ANALISI

Perché adottare l’AI per una strategia di business competitiva nel settore IT



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Il recente aumento della disponibilità di strumenti basati sull’intelligenza artificiale, tra cui ChatGPT, per i consumatori, ha suscitato grande interesse. Tuttavia, l’AI non è una novità per il mercato: alcune applicazioni pratiche, ad esempio nel networking, sono a disposizione delle imprese già da parecchio tempo

Pubblicato il 27 dic 2023

Mario Manfredoni

Country manager Italia di Juniper Networks



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Una ricerca condotta a livello globale dalla McKinsey tra i decision maker nel settore IT mostra che gli strumenti basati su AI hanno già conquistato l’attenzione delle aziende. Nel 2017, il 20% degli intervistati ha affermato di utilizzare l’intelligenza artificiale in almeno una divisione aziendale, rispetto al 50% di oggi. Inoltre, il numero medio di funzionalità AI utilizzate dalle organizzazioni, come la generazione di linguaggio naturale e la visione artificiale, è raddoppiato: da 1,9 nel 2018 a 3,8 nel 2022.

L’automazione robotica dei processi e la visione artificiale sono state per anni le capacità più utilizzate, mentre la comprensione di testi in linguaggio naturale è passata dal gruppo intermedio nel 2018 alle prime posizioni, subito dietro la visione artificiale. Questa ricerca dimostra che l’adozione dell’AI non è una rivoluzione improvvisa, bensì una strategia in atto da anni. L’AI può fornire informazioni dettagliate che aiutano le organizzazioni a migliorare l’efficienza, ridurre le criticità e diminuire i costi, il tutto a beneficio della competitività delle imprese.

Le opportunità dell’AI nella gestione delle reti

In relazione alla gestione delle reti, l’AI può innanzitutto garantire scalabilità, in quanto consente di progettare e implementare reti sulla base di modelli e processi automatizzati. Ciò permette di risparmiare un’enorme quantità di tempo, poiché migliaia di access point, switch, router e il resto della rete SD-WAN possono essere configurati simultaneamente anziché dover accedere manualmente ai singoli elementi. Oltre alle capacità di configurazione, l’AI può aiutare a gestire le reti e a risolvere gli errori.

OpenAI

Ci sono assistenti virtuali sul mercato che utilizzano gli stessi standard di intelligenza artificiale aperti di ChatGPT. Questi bot possono rispondere alle domande, ad esempio sul portatile di un dipendente specifico. Il bot può indicare direttamente quando si è collegato e se ci sono stati problemi, poiché tutte le anomalie che si verificano in una rete sono visibili all’assistente; può segnalare cavi difettosi e problemi di autenticazione, ma anche errori relativi ad access point, switch o WAN. Spesso l’azione può essere intrapresa prima che gli utenti sperimentino queste criticità. Un assistente virtuale può anche aiutare a risolvere i problemi dei singoli utenti, perché l’AI può rilevare facilmente, ad esempio, che è stata inserita una password errata. L’AI può generare una lista di azioni per il personale IT, ma, se richiesto, è anche in grado di risolvere problemi semplici in modo autonomo.

La maggiore resistenza all’AI nella gestione delle reti deriva con ogni probabilità dalla paura del cambiamento. Molti dipendenti sono abituati a lavorare con le stesse reti da anni e possono avere difficoltà ad adattarsi alle nuove tecnologie. Le preoccupazioni per la perdita di posti di lavoro sono ingiustificate, mentre la carenza di personale IT è una questione che va ben oltre l’intelligenza artificiale. Tuttavia, è innegabile che l’implementazione dell’AI comporti una trasformazione del lavoro.

La risoluzione dei problemi, ad esempio, diventa molto più facile in quanto l’AI aiuta a identificare i problemi nella rete e a trovarne la causa, il che contribuisce a risolvere non solo i problemi degli utenti specifici, ma anche ad affrontare le cause alla base. Tutto ciò si traduce in un notevole risparmio di tempo, poiché il personale IT non deve più scandagliare l’intera rete alla ricerca dell’origine di una anomalia. Quindi, le aziende possono gestire la rete con un numero minore di esperti IT impegnato in attività quotidiane ripetitive e con più tempo da dedicare ad altre questioni.

Come le aziende possono iniziare a utilizzare l’AI

Le aziende che desiderano iniziare a utilizzare l’AI devono partire dall’identificazione dei punti critici nella loro organizzazione. Ciò comporta un’analisi dell’impatto che questa tecnologia può avere sugli obiettivi organizzativi e sul business. Un buon modo per farlo è attraverso metodologie simili a workshop: è importante, infatti, affrontare l’argomento in modo ampio con vari stakeholder e utenti della rete, perché lavorare con l’AI rappresenta una novità per molti. Spesso si presentano opportunità impreviste con l’implementazione dell’AI, al di là della necessità originale per cui si è deciso di adottarla. Per un deployment ottimale dell’AI, dunque, è consigliabile esaminare queste opportunità con attenzione e consapevolezza. In un ambiente in cui si riscontrano molti problemi, ad esempio, si può realizzare un proof of concept, che renderà immediatamente chiaro l’impatto positivo che l’AI può avere.

Conclusioni

Sfruttare le potenzialità dell’AI è essenziale per una strategia competitiva nel settore IT. Da un lato, tale tecnologia fornisce un supporto fondamentale al dipartimento IT, che può ottimizzare il lavoro senza la necessità di ulteriore personale attraverso una gestione più semplice della rete; dall’altro, l’AI può fornire informazioni precise e dettagliate a beneficio dell’intera azienda. È cruciale, dunque, che le aziende accolgano le opportunità offerte dall’AI per rimanere competitive in un ambiente in continua evoluzione.

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