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Google Bard, cos’è e come si usa

Grazie a modelli generativi, Bard può comprendere e rispondere alle domande degli utenti. Usandolo al pieno delle sue potenzialità è possibile ottimizzare la raccolta e l’elaborazione di informazioni online. Grazie all’integrazione con servizi terzi, sarà presto possibile gestire, con la sua assistenza, tutta la nostra vita digitale. Ecco come usarlo

Pubblicato il 12 Mag 2023

Gioele Fierro

COO & Engineering Director Globsit

Google Bard guida

Google Bard è un chatbot basato sull’intelligenza artificiale sviluppato da Google con l’obiettivo di simulare conversazioni umane nel modo più realistico e naturale possibile. Questo strumento si avvale di tecnologie come l’elaborazione del linguaggio naturale e l’apprendimento automatico per comprendere e rispondere alle domande degli utenti. Grazie alla sua versatilità, in futuro Google Bard potrà essere facilmente integrato in siti web, piattaforme di messaggistica e applicazioni, migliorando l’interazione tra gli utenti e le macchine. Vediamo cos’è e presentiamo una guida all’uso.

Cos’è Google Bard

A differenza di ChatGPT, che è stato ottimizzato per generare vari tipi di contenuti, come sinossi o scritti creativi, Google Bard è stato progettato specificamente per interagire emulando la comunicazione umana. Il suo obiettivo principale è consentire agli utenti di effettuare ricerche attraverso query formulate in linguaggio naturale, abbandonando così la classica ricerca basata su parole chiave.

Per fornire risposte appropriate e contestualizzate, l’intelligenza artificiale di Bard è stata addestrata a comprendere e formulare domande e risposte in linguaggio naturale. A differenza di altri sistemi di ricerca, Bard non si limita a fornire un elenco di possibili risposte, ma riesce anche a contestualizzare le informazioni e a costruire un discorso coerente con la successione di domande degli utenti. Questa particolare caratteristica rende Google Bard uno strumento estremamente potente e utile per migliorare l’esperienza degli utenti durante le ricerche sul web e le interazioni con i sistemi digitali.

Come funziona Google Bard

Google Bard è un modello generativo testuale, vale a dire un tipo di algoritmo di intelligenza artificiale che impara esaminando grandi quantità di testi, sviluppando la capacità di creare nuovi contenuti statisticamente simili a quelli con i quali è stato addestrato. In termini semplici, si può immaginare il modello generativo come un artista che osserva e studia molte opere d’arte e poi cerca di crearne di nuove ispirate a ciò che ha imparato.

Il modello generativo funziona attraverso un processo di apprendimento automatico, che prevede una fase di ”Training” nella quale il sistema analizza grandi quantità di dati per identificarne le caratteristiche e le tendenze statistiche. Una volta che il modello ha ”imparato” da questi dati, può generare nuovi esempi che seguono gli stessi schemi e le stesse regole.

Un esempio comune di modello generativo è il Generative Adversarial Network (GAN), una rete neurale artificiale composta da due parti: il generatore e il discriminatore. Il generatore crea nuovi dati, mentre il discriminatore valuta la qualità dei dati generati, confrontandoli con i dati reali. Questi due modelli lavorano insieme in un processo iterativo, in cui il generatore cerca di produrre dati sempre più simili a quelli reali e il discriminatore cerca di diventare sempre più bravo a distinguere tra i dati reali e quelli generati. Alla fine, il risultato è un modello generativo che può produrre dati molto simili a quelli reali.

Google Bard si basa sulla tecnologia LaMDA (Language Model for Dialogue Applications) di Google, che a sua volta è stata sviluppata sull’architettura di rete neurale Transformer, rilasciata nel 2017. Il modello Transformer è diventato un punto di riferimento nel campo dell’intelligenza artificiale generativa, grazie anche al fatto che è stato rilasciato sotto licenza open source, permettendo così la creazione di altri strumenti di AI, come il modello linguistico GPT-3 utilizzato in ChatGPT.

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Quando sarà disponibile Google Bard in Italia?

Durante l’ultima edizione del tradizionale keynote annuale Google I/O, è stato annunciato che il team di sviluppo sta lavorando per estendere la disponibilità del servizio in tempi brevi. Nella timeline di Google c’è l’adozione di 40 nuove lingue, tra le quali è presente anche l’Italiano, ma probabilmente Google Bard sarà disponibile in Italia anche prima del supporto ufficiale alla nostra lingua: molti paesi hanno già adesso accesso alla versione inglese dello strumento, anche se la loro lingua nazionale non è ancora supportata.

Nel corso dell’evento sono state annunciate numerose novità riguardanti Bard, la più importante delle quali è il passaggio da LaMDA al modello PaLM2, molto più potente del precedente, che rende quindi Google Bard più capace di prestazioni in ambito matematico e di comprensione.

Come accedere a Google Bard gratuitamente 

Per accedere alla versione sperimentale di Google Bard, è sufficiente visitare il sito ufficiale ed effettuare l’accesso con un account Google. L’uso di Google Bard è gratuito e, pur non essendo ancora ufficialmente supportato in Italia, può essere utilizzato anche dal nostro paese utilizzando una VPN, ossia una Virtual Private Network.

Per prima cosa bisogna scegliere una VPN affidabile. Ci sono diverse VPN sul mercato, ma è importante scegliere un servizio che offra una connessione stabile, veloce e sicura. Assicuratevi di leggere le recensioni degli utenti e confrontare le caratteristiche di ogni VPN prima di effettuare una scelta.

Dopo aver scelto una VPN, è necessario installarla sul proprio dispositivo (computer, smartphone o tablet). La maggior parte delle VPN offre una procedura di installazione semplice e guidata. Una volta installata la VPN, è importante configurarla correttamente per l’accesso a Google Bard. Nella maggior parte dei casi, sarà sufficiente selezionare un server VPN situato in un paese in cui Google Bard è disponibile, come gli Stati Uniti o il Regno Unito. Con la VPN attiva e connessa, aprite il browser web e visitate il sito web di Google Bard. Poiché il vostro traffico Internet viene instradato attraverso un server VPN situato in un paese in cui il servizio è disponibile, dovreste essere in grado di accedere a Google Bard senza problemi. Se riscontrate difficoltà nell’accesso, provate a cambiare server VPN o a controllare le impostazioni della vostra VPN.

Google Bard – guida all’uso

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L’interfaccia di Google Bard è semplice e intuitiva: per fare domande e ricevere risposte dall’intelligenza artificiale basta avviare una chat. Con una finestra di chat simile a ChatGPT o Bing AI Chat, Google Bard offre numerose funzionalità e opzioni per facilitare la comunicazione con l’utente. Vediamo una guida step-by-step che mostra come utilizzare Google Bard:

  • Per avviare una conversazione visita bard.google.com dal tuo browser preferito. Ricorda che hai bisogno di accedere al tuo account Google per poter interagire con il chatbot.
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  • Inserisci la tua domanda o richiesta: nella casella di testo in basso, inserisci la domanda o la richiesta che desideri porre a Google Bard.
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  • Invia la tua domanda o richiesta: premi ”Invia” per inviare il tuo prompt a Google Bard.
  • Attendi che Google Bard elabori la tua domanda o richiesta e ti fornisca una risposta.
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    Se lo desideri, puoi modificare il prompt inviato, e Bard rigenererà la risposta. A destra del prompt, seleziona ”Modifica testo”, apporta le modifiche desiderate e seleziona “Aggiorna”.

  • Per alcuni prompt, puoi esaminare altre bozze create da Bard. Se disponibile, clicca su ”Visualizza altre bozze” nella parte superiore destra della risposta e scegli la bozza che desideri esaminare. 
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    Per iniziare una nuova conversazione, seleziona ”Menu” in alto a sinistra e poi ”Ripristina chat”. Puoi cercare argomenti relativi a una risposta selezionando ”Google” sotto la risposta.

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    Se desideri esportare il contenuto di una risposta in Google Colab, Google Docs o Gmail, seleziona ”Esporta risposta” sotto la risposta e scegli l’opzione appropriata.

Per ottenere il meglio da Google Bard puoi sfruttare alcuni trucchi.

Ad esempio, Google Bard ti permette di utilizzare il pulsante del microfono per pronunciare direttamente le tue domande, oltre che digitarle. Inoltre, hai a disposizione un menu contestuale a sinistra della pagina, nel quale troverai le opzioni ”Ripristina chat” per resettare la conversazione; ”Attività di Bard” per controllare le attività di Bard memorizzate, associate al tuo account Google; e un pulsante ”FAQ” per accedere alle domande frequenti di Google Bard.

Se le risposte ad alcune domande non ti soddisfano, puoi fornire un feedback importante a Google, valutando le risposte del chatbot con un pollice in su o in giù. Questi feedback vengono usati per addestrare meglio la rete neurale di Google Bard.

I limiti

Utilizzare un’AI come Google Bard può essere un’esperienza esaltante, tuttavia è importante ricordare che, come tutti i modelli linguistici di grandi dimensioni, Google Bard non è perfetto e potrebbe mostrare informazioni inesatte o offensive, che non rappresentano le opinioni di Google. Inoltre, a differenza di Bing ai chat, Google Bard non cita chiaramente le pagine web da cui ottiene i dati. Google Bard è uno strumento potente, che aiuta a ottenere più velocemente informazioni e risposte alle proprie domande, ma è importante utilizzarlo con cautela e consapevolezza delle sue limitazioni.

Le AI generative come Google Bard possono produrre testi che sembrano plausibili, a prima vista, ma che in realtà mancano di coerenza logica e strutturale. Possono generare frasi che non hanno senso o che contengono errori grammaticali. Inoltre, soprattutto nel caso della generazione di testi lunghi, tendono a diventare ripetitivi, rendendo il contenuto meno interessante per il lettore.

Un altro importante limite è quello dovuto ai bias presenti nel dataset di addestramento. Poiché i modelli generativi imparano dai dati di addestramento, possono acquisire e perpetuare pregiudizi presenti in quei dati. Ad esempio, se il modello viene addestrato su testi che contengono stereotipi o discriminazioni, è probabile che generi testi con gli stessi pregiudizi.

A un’analisi veloce, un’AI generativa potrebbe sembrare dotata di creatività, ma in realtà questi modelli possono imitare gli stili di scrittura e le tendenze statistiche che osservano nei dati di addestramento, ma non sono in grado di produrre, senza supporto esterno, contenuti veramente originali o innovativi, dal momento che dipendono dalle informazioni esistenti per generare nuovi testi.

I modelli generativi hanno difficoltà a inquadrare i prompt nel loro contesto di riferimento. Il fatto di non essere in grado di comprendere pienamente il contesto o l’intenzione dietro una richiesta può portare a risposte inappropriate o irrilevanti.

Guida a Google Bard –  a cosa serve?

Al momento, Google Bard è un ottimo assistente per la ricerca sul web, ma le sue potenzialità sono ancora inesplorate. Il chatbot di Google potrà presto sostituire completamente il Google Assistant, aiutando gli utenti a programmare la loro vita digitale in modo ancora più smart. Integrando l’AI con i servizi di Google, sarà possibile demandargli la gestione di mail, la generazione di documenti, la creazione di automatismi attivati da eventi sul web, e molti altri task complessi.

Bard diventerà presto parte integrante del sistema operativo Android tramite l’aggiunta di un widget dedicato nella homescreen, e di funzionalità avanzate AI-Powered nell’app di messaggistica. Almeno nella prima fase, l’integrazione di Google Bard su Android sarà limitata ai dispositivi Pixel di Google, ma è molto probabile che in una fase successiva venga estesa ai dispositivi di tutti i brand che montano il sistema operativo Android.

Google Bard potrebbe diventare una feature focale per tutti gli utenti Android, rendendo smartphone e tablet dei dispositivi AI-Powered a tutti gli effetti. Se l’AI diventerà parte integrante del core del sistema operativo, potrà gestire per l’utente tutti i servizi offerti da Google e, con i plugin, anche servizi di terze parti. Potremmo chiedere alla nostra AI personale di programmare in autonomia le nostre giornate o di automatizzare task noiosi e ripetitivi, lasciandoci più tempo per le attività preferite.

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Conclusioni

Google Bard e gli strumenti correlati al suo motore generativo hanno il potenziale per rappresentare un passo avanti significativo nel campo dell’intelligenza artificiale e dell’elaborazione del linguaggio naturale. La sua capacità di comprendere e rispondere alle domande degli utenti in modo contestualizzato e naturale lo distingue dagli altri sistemi di ricerca e gli consente di offrire un’esperienza utente migliorata durante le navigazione sul web e l’interazione con sistemi digitali. Sebbene presenti ancora alcune limitazioni, come la tendenza a generare contenuti ripetitivi o la presenza di bias nei dati di addestramento, Google Bard ha un enorme potenziale per rivoluzionare la comunicazione tra utenti e macchine. Con l’integrazione futura in Android e il supporto a nuove lingue, incluso l’italiano, Google Bard potrebbe diventare uno strumento indispensabile per gli utenti di tutto il mondo, migliorando l’interazione con la tecnologia e semplificando la ricerca di informazioni.

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