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2024, anno del bivio storico per l’AI



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 Modelli multimodali, robotica, chatbot personalizzate, semiconduttori, sono i principali elementi che stanno ridefinendo il panorama tecnologico. Questo progresso, tuttavia, non è privo di insidie, come dimostra il fenomeno dei deepfake

Pubblicato il 15 gen 2024

Andrea Viliotti

B2B Data-Driven Lead Generation Specialist



intelligenza artificiale pro e contro

Nel 2024, il panorama tecnologico è profondamente modellato dall’intelligenza artificiale e dalla robotica, che stanno ridefinendo il nostro futuro. L’avanzamento di queste tecnologie ha reso le interazioni digitali più fluide e l’automazione più avanzata, caratteristiche ormai quotidiane.

L’avvento dei modelli multimodali e delle chatbot personalizzate

Nel settore delle chatbot, ad esempio, assistiamo allo sviluppo di interfacce utente estremamente sofisticate, capaci di offrire esperienze personalizzate nei più diversi ambiti, dalla finanza all’e-commerce. Queste interazioni diventano sempre più intuitive e simili a quelle umane.

Il progresso nei modelli multimodali, come GPT-4 e Gemini, ha portato a un’ampia gamma di applicazioni all’avanguardia. Esempi significativi includono la generazione di descrizioni immobiliari dettagliate, arricchite da testi, video e immagini.

Nell’ambito della robotica, l’integrazione con l’AI ha dato vita a macchine sempre più autonome, in grado di svolgere compiti inediti. La fusione tra Information Technology (IT) e Operational Technology (OT) sta trasformando settori come la logistica, con l’impiego di cobot volti a ridurre il carico di lavoro umano, aumentando efficienza e precisione.

Nel campo dei semiconduttori, l’intelligenza artificiale generativa sta rivoluzionando la progettazione dei componenti. Questo si traduce in cicli di sviluppo più brevi e in un significativo miglioramento dell’efficienza energetica e della miniaturizzazione dei chip. Parallelamente, l’AI ha un impatto marcato nel settore creativo, facilitando e orientando attività come la creazione di opere artistiche e l’automazione di processi creativi, innescando una rivoluzione nell’innovazione e nella produttività.

Nonostante questi sviluppi, numerose sfide permangono. La raccolta massiva di dati personali, i bias nei modelli di apprendimento automatico, la responsabilità delle azioni dei robot autonomi e l’impatto sociale e lavorativo dell’automazione sollevano questioni complesse. Inoltre, l’ascesa della disinformazione elettorale veicolata dall’AI richiede l’adozione di strategie mirate a proteggere l’integrità dei processi democratici.

Chatbot personalizzati: verso un’interfaccia utente intuitiva

Le chatbot personalizzate, un tempo semplici strumenti di comunicazione, ora rappresentano l’apice dell’intelligenza artificiale con le loro interfacce utente sofisticate. Questi assistenti virtuali, progettati su misura, stanno ridefinendo le interazioni aziendali con i clienti, rendendole più intuitive, personalizzate e umane.

Consideriamo piattaforme come BotSonic o GPT Store di OpenAI. Questi ambienti non sono meramente vetrine tecnologiche, ma laboratori creativi accessibili anche a chi non possiede competenze di programmazione. La democratizzazione della tecnologia sta aprendo scenari entusiasmanti: per esempio, un ristorante potrebbe sviluppare un assistente virtuale per suggerire piatti in base alle preferenze dei clienti, o una piccola libreria potrebbe fornire raccomandazioni di lettura personalizzate.

L’evoluzione dei modelli di intelligenza artificiale multimodali come GPT-4 e Gemini, che elaborano testi, immagini e video, sta inaugurando una nuova era di applicazioni innovative. Immaginate un agente immobiliare che utilizza questi modelli per creare descrizioni avvincenti di proprietà, combinando testi, video e fotografie per un’esperienza immersiva.

Chatbot lanciati nel 2023

Il 2023 è stato un anno fondamentale per le chatbot, con progressi che hanno impattato vari aspetti della vita quotidiana.

Un esempio notevole è stato Erica di Bank of America, un assistente virtuale che ha rivoluzionato i servizi bancari. Immaginate un mondo in cui oltre 37 milioni di persone si affidano a un’intelligenza artificiale per gestire le loro finanze. Erica ha reso ciò possibile, superando 1,5 miliardi di interazioni e registrando una crescita del 35% in un anno, segnando una svolta verso un’esperienza bancaria più intuitiva e accessibile.

In India, Eva di HDFC Bank ha mostrato la capacità dell’intelligenza artificiale di non solo comprendere ma anche rispondere con precisione alle esigenze dei clienti, gestendo oltre cinque milioni di domande con un’accuratezza superiore all’85%. Eva è diventato un pilastro nel servizio bancario, offrendo assistenza costante e migliorando l’efficienza e l’esperienza del cliente in modi un tempo inimmaginabili.

Nell’ambito dell’e-commerce, Bol.com ha introdotto Billie, una chatbot che ha rivoluzionato l’assistenza clienti. Billie non è solo un assistente; è un esempio tangibile di come la tecnologia possa alleggerire il carico di lavoro dei team di supporto, gestendo efficientemente le richieste dei clienti e contribuendo a creare un’esperienza di shopping online fluida e personalizzata. Questo rappresenta il futuro dell’e-commerce, dove tecnologia e umanità si fondono per un servizio che supera il semplice acquisto.

Infine, nel settore dell’ospitalità, Marriott ha utilizzato i chatbot per elevare l’esperienza degli ospiti a livelli senza precedenti. Attraverso piattaforme come Facebook Messenger, Slack, WeChat e Google Assistant, questi chatbot non sono solo assistenti virtuali, ma veri e propri concierges digitali, offrendo servizi rapidi e informazioni dettagliate per rendere ogni soggiorno unico e personalizzato.

Il 2024 segna quindi un’epoca di innovazione nei chatbot personalizzati, con applicazioni che dimostrano l’efficacia e il vasto potenziale di questa tecnologia. Nonostante le sfide, il percorso verso un’interazione digitale sempre più umana e intuitiva è ben definito.

Robotica avanzata: un passo verso l’autonomia

Immaginate un mondo in cui le macchine non siano semplicemente strumenti nelle mani degli umani, ma diventino partner intelligenti e autonomi. Nel 2024, questa visione futuristica diventerà una realtà concreta grazie ai progressi nella robotica integrata con l’intelligenza artificiale. Questo cambiamento sta rivoluzionando vari settori, spostando i limiti della produttività e dell’efficienza a nuovi livelli.

Universal Robots è al centro di questa trasformazione, combinando software di robotica con AI per creare soluzioni personalizzate che migliorano le operazioni, condividono conoscenze e riutilizzano software in modo efficiente.

Un aspetto particolarmente affascinante di questa evoluzione è l’integrazione tra Information Technology (IT) e Operational Technology (OT). È come un matrimonio tra il “cervello” e il “muscolo” dei sistemi industriali, dove i dati diventano essenziali per ottimizzare le operazioni e accelerare l’automazione, specialmente nel settore logistico.

Focalizzandoci su Tesla, noto principalmente per le auto elettriche, vediamo il loro impatto anche nella robotica avanzata. Il Teslabot Optimus, recentemente presentato, è un esempio sorprendente di quanto la tecnologia robotica sia progredita. Questo robot va oltre la semplice meccanica; è quasi autonomo, capace di svolgere compiti complessi precedentemente riservati agli umani.

Teslabot Optimus

I cobot di Universal Robots rappresentano un punto di svolta nell’automazione industriale. Non sono solo strumenti, ma collaboratori che lavorano a fianco degli umani, offrendo soluzioni avanzate di automazione a costi contenuti rispetto ai robot tradizionali. La loro facilità di integrazione e programmazione li rende adatti a un’ampia varietà di settori, rivoluzionando il nostro modo di lavorare.

Nel settore logistico, che affronta sfide come la carenza di manodopera e la pressione della globalizzazione, i cobot stanno diventando una soluzione fondamentale. Si prevede un aumento esponenziale nel loro utilizzo, con un impatto notevole sull’efficienza e la precisione nella gestione degli ordini. Un esempio emblematico è il miglioramento del 500% nell’efficienza ottenuto da DCL Logistics, che ha rivoluzionato le sue linee di fulfillment adottando i cobot di Universal Robotics. Questa innovazione ha quintuplicato l’efficienza operativa, ridotto del 60% il personale diretto e garantito una precisione del 100% negli ordini. L’implementazione di questi robot collaborativi ha permesso a DCL Logistics di operare continuamente, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, rispondendo efficacemente sia all’aumento della domanda dei clienti sia alla crescita esponenziale degli ordini “Direct-to-Consumer” (DTC).

Cobot Kuka

Il 2024 si profila come un anno cruciale per la robotica avanzata, aprendo le porte a un futuro in cui autonomia, adattabilità ed efficienza sono realtà quotidiane. La fusione tra robotica e intelligenza artificiale non sta solo trasformando il nostro modo di lavorare e produrre, ma sta anche ridefinendo il nostro rapporto con la tecnologia, aprendo straordinarie nuove possibilità per l’innovazione e la trasformazione industriale.

AI Generativa nel video: una nuova frontiera

Nel 2024, il mondo digitale sarà testimone di una rivoluzione nel settore dei video, grazie all’evoluzione dell’AI generativa. Ricordiamo i primi passi di questa tecnologia nel campo delle immagini, con strumenti innovativi come Midjourney, DALL-E di OpenAI e Firefly di Adobe, che hanno inondato Internet con immagini incredibili, da quelle artisticamente premiate a quelle più insolite e divertenti.

Ora, la nuova frontiera è rappresentata dalla trasformazione del testo in video. Solo un anno fa, i modelli generativi combinavano immagini fisse per produrre brevi clip, spesso lontane dalla perfezione. Oggi, la tecnologia ha raggiunto livelli straordinari. Un esempio lampante è Runway con il suo modello Gen-2, capace di generare video di breve durata ma di qualità comparabile a quella prodotta da studi cinematografici rinomati, come Pixar.

L’intelligenza artificiale non è soltanto una novità tecnologica, ma sta diventando anche un fenomeno culturale significativo. Prendiamo, per esempio, il festival annuale di film AI di Runway, un evento che celebra le opere cinematografiche create con l’AI, con premi importanti e proiezioni nelle principali città. Questo evidenzia l’influenza crescente dell’AI non solo nel campo tecnologico, ma anche in quello artistico e culturale.

Grandi nomi dell’industria cinematografica come Paramount e Disney stanno incorporando l’AI generativa in tutte le fasi della produzione. Un caso notevole è “Indiana Jones e la Dial of Destiny”, in cui il personaggio interpretato da Harrison Ford è stato ringiovanito tramite l’AI. Questo esempio mostra le straordinarie capacità creative dell’AI, sollevando al contempo questioni etiche sull’uso delle immagini artificialmente generate.

Al di là del cinema, l’AI trova applicazioni nel marketing e nella formazione. Synthesia, ad esempio, ha sviluppato strumenti che trasformano le performance di un attore in una serie di avatar deepfake, utilizzati da numerose aziende di rilievo. Questa tecnologia apre orizzonti inediti, ma solleva anche interrogativi etici, come evidenziato dagli scioperi SAG-AFTRA.

Souki Mehdaoui, regista indipendente e cofondatrice di Bell & Whistle, afferma che “l’arte della cinematografia sta vivendo un cambiamento radicale”. E la sua osservazione è azzeccata. L’AI generativa nel campo dei video sta ridefinendo non solo come creiamo i contenuti, ma anche il modo in cui interagiamo con essi, percepiamo le loro implicazioni etiche e creative, e riflettiamo sul loro significato. In questo contesto di rapida evoluzione, stiamo solo iniziando a comprendere l’impatto reale e le potenzialità di questa tecnologia rivoluzionaria.

AI Generativa aziendale

Nel 2024, l’intelligenza artificiale generativa si è affermata come un’entità protagonista, rivoluzionando il modo in cui le aziende si avvicinano alla tecnologia. Questo cambiamento non si limita a una mera questione di algoritmi e codici, ma rappresenta una trasformazione radicale che apre la strada a soluzioni personalizzate e impatti significativi in diversi settori.

Supporto alle Decisioni Basate sui Dati (SADBD)

Il Supporto alle Decisioni Basate sui Dati (SADBD) si è rivelato una soluzione innovativa di rilievo nel contesto moderno, con l’intelligenza artificiale generativa al centro di questa rivoluzione. Questa tecnologia non si limita alla raccolta e analisi di dati storici, ma va oltre, aprendo le porte a un futuro dove la previsione e la simulazione di scenari alternativi diventano strumenti quotidiani nella gestione aziendale.

Un esempio lampante di questa applicazione si trova in Italia, a Bergamo, presso World Gasket Ellegi, specializzata nella produzione di guarnizioni industriali. Qui, un agente virtuale di nome “James” è diventato un elemento chiave nei processi decisionali dell’azienda. James rappresenta la frontiera dell’apprendimento automatico, in grado di prevedere le conseguenze future delle decisioni aziendali.

Consideriamo, ad esempio, una decisione critica per l’azienda: valutare l’opportunità di avviare la produzione di un nuovo prodotto nello stabilimento esistente o investire in una nuova struttura. In questo contesto complesso, James si è rivelato un alleato fondamentale, fornendo analisi dettagliate e simulando diversi scenari di allocazione del budget, permettendo alla direzione di valutare con precisione l’impatto di ogni scelta. Il risultato è stata una decisione informata, basata su dati solidi, che ha portato all’investimento in una nuova struttura produttiva, rivelatasi l’opzione più vantaggiosa in termini di EBITDA e flusso di cassa operativo.

Questo caso evidenzia come l’AI generativa sia diventata uno strumento cruciale nel panorama decisionale moderno, trasformando i dati in un alleato prezioso per le aziende che vogliono navigare con successo nel mare complesso dell’economia globale.

Ottimizzazione del Design dei Componenti (ODDC)

Un altro ambito promettente è l’Ottimizzazione del Design dei Componenti (ODDC). Qui, l’AI non solo assiste ma guida gli ingegneri nella collocazione ottimale dei componenti nei chip, impiegando avanzate tecniche di apprendimento per rinforzo. Questa metodologia comprime il tempo di sviluppo dei prodotti, trasformando mesi di lavoro in settimane, o addirittura giorni. Prendiamo come esempio Synopsys, leader nel settore dell’elettronica assistita (EDA), che ha sviluppato un software di progettazione di chip alimentato da AI, funzionando come un maestro virtuale e impiegato per realizzare oltre cento diversi chip. Ogni chip diventa un pezzo unico di un puzzle complesso, con l’AI che trova il posto perfetto per ogni componente.

Un caso emblematico è quello di STMicroelectronics, noto attore nel settore, che ha triplicato la propria produttività nell’implementazione di un nuovo core per CPU Arm utilizzando DSO.ai, con risultati di chip più veloci, potenti e compatti, una conquista significativa nel panorama tecnologico dove le dimensioni e l’efficienza energetica sono cruciali.

Ansys sta esplorando nuove frontiere con l’AI nella progettazione di chip, sviluppando RedHawk-SC, uno strumento di simulazione basato sull’AI che utilizza algoritmi di apprendimento automatico per affinare la simulazione dei chip, consentendo agli ingegneri di identificare e risolvere potenziali problemi di progettazione in modo più rapido ed efficiente.

Questi esempi illustrano come l’AI stia trasformando l’industria dei semiconduttori, una colonna portante dell’era digitale, fungendo non solo da aiuto, ma come compagno essenziale nell’innovazione, spingendo i limiti di velocità, potenza e miniaturizzazione dei chip.

Automazione delle Attività Creative (ADAC)

Nell’Automazione delle Attività Creative (ADAC), l’intelligenza artificiale generativa svolge un ruolo cruciale. Amsive, un’agenzia di marketing performativo, ha adottato questa nuova frontiera, utilizzando l’AI per rinnovare il proprio indirizzo visivo in una campagna di marketing. Hanno impiegato strumenti come ChatGPT per la stesura di prompt, Midjourney per la generazione di immagini, e Vectorizer AI per trasformare queste immagini in formato vettoriale, ottimizzando in tal modo i costi e i tempi.

D2L Brightspace, nel settore della tecnologia educativa, ha utilizzato l’AI per generare concetti visivi unici e audaci, superando i cliché del settore e completando il progetto con una velocità del 70% superiore rispetto ai metodi tradizionali.

Questi casi dimostrano come l’AI stia trasformando il campo creativo, non solo automatizzando i processi ma anche offrendo nuove prospettive e possibilità. L’ADAC sta aprendo la strada a un futuro in cui l’intelligenza artificiale si fonde con la creatività umana, creando nuove opportunità e sfide nel panorama digitale.

Incremento dell’efficienza e della crescita (IDEC)

L’incremento dell’efficienza e della crescita (IDEC) è un concetto chiave nell’era digitale, specialmente nell’implementazione dell’intelligenza artificiale generativa. Asus, multinazionale nel campo dell’hardware per computer ed elettronica, ha abbracciato l’AI generativa attraverso l’uso di Improvado, una piattaforma AI predittiva, per centralizzare i propri dati di marketing globali. Questo ha portato a risparmi significativi di tempo e risorse, stimati tra le 80 e le 100 ore a settimana nel settore IT, e a una riduzione dei costi di marketing del 30% su base annua.

Stratabeat, un’agenzia B2B SaaS, ha impiegato strumenti di marketing basati su modelli di elaborazione del linguaggio naturale di Google Cloud Platform, IBM Watson e OpenAI, potenziando la loro ricerca SEO, analisi SERP e valutazione del contenuto SEO, ottimizzando le strategie di marketing per una migliore comprensione del posizionamento e della percezione dei contenuti sui motori di ricerca.

Infine, nel settore sanitario, Hardin Memorial Health (HMH) fornisce un esempio significativo dell’impiego dell’AI per ottimizzare i processi operativi. I medici di HMH utilizzano l’AI per affinare il processo di diagnosi dei pazienti, con sistemi che forniscono un riassunto dettagliato della storia medica del paziente, evidenziando le informazioni cruciali per l’immagine diagnostica, migliorando notevolmente la precisione e la velocità delle diagnosi.

L’Incremento dell’Efficienza e della Crescita tramite l’AI generativa non è solo una teoria, ma una realtà tangibile che sta già trasformando vari settori, dimostrando come l’innovazione tecnologica possa essere un motore potente per il progresso aziendale e la crescita sostenibile.

AI e la disinformazione elettorale: i deepfake

Nel contesto delle varie elezioni previste del 2024, un ambiente già caratterizzato da dinamiche complesse, cresce la preoccupazione riguardo alla disinformazione elettorale amplificata dall’intelligenza artificiale. Questa convergenza tra il campo politico e il progresso tecnologico rappresenta una sfida di rilevante entità e una fonte di preoccupazione per la salvaguardia dei principi democratici.

Riflettiamo su come, in recenti elezioni globali, la disinformazione elettorale abbia iniziato a manifestarsi in modi inaspettati. In Argentina, alcuni candidati hanno impiegato l’AI per creare immagini e video falsi, con l’obiettivo di danneggiare la reputazione degli avversari. In Slovacchia, sono diventati virali i deepfake di un leader politico pro-europeo che esprimeva commenti inappropriati, influenzando le elezioni nazionali.

Il problema principale è che, con il continuo sviluppo dell’intelligenza artificiale, diventa sempre più arduo distinguere tra realtà e finzione, specialmente in un contesto politico già incandescente e polarizzato. Ciò può avere conseguenze severe sul processo democratico.

Fino a poco tempo fa, la produzione di un deepfake era riservata a un ristretto gruppo di esperti tecnologici. Oggi, con il progresso dell’AI generativa, questa tecnologia è diventata accessibile a un pubblico più vasto. I risultati sono sempre più realistici, tanto che persino le fonti considerate affidabili possono essere ingannate da contenuti falsi. Un caso emblematico è rappresentato dalle immagini artificiali relative al conflitto tra Israele e Gaza, che si sono diffuse ampiamente nei mercati di immagini stock.

Il 2024 si prospetta come un anno cruciale nella battaglia contro la diffusione di contenuti falsi generati dall’AI. Le attuali tecniche di rilevamento e contrasto di tali contenuti sono ancora in fase embrionale. Soluzioni come le filigrane digitali, per esempio il SynthID di Google DeepMind, sono adottate su base volontaria e non offrono una garanzia di affidabilità completa. Inoltre, le piattaforme di social media faticano a rimuovere le informazioni inesatte in modo tempestivo.

Ci troviamo di fronte a una sfida globale e in tempo reale, che testa la nostra abilità di riconoscere le notizie false create dall’AI. Questa situazione non solo solleva interrogativi urgenti sulla sicurezza delle informazioni online, ma anche sfide significative per l’integrità del processo elettorale e per la fiducia nelle istituzioni democratiche. La nostra risposta a queste problematiche determinerà la natura del dibattito pubblico e la salute della nostra società in un’era sempre più dominata dalla digitalizzazione e dall’interconnessione.

Conclusioni

La rapida evoluzione delle innovazioni tecnologiche e la loro diffusione in vari settori, che spaziano dalla finanza all’e-commerce, dalla logistica all’industria creativa, sottolineano un mutamento sostanziale nel tessuto della nostra esistenza quotidiana e professionale.

Da un lato, esiste un sentimento di meraviglia e ammirazione per le capacità quasi illimitate offerte da queste tecnologie. La personalizzazione avanzata delle interazioni digitali fino a renderle paragonabili a quelle umane, l’autonomia in crescita dei robot, e l’uso dell’intelligenza artificiale in ambiti come la progettazione e la creatività sono esempi di come queste tecnologie possano aumentare l’efficienza, stimolare l’innovazione e aprire nuove frontiere.

D’altra parte, questa innovazione ha anche aspetti negativi. Le sfide etiche e sociali che emergono con lo sviluppo dell’AI e della robotica sono tanto rilevanti quanto le opportunità che offrono. La gestione e l’uso di enormi volumi di dati personali, i rischi di pregiudizi nei modelli di apprendimento automatico, le questioni di responsabilità legale per le azioni dei robot autonomi, e le ripercussioni sull’impiego e sulla struttura sociale necessitano di un’attenta considerazione critica. Queste tecnologie non sono meri strumenti neutrali; portano con sé valori e presupposti che possono incidere profondamente sulla società.

In particolare, la disinformazione elettorale potenziata dall’AI rappresenta una minaccia seria all’integrità dei processi democratici. La capacità di creare contenuti falsi ma convincenti mette in discussione l’affidabilità delle informazioni e solleva interrogativi urgenti su come possiamo proteggere la realtà dai tentativi di manipolazione.

Ci troviamo quindi di fronte a un delicato equilibrio. Da una parte, c’è l’esigenza di adottare e sfruttare le opportunità fornite da queste tecnologie per il progresso e il benessere. Dall’altra, è fondamentale essere attenti e proattivi nella gestione dei rischi associati, assicurando che l’innovazione proceda in modo etico, responsabile e inclusivo.

In conclusione, ci troviamo a un bivio storico. Il modo in cui integriamo queste potenti tecnologie nella nostra società, le politiche che implementiamo per la loro regolamentazione, e l’attenzione che dedichiamo alle loro implicazioni etiche e sociali, determineranno non solo il nostro presente, ma anche il futuro che stiamo costruendo.

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