Vidiemme: tra Milano e San Francisco nel segno dell’intelligenza artificiale
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Vidiemme: tra Milano e San Francisco nel segno dell’intelligenza artificiale

Attiva dal 2004 con un forte orientamento alle tecnologie di frontiera, Vidiemme si concentra sull’intelligenza artificiale, campo in cui ha realizzato diverse soluzioni dal Conversational AI all’utilizzo di algoritmi di Machine Learning. Dal 2015, presente oltre oceano con la filiale sulla West Coast, getta lo sguardo sulle tecnologie emergenti

Claudia Costa

 

Due segni distintivi, più di altri, tracciano il profilo di Vidiemme: la vocazione all’Intelligenza Artificiale e lo sguardo verso la “nuova frontiera” della West Coast ovvero San Francisco, dove ha deciso di essere presente con la subsidiary VDM Labs dal 2015. Una presenza oltre oceano importante sia dal punto di vista degli sbocchi commerciali, che come opportunità di anticipazione dei trend dilaganti negli USA che poi possono essere calati nella realtà italiana. Nell’arco di 6 mesi è piuttosto facile per VDM ottenere il segno di un riscontro effettivo sul mercato di una tecnologia emergente, percepirne il vero fermento e iniziare a investire anche in Italia.

Da due anni è nato in azienda un team completamente dedicato alla realizzazione di soluzioni di Intelligenza Artificiale, che vanno dal Conversational AI all’utilizzo di algoritmi di Machine Learning. Interessanti progettualità in questo ambito sono quelle legate alla Customer Care: per Haier, per esempio, Vidiemme ha sviluppato una piattaforma conversazionale dedicata dell’assistenza clienti e per Centax Telecom, un tool per l’empowerment dell’operatore telefonico.

Realtà giovane e in continua crescita, Vidiemme conta al suo interno 100 dipendenti tra cui 70 developer, il 40-45% di presenza femminile e un fatturato in aumento (circa 6 milioni di euro nel 2018, +26% rispetto al 2017). Negli anni ha acquisito know-how di processo e di business nei campi del Retail (dalla GDO al Fashion & Luxury), Pharma & Healthcare, Finance & Banking, oltre a progettualità cross-mercato dedicate ad esempio alle Risorse Umane e alla Customer Care.

 

Innovazione di processo ma anche empowerment umano

Il concetto di innovazione all’interno di Vidiemme si declina in soluzioni completamente customizzate, applicate non solo ai processi aziendali ma anche alla vita delle persone, consumatori finali e dipendenti. Quindi, la tecnologia intesa non solo come innovazione di processo, ma anche empowerment umano.

Nell’ambito Healthcare, LeggoXTe è una multipiattaforma digitale con assistente vocale presentata da Vidiemme nell’ottobre 2018 e sviluppata per Takeda, nota casa farmaceutica giapponese, che permette alle persone con problemi visivi (ciechi, ipovedenti e impossibilitati alla consultazione cartacea) di accedere in autonomia (tramite un chatbot AI oppure interazione vocale) alle informazioni presenti sui foglietti illustrativi dei farmaci. LeggoXTe comprende la domanda dell’utente e propone la lettura del paragrafo del foglietto illustrativo corrispondente.

SILVIA PEVIANI, BU Pharma Director di Vidiemme
SILVIA PEVIANI, BU Pharma Director di Vidiemme

«L’ottica di questa tecnologia sta nel supportare il cittadino nelle azioni più semplici, in questo caso fornendo le informazioni più importanti relative ai medicinali come le modalità di assunzione. Si parla dunque di inclusione perché si tratta di una tecnologia con un impatto emotivo su una classe di cittadini, un progetto che migliora l’accesso. Per queste caratteristiche, LeggoXTe ha ricevuto il patrocinio dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) e di Ciittadinanzattiva», spiega Silvia Peviani, volto femminile di Vidiemme che dopo anni di esperienza nell’ambito tecnologico applicati a diversi mercati, ha trovato il suo dream job nel settore healthcare dove ha dato vita a TechieHealth, la Business Unit dedicata.

Per quanto riguarda il settore del Retail, Vidiemme ha messo a punto soluzioni di Visual Merchandising e Clienteling per diversi clienti del Fashion & Luxury, della GDO ma anche case farmaceutiche, come ad esempio Zambon Italia per cui è stata messa a punto un’app per tablet e una dashboard per indirizzare in modo puntuale le strategie di trade marketing sui prodotti di automedicazione del listino esposti a scaffale e nelle aree a libero servizio.

Nel campo delle Risorse Umane, Vidiemme si è inserita semplificando processi aziendali time-consuming e complessi, come nel caso di Adecco per cui lo scopo è stato mettere al centro la persona, che sia candidato, dipendente o parte del team HR, e di fornire tool in grado di velocizzare e snellire le attività aziendali più ricorrenti. Un esempio è il progetto di pre-screening con un Chatbot Recruiter che effettua un primo colloquio conoscitivo con il candidato, andando a selezionare le persone idonee per un colloquio ufficiale.

 

Vidiemme, intelligenza artificiale e ruolo formativo

La partnership con leader internazionali del settore ha permesso a Vidiemme di sposare il concetto di “democratizzazione dell’Intelligenza Artificiale”, fenomeno volto a consentire a chiunque di poter usufruire di questa tecnologia in maniera più accessibile. L’Azienda accompagna i clienti a comprendere non tanto la componente tecnica, quanto il potenziale di questa nuova tecnologia e le sue possibili applicazioni.

Grazie a collaborazioni con alcune università, come IULM o con altre realtà come Talent Garden, Vidiemme ha rivestito spesso un ruolo nel campo dell’Education per esempio per divulgare come l’Intelligenza Artificiale stia rivoluzionando la quotidianità e il lavoro. Inoltre, si è fatta promotrice di workshop presso i propri Clienti, per introdurli al mondo dell’innovazione e far comprendere ancora di più l’importanza di certe decisioni strategiche.

Fondamentale il focus sui giovani talenti che da quest’anno si è concretizzato con il lancio della prima edizione del Graduate Program. Un’iniziativa volta a scovare persone neolaureate da formare per un anno all’interno del proprio Laboratorio di Ricerca e Sviluppo e far crescere poi in Azienda anche in altri ruoli.

 

Uno sguardo a potenziali collaborazioni future

L’ascesa della Cina nel campo dell’intelligenza artificiale è a buon punto: ha acquisito molte conoscenze nel campo sia grazie agli articoli scientifici liberamente accessibili che al trasferimento di conoscenze da parte di ricercatori cinesi che si sono formati negli USA, ma anche grazie alle aziende che si sono stabilite proprio nella Silicon Valley con gli incentivi del governo cinese.

GIULIO CAPERDONI, COO & Head of Innovation di Vidiemme
GIULIO CAPERDONI, COO & Head of Innovation di Vidiemme

Secondo il Politecnico di Zurigo, che ha analizzato la situazione in un documento del Centro studi sulla sicurezza messo a punto dalla politologa Sophie-Charlotte Fischer, la Cina si sta preparando a diventare una superpotenza nell’IA entro il 2030, sfidando gli USA per numero di pubblicazioni e forza delle aziende, molte delle quali attive in California.

Giulio Caperdoni, COO & Head of Innovation in Vidiemme e CEO della subsidiary VDM Labs a San Francisco, commenta: «L’idea di sviluppare un avamposto in Cina, uno dei paesi con più fermento nel mercato dell’intelligenza artificiale, c’è e la valuteremo, ma nell’immediato pensiamo di avvallare questa ipotesi soprattutto in voce dei numerosi impedimenti normativo-burocratici».

 

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