ANALISI

McKinsey: AI generativa utilizzata solo da 2 manager su 10



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Diversi i motivi di questo ritardo di una tecnologia potenzialmente in grado di creare fino a 312 miliardi di euro di valore aggiunto ogni anno, una cifra pari al 18% del PIL italiano. Ecco il decalogo degli esperti

Pubblicato il 30 ott 2023

Giacinto Fiore

Co-Founder Community “Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice”

Pasquale Viscanti

Co-Founder Community “Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice”



deloitte

Secondo una serie di ricerche condotte sulle principali testate internazionali del settore, la cosiddetta “Gen-AI”, o AI generativa, risulta ancora un territorio quasi del tutto inesplorato, soprattutto, a livello lavorativo e imprenditoriale. Le prime conferme in merito giungono da un recente report stilato da McKinsey, secondo il quale solo 2 manager su 10 nel mondo utilizzato regolarmente l’intelligenza artificiale generativa al fine di accrescere il proprio business e velocizzare i singoli processi operativi. Le motivazioni dietro a questa scelta? Innumerevoli, dalla paura di affidarsi a tecnologie sempre più evolute alla volontà di restare nella cosiddetta comfort zone, fino alla decisione ultima di affidarsi solo ed esclusivamente al capitale umano.

I settori più interessati dalla rivoluzione della Gen-AI

Eppure, la Gen-AI, nonostante titubanze e preoccupazioni di vario genere, risulta una grande opportunità in vista dei prossimi anni. A questo proposito, Linkedin fa chiarezza e mette in risalto il fatto che il mercato di riferimento risulta in grande crescita: si prevede un incremento pari a 257 miliardi di dollari entro i prossimi 9 anni, ovvero una cifra di venti volte superiore rispetto agli 11 miliardi raccolti nel 2022. Restando sulla stessa lunghezza d’onda, quali saranno quindi i settori operativi maggiormente toccati da quest’onda anomala targata Gen-AI?

Stando a quanto specificato sempre da McKinsey, in primo piano c’è il marketing (14%), seguito dal reparto produzione (13%) dalla customer care (10%). Fuori dal podio, e anche di parecchio, la finanza (4%), le risorse umane (3%) e il settore manifatturiero (2%).

L’adozione in Italia, Generative AI Week

E in Italia come procede? Secondo Ambrosetti, il Bel Paese è ritardo ed è necessario accelerare per diffondere l’utilizzo di questa tecnologia perché la Gen-AI è in grado di creare fino a 312 miliardi di euro di valore aggiunto ogni anno (una cifra pari al 18% del PIL italiano). Come? Ad esempio, incrementando la digitalizzazione di oltre 110mila PMI made in Italy.

Per discutere ai Gen-AI in Italia sarà utile partecipare alla Generative AI Week, appuntamento in programma dal 6 al 10 novembre, in streaming, organizzato da Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice per avvicinare manager e imprenditori a questa branca dell’AI, spiegando loro le sue grandi potenzialità.

L’obiettivo del nostro evento, oltre che fare cultura, è far capire che la Gen-AI non è solo americana, ma anche italiana. Infatti, ci sono già alcune startup e realtà aziendali che si stanno aprendo a questo nuovo mondo. Però, possiamo e dobbiamo fare meglio. A livello organizzato, il nostro evento sarà interamente gratuito e disponibile sulla piattaforma AI Play (aiplay.it/gen-ai). Ogni giornata sarà suddivisa in due momenti, ovvero la mattina in cui gli iscritti potranno ascoltare delle interviste formative rilasciate da grandi esperti del settore, mentre per il pomeriggio sono previste delle demo che spiegheranno come questa tecnologia può realmente aiutare i professionisti ad abbracciare il futuro.

Il vademecum della Gen-AI

Ecco, quindi, il nostro vademecum con 10 consigli per spingere i professionisti a utilizzare la Gen-AI fin da subito:

  1. Informarsi: reperire informazioni e confrontarsi con esperti del settore risulta il primo passo fondamentale per aprire le proprie porte all’intelligenza artificiale generativa.
  2. Identificare le esigenze aziendali per capire, sin dalle prime battute, come e dove applicare la Gen-AI in modo tale da, ad esempio, migliorare i processi produttivi o le strategie di marketing.
  3. Assemblare un team multidisciplinare che comprenda anche un’AI expert, ovvero un vero e proprio cultore della tecnologia e delle sue sfaccettature o sottounità come l’IA generativa.
  4. Effettuare un’analisi interna che consenta di capire se investire nella Gen-AI rientri fin da subito nelle disponibilità dell’impresa in questione al fine di organizzare anche le strategie in vista del futuro.
  5. Fare ricerca, anche prolungata, con l’obiettivo di selezionare il fornitore/partner AI addicted adatto: solo così sarà possibile effettuare l’upgrade desiderato.
  6. Provare non costa nulla: siccome si tratta di una tecnologia nuova, si consiglia di iniziare con un progetto pilota e non su larga scala al fine apportare eventuali correzioni a percorso terminato.
  7. Formare il proprio personale grazie a corsi o eventi ad hoc in modo tale da apprendere le basi della Generative AI e affidarsi così alle loro conoscenze per accedere ad un livello di efficacia superiore.
  8. Una volta che il manager, e di conseguenza l’azienda, decide di aprirsi al mondo dell’intelligenza artificiale generativa, si consiglia di monitorarne le prestazioni per valutarne l’efficacia applicativa.
  9. Accettare di affidarsi a una tecnologia così avanzata significa anche, in fase operativa, rispettare delle leggi e dei regolamenti, soprattutto, in ottica privacy dei dati.
  10. Realizzare e, in un secondo tempo, spammare una vera e propria cultura Gen-AI related: in questo modo, tutto il team adotterà tecnologie emergenti e un mindset orientato all’apprendimento e alla conoscenza delle innovazioni più avveniristiche.

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