Droni, come utilizzarli in ambito sanitario

I velivoli senza pilota possono trasportare medicinali, campioni biologici e altri materiali in ambito sanitario, riducendo i tempi rispetto al trasporto via terra, riuscendo a raggiungere con facilità luoghi non ben collegati con costi ridotti.

Pubblicato il 30 Dic 2021

Marco Ballerini

Amministratore delegato di Dronus

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Quello dei droni è un mercato ancora piccolo nel nostro paese, ma con grandi potenzialità. Secondo i dati dell’Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano, prima della pandemia il giro d’affari era di circa 100 milioni di euro. Un mercato piccolo, appunto, ma molte aziende registravano una forte crescita e si intravedeva un exploit a breve.

La pandemia ha colpito duramente il settore, che sempre secondo l’Osservatorio ha subito una contrazione di oltre un terzo del proprio valore, con aziende che sono state costrette a chiudere. Le prospettive stanno però tornando a essere positive, anche perché alcuni dei problemi generati proprio dalla pandemia hanno evidenziato le potenzialità di queste soluzioni.

Giusto per fare un esempio, i droni possono già oggi trasportare medicinali, campioni biologici e altri materiali in ambito sanitario, riducendo i tempi necessari a trasportarli via terra, dove si deve fare sempre i conti con il traffico, e riuscendo a raggiungere con facilità luoghi non ben collegati con un costo ridotto.

I principali utilizzi dei droni

Allargando lo sguardo, gli attuali ambiti principali di utilizzo dei droni sono quelli dell’ispezione, della sicurezza e delle smart city.

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Ispezione

Strutture industriali come raffinerie, impianti petrolchimici e centrali elettriche, spesso ubicati in zone remote, si confrontano ogni giorno con problemi d’ispezione dal punto di vista sia tecnico che economico. In questo ambito, per poter agire con successo, al fine di mantenere standard di efficienza e affidabilità, garantendo la sicurezza dei luoghi e del personale coinvolto, è necessario avere risposte in tempo reale precise ed affidabili.

Oggi le operazioni di ispezione di routine o programmate, spesso svolte con piattaforme, carrucole, funi o scale, risultano laboriose, a volte soggette ad errore umano e possono essere estremamente pericolose. Senza contare i costi elevati per l’azienda che si trova confrontata a interruzioni d’attività negli impianti.

Un drone dotato della corretta sensoristica, come telecamere ottiche o a infrarossi, può invece raccogliere dati superando i limiti dell’intervento umano.

Se poi capaci di utilizzare metodi di rilevamento quali fotogrammetria aerea, rendering 3D, termografia qualitativa, i droni possono rappresentare una soluzione sicura ed efficiente per ottenere dati più approfonditi dei processi operativi critici.

Sicurezza

Proteggere siti industriali da furti, intrusioni e spionaggio industriale è una sfida che implica costi di gestione elevati.

La sicurezza del perimetro, degli ambienti e dei varchi affrontata con sistemi di videosorveglianza, seppur sofisticati, presenta dei limiti legati al sistema stesso che per la sua staticità non è in grado di restituire una vista d’insieme. Lo stesso si può dire del personale addetto alla sicurezza che per garantire capillarità e un presidio continuo dovrebbe essere in numero tale da risultare un costo non sostenibile per l’azienda.

Un drone può operare in modo autonomo, effettuando ronde di sicurezza perimetrali di siti industriali nelle aree a rischio come varchi, parcheggi, capannoni, impianti o siti sensibili come data-center o istituti bancari, senza l’ausilio o a complemento degli addetti alla sicurezza.

Soluzione intelligenti e autonome – soprattutto se compatibili con sistemi di videosorveglianza esistenti – semplificano le attività di vigilanza, rilevando e segnalando le violazioni in tempo reale.

Smart city

Lo sviluppo di città intelligenti giocherà un ruolo fondamentale nella crescita di un mondo sostenibile.

In questo contesto, i sistemi con droni automatizzati guidati da intelligenza artificiale rappresenteranno una delle tecnologie di punta e con il maggiore potenziale per fornire servizi digitali efficaci ed efficienti, anche grazie alla loro flessibilità di applicazione e raggio di azione.

I droni possono occuparsi di monitoraggio del traffico, ispezione delle infrastrutture, gestione delle emergenze, la sicurezza di luoghi pubblici, prevenzione di disastri ambientali e di tutti gli ambiti che possano beneficiare di un sistema aereo in grado di compiere missioni anche complesse da remoto, in totale autonomia.

Una soluzione particolarmente in grado di migliorare tutti gli aspetti legati alla sorveglianza, sicurezza e protezione complessiva della città, rilevando e segnalando le violazioni in tempo reale.

Dronus e Nest 250

I droni possono quindi permetterci di ottenere dati e immagini in tempo reale da qualsiasi luogo, contribuendo alla conoscenza, alla sicurezza e al benessere sociale.

Aprire questa opportunità a un numero sempre maggiore di organizzazioni, pubbliche o private che siano, mantenendo naturalmente fermo il diritto alla privacy, è l’ambizione e la visione dalla quale nasce Dronus.

E per “portare a terra” questa visione, abbiamo dato vita a Nest 250, un sistema brevettato, aereo, di drone-in-a-box, frutto di tre anni di ricerca e sviluppo, che rivoluziona il concetto di droni per applicazioni di servizio e industriali.

Il sistema d’intelligenza artificiale completamente autonomo di Nest 250 consente di effettuare attività di ispezione e sicurezza con droni H24 e 7/7 senza la necessità di un pilota.

Dotato di un avanzato software di comando e controllo, offre un’applicazione semplice e intuitiva che può essere installata su qualsiasi dispositivo (PC, tablet o smartphone) con cui l’utente può gestire e visualizzare i dati della missione comodamente da remoto.

Come è fatto Nest

Il Nest, una base aerea che è il cuore e la mente del drone, è la vera innovazione del sistema. Leggera e poco invasiva, dialoga costantemente con il drone, gestendo in assoluta autonomia tutte le fasi di volo, decollo e atterraggio – che diventano rilascio e accielaggio – e la fase di ricarica della batteria, garantendo una precisione e affidabilità senza precedenti.

Installabile ovunque, Nest funge da nido di protezione e base di ricarica del drone quando non è in uso, anche in condizioni climatiche estreme. Garantisce una comunicazione sicura con il drone il cui traffico dati è protetto e crittografato. È dotato di un software che permette di prevederne la manutenzione.

Nest è il nido di K250, un drone compatto per dimensioni e ingombro. Non invasivo dal punto di vista acustico e visivo e con accorgimenti meccanici che lo rendono sicuro per utilizzi in situazioni critiche. Un sistema di geo-gabbia virtuale ne garantisce prestazioni di volo in totale sicurezza.

Come è fatto il drone K250

K250 comunica in maniera autonoma con il Nest, trasmettendo dati e immagini di alta qualità in tempo reale grazie alla presenza di due telecamere: una ottica e una a infrarossi per una visione diurna e notturna. Il drone calcola la sua autonomia residua e ritorna autonomamente al Nest disponibile più vicino per ricaricarsi con una logica continuamente aggiornata di apprendimento.

Al sistema Nest 250 si affianca Arianna, soluzione di geo-localizzazione. Permette al drone di navigare con estrema precisione anche attraverso passaggi di ridotte dimensioni e in zone con copertura di segnale GPS scarsa o assente.

In ambito ispezione, Nest 250 è già all’opera nel contesto di una partnership con uno dei più grandi gruppi petrolchimici, per la quale è stata sviluppata una versione “su misura”, che integra un sensore ad hoc di rilevamento delle fuggitive di gas, con la finalità d’ispezionare e monitorare la concentrazione di gas metano in impianti estesi e articolati.

Per effettuare il primo test del sistema – partito a settembre dello scorso anno – si è scelto un impianto nel Nord Italia che ricopre una superficie di circa 150 mila mq, con l’obiettivo di estendere il Nest ad altri impianti del gruppo con le medesime criticità.

In ambito sicurezza e smart city, Nest 250 è tra i protagonisti di un progetto dedicato al parco romano di Castel Fusano, pensato per preservare la bellezza naturale del luogo e consentire ai cittadini di godere del verde e degli spazi aperti in tutta sicurezza.

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Dronus K250

Radon

Oltre a Nest 250, ecco il drone ad ala fissa Radon. Si tratta di un drone per operazioni BVLOS (beyond visual line of sight) a propulsione elettrica a pilotaggio remoto, pensato per operare in aree urbane e antropizzate – che grazie alle sue particolari caratteristiche ha ottenuto dall’ENAC il certificato di Progetto SAPR, che consente il sorvolo delle aree urbane in Italia, ed è attualmente l’unico sul mercato nella sua categoria a essere in possesso di tale certificazione.

Inoltre, con l’avvento del nuovo regolamento europeo per poter effettuare il servizio di delivery a regime, Dronus è la prima società in Europa a richiedere ad EASA la validazione del design del Radon per volo in ambiente urbano – DVR (design verification report), processo che è attualmente in corso.

Due progetti in ambito sanitario

Proprio per queste sue caratteristiche uniche, Radon è stato selezionato per due importanti progetti in ambito sanitario per il trasporto di materiali in contesto urbano e periurbano.

Il primo ha lo scopo di trasportare farmaci, provette e materiale biologico da sottoporre ad analisi tra due sedi – che si trovano a oltre 30 chilometri di distanza – di un importante ospedale romano.

L’obiettivo è quello di aprire la via all’utilizzo di questi velivoli dotati di propulsione elettrica, e pertanto a bassissimo impatto ecologico e acustico, su tratte non facilmente raggiungibili per viabilità ordinaria, con evidenti vantaggi anche in termini di tempi di percorrenza.

Il secondo progetto, che è appena stato presentato a Dronitaly, riguarda invece un programma sperimentale per la consegna di farmaci ai pazienti cronici residenti nelle isole veneziane di Sant’Erasmo e delle Vignole, dove non sono presenti farmacie.

Promosso dalla Aulss 3 Serenissima, il progetto fa seguito alla firma di un protocollo di intesa tra il Comune di Venezia e l’ENAC, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, per sviluppare l’utilizzo di sistemi intelligenti di urban delivery con droni nel capoluogo veneto.

In questa prima fase sarà coperta una zona limitata della laguna veneziana, utilizzando come “hub” l’Ospedale Civile di Venezia. L’obiettivo è quello di estendere il servizio ad altre isole della laguna e, a seguire, a tutto il territorio comunale, così da permetterà all’Ausll 3 Serenissima, a regime, di servire tutti i propri malati cronici, ottenendo inoltre un risparmio di circa il 40% sulla consegna dei farmaci nelle zone lontane dal centro di Venezia e non servite da farmacie.

Video: Dronus (in inglese)

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