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Microsoft individua la correlazione tra adozione AI, crescita del business e atteggiamento dei leader

Le aziende a più rapida crescita sono le maggiori sostenitrici dell’adozione dell’intelligenza artificiale in azienda. L'Italia è il Paese con maggior fiducia nel ruolo dell’IA a supporto dei leader per impostare le strategie aziendali e valorizzare gli aspetti umani e relazionali

Uomo e macchina
Claudia Costa

 

Esiste una stretta correlazione tra l’adozione dell’Intelligenza Artificiale, la crescita del business e l’atteggiamento dei leader verso l’IA. E’ questa la rivelazione di una nuova ricerca di Microsoft Business leaders in the age of AI realizzata da KRC Research a Gennaio 2019. Ha coinvolto un campione di 800 business leader in USA e Europa, tra cui un centinaio anche in Italia, contando anche sulla collaborazione di Susan Etlinger, analista dell’Altimeter Group, focalizzata sulle implicazioni business ed etiche dell’AI, e Heike Bruch, Professore e Direttore dell’Istituto di Leadership e Human Resources Management dell’Università di St. Gallen.

L’Italia si contraddistingue per una visione particolarmente ottimistica rispetto al potenziale di crescita offerto dall’IA e la vede come un importante strumento di leadership. È il Paese con maggior fiducia nel ruolo dell’intelligenza artificiale a supporto dei dirigenti per la pianificazione delle strategie aziendali, ma anche l’adozione di uno stile di leadership più attento agli aspetti umani e relazionali.

Silvia-Candiani-AD-Microsoft-Italia

«Le aziende si stanno muovendo verso l’IA. Non è necessario essere data scientist: occorre comprendere il potenziale dell’intelligenza artificiale e come può essere utilizzata al servizio del business. Leadership, cultura e tecnologia devono fondersi, affinché l’IA possa rivelarsi efficace», ha affermato Silvia Candiani, Amministratore Delegato di Microsoft Italia.

 

 

L’IA nelle aziende in rapida crescita e l’impatto sul ruolo dei dirigenti

Di seguito, riassumiamo i principali risultati della ricerca di Microsoft.

Una rapida crescita è sinonimo di inclinazione all’adozione dell’IA

Le aziende in rapida crescita, ossia quelle che stanno registrando un tasso di crescita a doppia cifra, sono più del doppio inclini a utilizzare l’IA rispetto a quelle a crescita più lenta, cioè con un tasso di crescita a cifra singola:

  • A livello globale, il 41% delle aziende in rapida crescita stanno attivamente implementando l’AI, contro il 18% di quelle in lenta crescita.
  • L’Italia risulta essere un po’ più in ritardo, ma emerge comunque lo stesso tipo di gap tra le aziende più e meno performanti: il 36% di quelle in rapida crescita è in fase di formalizzazione (ove l’AI è parte della corporate strategy) e integrazione di progetti AI (ove l’AI è già integrata nei processi, prodotti e servizi), mentre solo il 27% di quelle in crescita lenta si trova in queste due fasi più evolute.

 

Più si conosce l’IA e più se ne percepisce l’urgenza di investimento

I leader delle aziende in rapida crescita sono quelli che, non solo utilizzano più AI oggi, ma sentono maggior senso di urgenza rispetto all’adozione dell’AI nell’immediato futuro, non solo come strumento di efficienza, ma anche per trainare la crescita del business:

  • A livello globale il 93% delle aziende in rapida crescita intende investire in AI a supporto dei processi decisionali in un orizzonte temporale di 1-3 anni, rispetto al 64% delle aziende in crescita lenta in un orizzonte temporale più ampio di 3-5 anni.
  • Se si guarda al prossimo anno e in particolare all’Italia, il 43% delle aziende in rapida crescita prevede di utilizzare più AI a supporto dei processi decisionali (VS il 25% di quelle in crescita lenta) e il 42% per efficientare i processi in generale (VS il 26% di quelle in crescita lenta).

 

I leader guidano la crescita, definiscono le giuste priorità e guadagnano tempo per ispirare le persone

Più AI, più Umanità” è lo slogan che trapela dalla ricerca, in linea con la vision di Microsoft che vede l’AI come uno strumento per amplificare le potenzialità dell’uomo, lasciando maggior spazio alle attività più creative e relazionali che contraddistinguono l’essere umano. Più verrà utilizzata l’IA, più i business leader potranno investire tempo nel motivare e ispirare le proprie risorse, sia a livello globale, sia nel quadro italiano. In particolare, sgravati dall’operatività di alcune funzioni grazie all’AI, i leader italiani dedicherebbero maggior tempo in primis alla motivazione dei dipendenti (31%) e in seconda battuta ai processi decisionali (27%) e all’elaborazione delle informazioni (25%).

«L’AI può aiutare i leader di oggi ad essere più efficienti ed efficaci, abilitando un’evoluzione dall’essere manager all’essere promotori/coach e quindi un passaggio dal focus sulla gestione al focus sull’empowerment e la motivazione», afferma Silvia Candiani.

 

L’IA amplia il pensiero strategico e le capacità di problem solving dei leader

L’AI non rappresenta esclusivamente una leva d’efficienza, bensì un alleato per potenziare le capacità dei business leader. La maggior parte ritiene che l’IA offra l’opportunità di amplificare il pensiero strategico: sono in particolare i responsabili delle aziende in rapida crescita i più ottimisti rispetto al supporto dell’AI in termini di problem solving e definizione di orientamenti. In Italia il 68% crede che l’AI impatterà molto su controllo e capacità di risoluzione dei problemi (VS il 44% delle aziende in crescita lenta) e un uguale 68% ritiene che l’AI cambierà la capacità di offrire linee guida strategiche (VS il 50% delle aziende in crescita lenta). In entrambi i casi sono gli italiani i più ottimisti rispetto a USA ed Europa.

 

Si percepisce la necessità di essere formati all’IA

A queste considerazioni si somma la consapevolezza che è necessario aggiornare le proprie skill per adattarsi allo scenario in evoluzione e cogliere i benefici dell’AI: a prescindere dal ritmo di crescita della propria organizzazione, a livello globale, il 67% dei leader dichiara che apprezzerebbe un supporto per ridefinire le proprie competenze ed essere meglio preparato all’AI. In Italia questa presa di coscienza raggiunge la quota del 75%.

 

Adattamento, valore aggiunto e integrazione

Adattarsi rapidamente a scenari di marcato nuovi e in cambiamento è la sfida percepita per il 49% in Italia e il 47% a livello globale. La top 3 delle sfide italiane vede anche utilizzare l’IA per offrire valore aggiunto ai clienti (42%) e la scelta del giusto modello di leadership per guidare l’integrazione dell’IA nelle attività quotidiane (41%). Altra importante sfida sentita in Italia e all’estero resta quella dei talenti: il 36% delle aziende italiane ritiene prioritario attrarre i giusti talenti e riqualificare i dipendenti per liberare il potenziale dell’IA a vantaggio del business.

 

Il rapporto tra IA ed etica

I business leader hanno obblighi relativi all’uso responsabile dell’AI. Ne sono consapevoli soprattutto le aziende che sono più avanti nel proprio percorso di adozione dell’IA e che hanno maggiori aspettative di crescita. In Italia, il 64% delle aziende in rapida crescita ritiene che un approccio etico all’IA sia un imperativo di leadership (VS il 49% delle aziende in crescita lenta).

 

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