Ecco Destination Earth: così l’Europa monitorerà la salute del pianeta

Abbreviato in DestinE, è un ambizioso progetto della UE che mira a realizzare un gemello digitale del pianeta Terra sotto forma di un modello matematico in grado di simulare l’atmosfera terrestre e il suo stato di salute e molto altro ancora [...]
Marcello Spagnulo

ingegnere aeronautico e esperto aerospaziale

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L’Unione Europea vuole realizzare un piano ambizioso: un “gemello digitale” (digital twin) del pianeta Terra, cioè un modello matematico in grado di simulare e visualizzare l’atmosfera, l’oceano, il ghiaccio e il terreno stesso con una precisione inimmaginabile. In questo modo l’applicazione al modello di metodi di intelligenza artificiale potrebbe condurre a previsioni meteo, e di altri eventi naturali o indotti con giorni o mesi in anticipo. L’iniziativa si chiama Destination Earth (DestinE) e non nasce solo per il monitoraggio o la simulazione degli eventi naturali, ma anche di quelli legati all’attività dell’uomo. Si propone quindi di sviluppare e testare anche scenari geofisici indotti al fine di concorrere a uno sviluppo sostenibile nella linea di sostegno delle politiche ambientali europee.

DestinE e il Green Deal

DestinE è uno dei tool che cade a pennello nel contesto del nuovo mantra UE: il Green Deal. Questo è sostanzialmente un contenitore politico-programmatico eco-friendly al cui interno alloggiare iniziative (ovvero finanziamenti pluriennali) per una transizione verso un pianeta migliore (secondo i canoni decisi a Bruxelles).

Destination Earth non contribuirà solo al Green Deal ma date le sue caratteristiche sarà anche funzionale alla Digital Strategy della Commissione di Bruxelles (report), un altro “pilastro strategico” della UE che è stato presentato mesi fa a seguito della pubblicazione di tre documenti ufficiali: “Shaping Europe’s digital future”, “A European strategy for data” e il White Paper sull’Artificial Intelligence.

Dati digitali e intelligenza artificiale sono i due elementi chiave della strategia digitale – di cui l’Information & Communication Technology sarà ingrediente chiave – che punta a fare dell’Europa il continente leader in questi due settori, puntando su una serie di azioni che da un lato sostengono il business delle aziende made in Europe e dall’altro tutelano i cittadini per esempio sulla privacy, sulla sicurezza dei dati ma anche con la lotta ai cambiamenti climatici, alla cementificazione e agli sconvolgimenti indotti dall’uomo.

DestinE, un programma ad alta integrazione tecnologica

Ecco allora come DestinE si cali perfettamente quale iniziativa funzionale per un programma strategico a elevata innovazione e soprattutto ad altissima integrazione tecnologica. Occorrerà infatti adoperare sensori terrestri, marittimi, aerei e dati satellitari dei più disparati, elaborare tecniche di high-performing-computing e algoritmi di AI tutti da studiare, e tanto altro.

DestinE è nato dalle ceneri di Extreme Earth, una vecchia proposta del centro europeo per le previsioni meteorologiche per un programma di ricerca da un miliardo di euro che fu annullato. Il crescente interesse politico europeo per il supercalcolo, però, anche alla luce del confronto con USA, Cina e Russia, hanno portato a definire ingenti investimenti (8 miliardi) per l’European High-Performance Computing Joint Undertaking, con l’obiettivo di progettare macchine computazionali da 1 miliardo di miliardi di calcoli al secondo. I contenuti della vecchia proposta Extreme Earth, opportunamente ampliati, offrivano un’applicazione perfetta per l’utilizzo operativo di una tale capacità di calcolo.

In ambito meteorologico per esempio oggi si opera su modelli climatici con risoluzioni di minimo 10 o 20 chilometri e si fa affidamento a un’approssimazione algoritmica, ma con le risoluzioni inferiori al chilometro del futuro nuovo modello di DestinE si potrà simulare direttamente il fenomeno convettivo, il trasporto verticale di calore fondamentale per rendere la formazione di nuvole e tempeste. Si potrebbe definire una modellizzazione climatica tridimensionale. La rivoluzione quantistica della meteorologia.

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Destination Earth, dati sull’inquinamento atmosferico e il clima

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Il modello di Destination Earth incorporerà anche dati in tempo reale dell’inquinamento atmosferico, degli incendi boschivi e di quei fenomeni che influenzano il tempo e il clima, ma – e qui è il punto da riflettere – raccoglierà anche dati sulla società, come l’uso di energia, i modelli di traffico e gli stessi movimenti degli esseri umani dato che è prevista la tracciabilità da rete mobile cellulari. Le questioni geopolitiche sul 5G ci dicono già qualcosa in proposito.

L’obiettivo finale sarebbe quello di consentire ai responsabili politici, attraverso il controllo, il monitoraggio e il modello computazionale dotato di AI, di valutare direttamente come il cambiamento climatico (e non solo) avrà un impatto sulla società o come questa stessa potrebbe alterare la traiettoria del cambiamento. Magari lasciando fare le conclusioni a una macchina computazionale.

Arrivare a tutto questo non sarà facile, ma alla Commissione europea gli ambiziosi e costosi progetti di lungo periodo sono spesso tra i più ambiti. Vedremo se in questo i promotori riusciranno a integrare anche i privati, le aziende cioè che operando direttamente sul mercato hanno necessità di sviluppi rapidi in tempi, più o meno, sicuri, pena l’esclusione dal mercato stesso. Un’opzione quest’ultima che per i pianificatori di Bruxelles è antropologicamente meno sentita.

Conclusioni

La parola antropocene coniata dal chimico premio Nobel Paul Crutzen, indica letteralmente “l’era dell’uomo”, ovvero una fase del pianeta caratterizzata dall’impronta dell’essere umano sull’ecosistema globale tale da alterarlo. Secondo questa teoria il peso delle attività umane – antropiche – nei cambiamenti climatici, nell’erosione del suolo, nel riscaldamento dei mari e persino nell’estinzione di specie animali e vegetali, è tale da essere la traccia più tangibile dell’ingresso del pianeta in una nuova era geologica. Se tutto ciò può sembrare una teoria un po’ forzata si pensi alle conseguenze delle esplosioni o degli incidenti nucleari da sessant’anni a questa parte, e d’un tratto le conseguenze antropiche di questa teoria assumono agli occhi di ognuno di noi dei tratti un po’ più realistici.

Ora non vorremmo che ci si prospettasse tra qualche anno, meglio decennio, una ulteriore era geologica, diciamo così “macchinocentrica” con computer quantistici dotati di AI che controllano il pianeta, le persone e le cose simulando e impostando l’evoluzione che essi ritengono ottimale. Chissà che DestinE non possa rappresentarne solo un piccolo tassello embrionale.

 

Video ESA – European Space Agency

 

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