Tecnologia

Tesla a guida autonoma con Autopilot livello 4: pro e contro 

Da una parte Elon Musk promette veicoli in grado di viaggiare senza conducente entro il primo semestre del 2023, dall’altra ci sono gli incidenti, le cause e le limitazioni normative che fanno presagire un futuro ancora lontano per le driverless car [...]
Marina Rita Carbone

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Le auto Tesla, negli ultimi anni, hanno rappresentato un punto di riferimento per lo sviluppo di sistemi di guida autonoma, effettuando, negli anni, sempre maggiori investimenti al fine di raggiungere un livello di autonomia del veicolo che potesse consentire la completa sostituzione del conducente.

Tuttavia, ad oggi, nessuno dei veicoli presenti sul mercato è realmente in grado di raggiungere detto livello di autonomia, anche in ragione del fatto che, nonostante le implementazioni svolte, l’Autopilot non è ancora in grado di funzionare senza l’ausilio del conducente.

L’incapacità del pilota automatico di Tesla di sostituire il conducente rappresenta anche la motivazione per la quale la casa automobilistica si trova al centro di numerose indagini e contestazioni, legate alla falsa rappresentazione mediatica del funzionamento dell’Autopilot e a incidenti nei quali il conducente incolpa l’Autopilot.

Non manca, a ogni modo, la volontà di Tesla di migliorare e portare al pubblico dei sistemi sempre più perfezionati: secondo quanto rivelato da Musk nelle sue dichiarazioni pubbliche e sulle piattaforme social, Tesla potrebbe presentare dei veicoli a guida autonoma in grado di circolare senza conducente già entro il primo semestre del 2023. Come detto, tuttavia, si tratta ancora di indiscrezioni che dovranno essere confermate, ma che pongono nuova attenzione ai progetti portati avanti da Tesla.

Tesla guida autonoma

Come funziona la guida autonoma “Autopilot” di Tesla?

Secondo quanto riportato dalla casa automobilistica di Musk, l’Autopilot è un avanzato sistema di assistenza alla guida il cui scopo è quello di aumentare la sicurezza al volante, e il comfort del conducente. Nelle intenzioni di Musk, l’Autopilot avrebbe dovuto permettere al veicolo di controllare la sua andatura in completa autonomia, anche nel caso in cui il conducente non tenga le mani sul volante o sia distratto, mantenendo la velocità nei limiti, le distanze di sicurezza, evitando gli ostacoli, e addirittura cambiando corsia ove necessario.

Ad oggi, esistono due tipologie di Autopilot: classico e avanzato. Il sistema avanzato di guida autonoma, oltre a ricomprendere le funzionalità classiche di Cruise Control adattivo (per l’adeguamento della velocità a quella del traffico) e il sistema di autosterzatura (per fornire assistenza al conducente nelle sterzate, ove le corsie però siano chiaramente contrassegnate) presenta:

  • cambio di corsia automatico all’attivazione della freccia;
  • navigate on Autopilot per fornire al conducente “una guida per raggiungere le rampe di accesso e di uscita dell’autostrada, suggerendo anche cambi di corsia e fornendo una navigazione tra gli svincoli”;
  • Autopark in parallelo o in perpendicolare;
  • Summon, per far uscire l’auto da uno spazio stretto mediante l’applicazione mobile;
  • Smart Summon, per effettuare manovre in ambienti complessi e parcheggi.

L’ultima beta rilasciata da Tesla, denominata Full Self-Driving (FSD, in italiano “Guida autonoma al massimo potenziale”) e basata sulle reti neurali, aggiunge alle funzionalità già implementate anche la possibilità per il veicolo di circolare in autonomia in una città, grazie alla capacità di fermarsi agli stop e riconoscere i semafori. È altresì oggetto di implementazione un sistema di autosterzatura del veicolo nelle strade cittadine.

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Autopilot, un sistema ancora imperfetto

Per quanto innovative, ad ogni modo, non tutte le funzioni dei veicoli a guida autonoma sono attualmente consentite in Europa, in ragione dell’incertezza circa l’affidabilità delle medesime e delle lacune normative in caso di incidenti causati da veicoli senza conducente. Le sperimentazioni sinora condotte sulle nuove funzionalità, infatti, sono state condotte in luoghi controllati, e non su veicoli commercializzati.

Non sono mancati, infatti, negli anni, numerosi casi di danni causati dai veicoli dotati delle funzioni di pilota automatico: alcuni veicoli, infatti, hanno sterzato nel traffico o sono partiti col rosso, o hanno effettuato svolte sbagliate, evidenziando come la tecnologia attualmente in uso non consenta in alcun modo al conducente di distrarsi alla guida. Ciò ha portato anche la National Highway Traffic Safety Administration ad avviare numerose indagini nei confronti di Tesla e a intentare una causa nel 2022, affermando che il termine “Autopilot” utilizzato da Tesla sia “ingannevole e fuorviante” per gli automobilisti, al pari delle dichiarazioni rese da Elon Musk al riguardo.

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L’incoerenza delle dichiarazioni rese dalla casa automobilistica sarebbero anche al centro, secondo quanto riportato da Reuters, di una class action. Nel ricorso, il querelante avrebbe affermato che la tecnologia ADAS implementata da Tesla negli ultimi 4 anni non sia assolutamente paragonabile al sistema di guida autonoma promesso, ma sia funzionale a “generare attenzione da parte dei media, per ingannare i consumatori e far loro credere di possedere una tecnologia all’avanguardia senza rivali e per affermarsi come leader nel mercato dei veicoli elettrici in rapida crescita”.

Accuse sono state mosse nei confronti di Tesla anche da parte del Dipartimento della Motorizzazione della California, sempre per pubblicità ingannevole dei sistemi Autopilot e della tecnologia FSD.

Che livello di guida autonoma ha Tesla?

In linea generale, i sistemi di guida autonoma sono classificati dalla SAE (Society of Automotive Engineers) International secondo cinque livelli:

  • Livello 0: assenza di dispositivi elettronici di qualsiasi tipologia che forniscano assistenza attiva al conducente, con conseguente obbligo dello stesso di mantenere il pieno controllo dell’auto.
  • Livello 1: presenza di sistemi di assistenza che intervengono sul controllo longitudinale o laterale della vettura, regolandone velocità e direzione e intervenendo su freni, acceleratore e sterzo, come il Lane Assist o il Cruise Control adattivo.
  • Livello 2: presenza di sistemi che siano in grado di intervenire sul veicolo durante la guida in colonna, entro determinati limiti di velocità, permettendo al guidatore di lasciare il controllo di sterzo e acceleratore in alcune situazioni.
  • Livello 3: presenza di sistemi altamente automatizzati che consentano al conducente di non avere il controllo continuo dell’andamento longitudinale e laterale del veicolo, anche grazie al riconoscimento dell’ambiente circostante.
  • Livello 4: presenza di sistemi che consentono al veicolo di viaggiare in completa autonomia, in situazioni determinate, come in autostrada o all’interno di parcheggi automatizzati. Nel caso in cui il conducente non riprenda il controllo del veicolo entro un determinato periodo di tempo, i sistemi portano automaticamente l’auto in una posizione sicura.
  • Livello 5: si tratta del livello massimo di autonomia, che prevede l’assenza completa del guidatore. Una sorta di “robotaxi” nel quale è anche possibile fare a meno di sterzo e pedaliera all’interno della vettura.

Ad oggi, il livello massimo raggiunto dalle auto presenti sul mercato, ivi inclusi i diversi modelli Tesla, è il livello 3. A causa dei limiti normativi attualmente esistenti, tuttavia, non tutte le funzionalità dei veicoli possono essere attivate, classificandosi concretamente a un livello intermedio tra il 3 e il 2 (ossia, il livello massimo consentito su strada). Ai sensi di legge, infatti, non potrebbero essere commercializzati veicoli classificati come superiori al livello 2, in ragione della necessità, come già anticipato, di colmare le lacune normative presenti in caso di incidente connesso non a un’imprudenza del conducente ma a un malfunzionamento dei sistemi di guida automatica.

L’obiettivo perseguito da Tesla è quello di presentare un veicolo dotato di sistemi di guida autonoma che consentano di passare al Livello 4 e, dunque, di fare a meno del conducente, abbandonando l’idea del semplice “assisted-driving”.

Tale eventualità, tuttavia, resta ancora assolutamente remota, sempre in virtù dei citati limiti normativi, che attualmente prevedono che, nel caso in cui l’auto sia classificata come Livello 3 o superiore, la responsabilità per gli incidenti non possa più essere attribuita in via esclusiva al conducente, ma anche allo sviluppatore del software o alla casa automobilistica. La normativa impone anche una serie di limitazioni tecniche ai veicoli. Occorrerà, dunque, agire anche a livello normativo al fine di individuare le modalità con le quali consentire la commercializzazione di modelli di auto avanzati di Livello 4, e i possibili adeguamenti della normativa ai nuovi sistemi di guida assistita.

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La normativa europea in materia di guida autonoma

La vigente normativa europea, infatti, sulla scorta delle linee guida delle Nazioni Unite sulla guida sicura, impedisce di attuare molte delle funzioni dei veicoli a guida autonoma: ad esempio, vi è l’obbligo per i veicoli a pilota automatico di cambiare corsia entro cinque secondi dall’avvio della manovra di cambio corsia assistita, pena l’abbandono del tentativo di manovra, anche se già effettuato per metà; inoltre, viene impedito all’Autopilot di eseguire svolte “troppo brusche”, con conseguente spegnimento del sistema nel mezzo della curva e restituzione del controllo al conducente.

Simili restrizioni, tuttavia, talvolta potrebbero condurre a situazioni maggiormente rischiose sulla strada: per tale ragione occorre capire se e come adeguare le attuali linee guida per consentire la circolazione di mezzi con sistemi più avanzati senza che ciò costituisca una compromissione della sicurezza in strada.

Occorre comunque rilevare che le attuali tecnologie implementate sulle auto hanno ancora dei problemi a funzionare in presenza di condizioni differenti da quelle con le quali sono state testate: condizioni meteo particolarmente avverse, infatti, lavori in corso, grandi incroci con corsie multiple o restringimenti di carreggiate, al pari di tutte le strade ancora non mappate, costituiscono oggi un ostacolo al corretto funzionamento dei sistemi di guida autonoma, in quanto lo mandano in confusione. Secondo gli esperti, persino i mezzi di emergenza, come i veicoli delle forze di polizia o le ambulanze, potrebbero mandare in tilt il sistema, a causa del sonoro.

In Germania, infatti, una proprietaria di Model X ha ottenuto il riconoscimento in sede giudiziaria del fatto che il sistema Autopilot non sia in grado di riconoscere gli ostacoli in modo consistente: si tratta di problematiche, dunque, che devono ancora essere risolte e approfondite dai tecnici e dai legislatori, nei prossimi anni.

Il portavoce del Consiglio europeo per la sicurezza dei trasporti, Dudley Curtis, ha affermato a tal riguardo che “questo tipo di funzionalità automatizzate necessitano di test e approvazioni basate su normative indipendenti fondate su un elenco comune di requisiti di prestazione e standard di sicurezza”.

Quanti sensori ha la Tesla?

Su ogni veicolo Tesla, al fine di supportare il sistema di Autopilot, sono installate otto telecamere, oltre a un sistema di elaborazione delle immagini installato nel computer di bordo, che nella sua ultima versione fa uso anche della rete neurale, denominato Tesla Vision. Le telecamere posizionate sul veicolo consentono allo stesso di avere una visibilità a 360 gradi, entro un raggio massimo di 250 metri.

Le telecamere montate dietro il parabrezza sono tre, ciascuna differente:

  • Principale;
  • Grandangolare, per catturare elementi come semafori, ostacoli in avvicinamento e oggetti a distanza ravvicinata;
  • Zoom, per consentire di rilevare elementi lontani a velocità più elevata.

Vi sono poi quattro telecamere, di cui due rivolte in avanti e due rivolte indietro, che consentono di rilevare vetture che si immettono improvvisamente nella corsia possibili ostacoli negli incroci, e due rivolte indietro, a copertura dei punti ciechi del guidatore.

Da ultimo, ogni Tesla monta una videocamera posteriore per le manovre di retromarcia e di parcheggio.

Tesla guida autonoma

Tesla Model Y

Quanto costa la Tesla che si guida da sola?

Al momento sono 4 le auto Tesla in vendita in Italia:

  • Tesla Model 3, a partire da 58.470 euro;
  • Tesla Model S, a partire da 105.970 euro;
  • Tesla Model X, a partire da 145.970 euro;
  • Tesla Model Y, a partire da 50.970 euro;

Al costo del veicolo si aggiunge quello del software di guida assistita premium, il cui costo è stato incrementato dal 5 settembre, da 12 mila a 15 mila dollari.

In conclusione, sono ancora molti i passi da fare per arrivare alla produzione e alla successiva commercializzazione di veicoli a guida autonoma di livello 4: anche nell’ipotesi in cui quanto affermato da Musk dovesse corrispondere al vero, le funzionalità e le potenzialità del veicolo rimarrebbero ancora normativamente inespresse, seppur al fine di garantire la massima sicurezza sulla strada, nell’attesa di nuovi sviluppi da parte dei legislatori.

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