a sognare di avere una compagna, di ballare, di innamorarsi, sviluppando quindi una personalità e sentimenti umani.

Sentimenti che WALL-E prova poi per Eve, un robot “femmina” super tecnologico venuto dal cielo con una missione segreta (trovare forme di vita sulla terra) al compimento della quale si disattiva in attesa che una navicella venga a riprenderla. WALL-E si prende cura di lei anche quando disattivata e pur di non perderla si aggrappa alla navicella che riporta Eve sulla mega-astronave Axiom (una delle navicelle che nel 2105 partì per la crociera dell’umanità). Qui iniziano una serie di rocambolesche avventure che coinvolgono anche alcuni esseri umani, in particolare il Comandante McCrea, il capitano della nave che contrapponendosi ad Auto, un timone altamente tecnologico che ha come obiettivo seguire scrupolosamente il suo compito (A-113, ossia rimanere sulla Axiom), lo disattiva e riporta Wall-E, Eve e gli esseri umani sulla terra.

L’Intelligenza Artificiale nel film WALL-E

Il robot protagonista di WALL-E è un piccolo cingolato che ricorda molto le fattezze di Numero 5 (il robot protagonista del film Corto Circuito) e si esprime attraverso una serie di gesti suoni molto espressivi ricordando, in questo caso, R2-D2 di Guerre Stellari.

WALL-E è un robot animato che però è ben lontano dall’essere un sistema automatizzato e programmato; è curioso e sogna un futuro diverso guardando le stelle. È un robot che prova sentimenti umani, che ha una coscienza e arriva anche ad innamorarsi. Interagisce e collabora con gli esseri umani anche se – va precisato – nel film WALL-E ed Eve non combattono per salvare l’umanità ma per salvare se stessi dalle azioni di altri robot “cattivi”.

 

The Machine (2013)

The Machine FilmThe Machine è un film del 2013 diretto da Caradog W. James presentato nello stesso anno al Tribeca Film Festival. Il Film narra le vicende di due scienziati che lavorano allo sviluppo cyborg e androidi dotati di Intelligenza Artificiale – commissionati dal Ministero della Difesa britannico – da usare come infiltrati in strategie belliche.

La trama del film The Machine

In un mondo dilaniato da relazioni sempre più difficili tra Stati e esseri umani, in pieno stile guerra fredda che coinvolge Cina e Gran Bretagna, il Ministero della Difesa britannico finanzia progetti di ricerca per sviluppare armi segrete, in particolare un robot soldato da sfruttare come infiltrato.

In uno di questi laboratori lavora lo scienziato Vincent McCarthy che ha già una lunga esperienza in tema di cyborg: ha infatti sviluppato impianti cerebrali inseriti su reduci di guerra gravemente feriti ottenendo risultati eccezionali dal punto di vista motorio ma con alcune conseguenze gravi (a distanza di poco tempo dall’impianto, questi esseri bionici perdono l’uso della parola).

Il Governo britannico chiede a McCarthy di creare una Intelligenza Artificiale per la realizzazione di un androide da poter introdurre nelle linee nemiche come infiltrato (allo scopo di sterminare poi i nemici). McCarthy coinvolge allora la brillante scienziata Ava alla quale però nasconde le vere finalità del progetto, consapevole della coscienza antimilitare della collega.

Le posizioni di Ava spingono il capo del progetto, Thomson, ad ucciderla, creando un po’ di sconforto in McCarthy che però riesce a convincere i suoi superiori ad utilizzare la scansione del cervello di Ava per costruire l’androide commissionato dal Ministero britannico.

Ciò che ne esce è un androide che ha le stesse fattezze di Ava, ma è un soldato che viene chiamato The Machine ed ha forza, velocità e spietatezza che non sono in alcun modo paragonabili alle caratteristiche degli esseri umani. McCarthy si rende conto dell’enorme potenza del robot e gli ordina di non usare questi suoi poteri per uccidere ma Thomson, che ha ben altri piani, ordina allo scienziato di rimuovere dal cervello dell’androide la parte della coscienza (scoprendo solo in seguito che in quella parte del cervello c’è anche la funzione di autodistruzione che risulta così non più attivabile).

The Machine è prossima al completamento quando un errore negli algoritmi (effetto collaterale del “programmare” gli androidi in modo troppo simile al funzionamento cerebrale umano) la porta a distruggere il laboratorio e tutti quelli che “incappano” nel suo percorso di distruzione (compreso Thomson: The Machine non lo uccide, fedele agli ordini di McCarthy ma di fatto lo lobotomizza).

McCarthy decide allora di portare The Machine in un luogo sicuro dove può continuare i suoi ossessivi esperimenti in totale libertà.

L’Intelligenza Artificiale nel film The Machine

Nel film The Machine entrano da protagonisti quasi tutti i cliché della fantascienza che ha come sfondo l’Intelligenza Artificiale, in particolare cyborg ed androidi dotati di propria coscienza (nel caso di The Machine perché impiantata tramite scansione di un vero cervello umano).

I robot senzienti sono un classico della filmografia di fantascienza e spesso si distinguono dagli altri robot perché particolarmente malvagi e nemici degli esseri umani oppure, al contrario, perché ne prendono le difese.

In The Machine manca tuttavia l’approfondimento scientifico vero e proprio e il film rischia a più riprese di essere classificato più come in thriller che come un vero e proprio film di fantascienza.

 

Transcendence (2014)

Transcendence FilmFilm del 2014 diretto da Wally Pfister, al suo esordio alla regia, Transcendence affronta i temi della singolarità tecnologica, del transumanesimo e dell’Intelligenza Aumentata. Argomenti che oggi fanno molto discutere non solo gli uomini di scienza ma anche il grande pubblico per i delicati risvolti sociali che ne derivano (supremazia delle macchine sull’uomo, possibilità di modificare il corpo umano con “pezzi di ricambio” robotici, intelligenza superiore aumentata grazie alla connessione del cervello umano ad Internet…).

La trama del film Transcendence

Uno dei più brillanti studiosi nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale, il dottor Will Caster, lavora al progetto PINN, un sistema molto sofisticato che arriva ad avere una sua autocoscienza prendendola dalle scimmie che vengono usate come cavie per l’esperimento. Sulla base di questi esperimenti, Caster sta arrivando a creare una singolarità tecnologica che unifica tutta l’intelligenza collettiva con l’intera gamma delle emozioni umane.

Queste tecnologie sono nel mirino dei terroristi che, durante un attacco per distruggere questi sistemi, uccidono anche Caster. La moglie Evelin, insieme all’ amico e collega Max Waters, decide di provare su Will l’esperimento “caricando” il suo cervello sul sistema PINN e, durante un nuovo tentativo di distruzione da parte della terrorista Bree, connettendo il cervello di Will ad Internet permettendogli così di essere “alimentato” e portare avanti le sue ricerche via cloud computing.

La coscienza cibernetica di Will, che prende il nome de “La Macchina”, diventa la base per degli esperimenti sulla guarigione dei tessuti umani grazie all’uso delle nanotecnologie, nanorobt in particolare (che Evelyn porta avanti in un centro di ricerca): sperimentazioni che portano all’espansione dei cyborg (le persone diventano ormai degli ibridi e possono addirittura arrivare ad essere immortali). L’aumentata potenza degli esseri umani porta “La Macchina” a voler inglobare in sé l’intero pianeta per poter creare una razza umana ancora più avanzata ed aumentare ulteriormente le sue capacità di calcolo e analisi.

Evelyn capisce allora la pericolosità del progetto e si fa iniettare un virus nella speranza che “La Macchina” voglia inglobare anche lei e possa quindi essere distrutta dall’interno (attraverso il virus). Le vicende finali non vanno in questa direzione e si scopre quali erano, fin dal principio, le vere intenzioni della super Intelligenza Aumentata.

L’Intelligenza Artificiale nel film Transcendence

Nel film Transcendence il tema di fondo è quello della singolarità tecnologica, quel momento in cui l’Intelligenza Artificiale (unita ad altri elementi quali le nanotecnologie e l’ingegneria genetica) sarà in grado di evolvere sé stessa, di modificarsi e di dare un’accelerata al progresso tecnologico tanto da renderlo incontrollabile dall’uomo trasformando in modo irreversibile l’esistenza di quest’ultimo. Nel film si parla anche di nanotecnologie e nanorobot come soluzione per creare “pezzi di ricambio” per gli esseri umani ma il regista pare troppo incuriosito da scenari fantasiosi per rimanere ancorato ad un contesto scientifico per cui ci si allontana spesso da quello che potrebbe, in verità, essere una reale evoluzione della singolarità.

 

Ex Machina (2015)

Ex Machina FilmFilm del 2015 scritto e diretto da Alex Garland, al suo debutto da regista, Ex Machina ha vinto nel 2016 il premio per i migliori effetti speciali e vanta anche a candidatura per la miglior sceneggiatura.

Una curiosità: negli Stati Uniti il film è stato vietato ai minori di 17 anni non accompagnati perché classificato copme “Restricted” per la presenza di nudità, riferimenti sessuali, linguaggio scurrile e violenza.

La trama del film Ex Machina

Caleb Smith, giovane programmatore 24enne, lavora per una delle società Internet più grandi del mondo, la BlueBook e, dopo aver vinto un concorso/lotteria interno all’azienda, ha la possibilità di trascorrere una vacanza nella casa di montagna del Ceo della società, Nathan Bateman. Al suo arrivo Caleb scopre che in realtà la casa di Nathan è un grande laboratorio di ricerca dove il suo capo sta sviluppando umanoidi ed androidi dotati di Intelligenza Artificiale.

L’ultima innovazione raggiunta ha portato allo sviluppo di Ava (nome che richiama all’attenzione dei più attenti la scienziata dal film The Machine la cui scansione cerebrale viene implementata in un androide soldato), umanoide dotata di Intelligenza Artificiale e Caleb scopre di essere stato chiamato in realtà a collaborare con Nathan per eseguire il test di Turing e capire se Ava abbia o meno di coscienza di sé.

Caleb inizia quindi un percorso di incontri e dialoghi con Ava durante i quali appura la sua intelligenza e sensibilità, simili a quelli degli esseri umani. Gli incontri avvengono sempre in una sorta di cubo di vetro e acciaio che separa Ava da Caleb ma durante alcuni blackout energetici Ava dice a Caleb di stare attento perché le intenzioni di Nathan non sono quelle che lui crede.

Da qui in poi è un crescendo di suspense, Caleb si trova combattuto tra l’ammirazione (e soggezione) verso il suo capo e il desiderio di scoprire di più. Un crescendo di tormenti che portano il giovane programmatore a farsi molte domande ma soprattutto ad affliggersi, assalito da mille incertezze, mettendo in dubbio la sua stessa natura e condizione di essere umano.

L’Intelligenza Artificiale nel film Ex Machina

Il film Ex Machina è forse quello che fino ad oggi è riuscito a meglio rappresentare l’Intelligenza Artificiale nella sua ampiezza di significato, toccando non solo la componente robotica e quella di autoapprendimento dei sistemi fino alla coscienza di sé, ma anche sfiorando nella trama alcuni degli ambiti applicativi già oggi presenti nelle nostre vite (Internet, i motori di ricerca e i social network, chatbot ed assistenti virtuali, realtà virtuale e aumentata).

Il regista ha scelto di confinare Ava, l’umanoide con Intelligenza Artificiale, in un luogo sicuro, isolato e protetto, quasi a voler ricordare la delicatezza dei temi etici che intimoriscono il grande pubblico di fronte alle sconosciute possibilità che possono derivare dal crescente avanzamento delle Intelligenze Artificiali e dei robot umanoidi ed androidi.

Il valore più grande di questo film sta forse proprio nella componente psicologica che porta gli spettatori a porsi domande continue, sia durante il film sia dopo il finale, sulla fragilità della natura umana.

 

Giornalista del mondo Tech | Ho scoperto di essere una “multipotentialite” innamorata di #Innovation #Tech #AI | Il mio motto: sempre in marcia a caccia di innovazione | Direttore di AI4Business e Digital4Trade

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