Digital transformation: i trends che garantiranno un’equa trasformazione digitale

Le dieci keywords per il 2022 sono consapevolezza, sostenibilità, formazione, cultura, azioni concrete, responsabilità della leadership, resilienza, collaborazione, cybersecurity, data protection. [...]
Anna Capoluongo

Avvocato, DPO, Vicepresidente I.R.L.E.S.S.,membro del GdL sull’intelligenza artificiale (ANORC) e di D&L Network

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Gli ultimi due anni hanno trasformato il mondo, tanto da un punto di vista umano, quanto sociale e imprenditoriale e hanno certamente forzato uno sviluppo tecnologico che – quanto meno in alcuni casi e Paesi – sembrava restio a fare passi decisivi verso la trasformazione digitale. Quali possono essere le strategie da implementare all’interno delle aziende per riuscire a ottenere – concretamente – un cambiamento equo e sostenibile, con particolare riguardo alle nuove tecnologie, incluse quelle dotate di intelligenza artificiale?

Nell’attuale contesto pandemico è innegabile come la produzione tecnologica abbia avuto un ruolo chiave nella ripresa, così come evidenziato – tra gli altri – anche dal “Sustainable Development Report 2021” delle Nazioni Unite. Tanto è vero che la ripresa economica nella seconda metà del 2020 è stata alimentata, per l’appunto, dalla produzione di prodotti medium- and high-tech.

La mancanza di infrastrutture resilienti, tecnologie dell’informazione e della comunicazione e servizi di base limita la capacità di un Paese di affrontare e adattarsi agli shock. Affinché la comunità globale raggiunga il Goal 9 – l’industrializzazione -, il miglioramento delle infrastrutture e la promozione dell’innovazione tecnologica, mediante l’aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo, sono fondamentali. Lo sviluppo e la produzione di vaccini contro il COVID-19 a tempo di record è un esempio del potere dell’innovazione tecnologica, che ha dato speranza al mondo”.

Trasformazione digitale e cambiamento organizzativo

Si parla sempre di più, quindi, di “trasformazione digitale”, da intendersi come un processo di evoluzione reso possibile dalla disponibilità e dall’accessibilità delle new technologies ai più disparati livelli, ma con particolare forza in ambito produttivo-economico. Come ha osservato Klaus Schwab[1], convinto che siamo all’inizio di una rivoluzione che sta cambiando radicalmente il modo in cui viviamo, lavoriamo e ci relazioniamo gli uni con gli altri, le nuove tecnologie e i nuovi modi di percepire il mondo innescano un profondo cambiamento nelle strutture economiche e sociali.

Siffatto cambiamento, pertanto, investe le imprese e dunque, in primis, le cariche apicali delle stesse, ed è ormai evidente come, in tale contesto, la trasformazione non possa che partire dall’alto, per essere trascinata e diffusa lungo tutta la struttura aziendale, ramificazioni comprese. Richiede, in poche parole, il coordinamento dell’intera organizzazione.

Ecco, perciò, che essendo in prima linea, i/le CEO e CIO dovranno stare al passo con le tendenze digitali in continua evoluzione per soddisfare le richieste sempre più crescenti e accelerare la trasformazione digitale.

Un recente rapporto di McKinsey sottolinea come per ottenere una vera trasformazione digitale sia richiesto un cambiamento fondamentale a ogni livello dell’organizzazione, evidenziando che questo cambiamento dovrebbe partire dall’alto. Le trasformazioni di successo – si legge – iniziano con il CEO e la top leadership che reinventano il proprio business nell’era digitale, grazie a visioni audaci finalizzate a generare un transformative value che si traduca in nuovi modelli di business, ingresso in nuovi mercati e monetizzazione di risorse basate sui dati.

Sul punto, è bene ricordare che il sistema non deve essere pensato come “impermeabile”, bensì quale tessuto traspirante che comunica con differenti altri campi d’interesse, e dunque nella progettazione dei modelli organizzativi bisognerà puntare a un approccio “open” verso differenti tematiche e materie, non ultime quelle della protezione dei dati e della sicurezza delle informazioni, che nelle nuove tecnologie costituiscono fondamentalmente il substrato nevralgico e il “nutrimento” per i sistemi “intelligenti” e di machine learning.

I pilastri della trasformazione digitale

Senza dimenticare che i dati in sé stessi costituiscono un vero e proprio asset aziendale[2], anche se troppo spesso trascurato o non adeguatamente valutato, tanto che ad esempio – in materia di privacy – il loro riutilizzo da parte dei responsabili del trattamento è di recente stato oggetto di analisi da parte dell’Autorità Garante francese (CNIL).

Ancora, la MIT Sloan Management Review ha, dal canto suo, individuato quali pilastri fondanti il processo di trasformazione, i seguenti: esperienza utente, operational processes e modelli commerciali.

Certo è che, se da un lato la transizione al digitale apre scenari di miglioramento, sviluppo e crescita realmente interessanti, dall’altro non è certamente scevra da profili problematici, come ad esempio una certa disuguaglianza digitale e rischi informatici insiti nella velocità stessa del processo di trasformazione.

The world has the potential to connect billions more people to digital networks, dramatically improve the efficiency of organizations and even manage assets in ways that can help regenerate the natural environment, potentially undoing the damage of previous industrial revolutions. However, Schwab also has grave concerns: that organizations might be unable to adapt; governments could fail to employ and regulate new technologies to capture their benefits; shifting power will create important new security concerns; inequality may grow; and societies fragment”.

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Strategie aziendali e predizioni per il 2022

Quali possono essere, quindi, le strategie da implementare all’interno delle aziende per riuscire a ottenere – concretamente – un cambiamento equo e sostenibile, con particolare riguardo alle nuove tecnologie, incluse quelle dotate di intelligenza artificiale?

In tal senso, se si guarda alle predizioni per il 2022[3] è facile vedere come i trends si focalizzino sui seguenti aspetti:

  • creare strutture e modelli di governance capaci di garantire la protezione degli investitori e promuovere la crescita del mercato. Il che si traduce a sua volta, nel puntare ulteriormente all’automazione tecnologica, mediante registri distribuiti, sistemi di intelligenza artificiale e di apprendimento automatico, così come altre tecnologie digitali che stanno cambiando radicalmente gli ecosistemi della struttura del mercato;
  • puntare a scenari, aree di formazione e di esperienza multidimensionale;
  • esplorare il potenziale di soluzioni basate su sistemi di intelligenza artificiale, IoT, blockchain e droni, alle quali si riconoscono grandi potenzialità in ambito di sostenibilità e produttività grazie alla riduzione dell’asimmetria dei dati, rendendo gli stessi sempre più disponibili, qualitativi e utilizzabili;
  • collaborazione intersettoriale quale fattore chiave, anche grazie al ricorso alla scienza e all’applicazione della tecnologia digitale, poiché ad oggi praticamente qualsiasi azienda è un’azienda tecnologica;
  • ingegneria digitale per migliorare l’acquisto o la creazione di prodotti, il consumo, il coinvolgimento e l’interazione con i clienti e per garantire l’allineamento al business, la gestione del cambiamento, le capacità tecnologiche e la trasformazione delle vendite dell’organizzazione. Ciò significa operare una “cultura del cambiamento in divenire”, che punta costantemente a migliorare sé stesso per ottenere la “giusta trasformazione”;
  • focalizzarsi sulla consapevolezza che opportunità di sviluppo e crescita portano con sé anche rischi di attacchi informatici. Risulta, pertanto, nevralgico il tema della resilienza delle infrastrutture digitali, così come quello della sicurezza informatica, da affrontare consapevolmente e a livelli apicali. Non è più possibile ritardare decisioni chiave in tema allocazione delle risorse a supporto di una corretta gestione dei rischi e di investimento in misure di sicurezza realmente capaci di proteggere l’infrastruttura ed il perimetro aziendale. In tal senso, è di estrema importanza anche lo sviluppare una cultura della responsabilizzazione in capo a chi prende tali decisioni, a chi deve farle rispettare e a chi operativamente le dovrà concretamente applicare.
  • necessaria anche un’adeguata governance della protezione dei dati personali delle persone fisiche, che garantisca l’integrazione dei requisiti di sicurezza e privacy all’interno degli interi processi di sviluppo, a partire dalla progettazione (privacy by design e by default) per arrivare all’implementazione. Tali tematiche devono diventare prioritarie per l’intera organizzazione e necessitano di entrare attivamente a far parte nella “cultura aziendale” e della formazione del personale dipendente, cui viene riconosciuto un ruolo fondamentale nel rilevamento e nella prevenzione dei rischi e delle attività anomale.

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Dieci parole chiave per la trasformazione digitale 

Volendoli ulteriormente sintetizzare in una sorta di “top 10”, potremmo dire – usando le parole di 10 leader aziendali in prima linea nella trasformazione digitale del business e della società[4]:

  1. “Struttura e modelli di governance testati”
  2. “Capacità, governance e cultura”
  3. “Aggregare e collegare i dati”
  4. “Applicare la tecnologia digitale nella collaborazione intersettoriale” per raggiungere gli obiettivi climatici
  5. “Guidare la tecnologia come forza positiva”
  6. “Facilitare la collaborazione tra persone e tecnologia”
  7. “Incorpora obiettivi di impatto globale specifici e misurabili nel tessuto della tua attività”
  8. “Includi i rischi informatici nella strategia di sviluppo aziendale”
  9. “Stretta collaborazione tra scuole, governi, organizzazioni non profit e organizzazioni private”
  10. “I dipendenti giocano un ruolo fondamentale”.

Infine, volendo spostare per un attimo lo sguardo verso l’ecosistema nazionale e con particolare focus sui sistemi di intelligenza artificiale – che a pieno titolo rientrano negli strumenti di promozione e sviluppo del tessuto economico-, è bene fare un breve accenno alle proposte per il 2022 racchiuse in una recente pubblicazione di Ecosistema AI.

In tal senso è interessante notare come qui le parole chiave risultino essere:

– responsabilità (a livello istituzionale e individuale);

– consapevolezza;

– cultura;

– valutazione del rischio (di impatto su diritti fondamentali, specialmente dei soggetti vulnerabili);

– certificazione (dei sistemi di AI);

– conoscenza, consapevolezza, libertà;

– ruolo centrale dell’uomo e maturità umana;

– contaminazione (tra il mondo delle imprese e della ricerca);

– intreccio sinergico (tra know-how universitario e industriale);

– etica;

– formazione.

Conclusioni

Ecco, dunque, le “digital transformation’s 2022 keywords”: consapevolezza, sostenibilità, formazione, cultura, azioni concrete, responsabilità della leadership, resilienza, collaborazione, cybersecurity, data protection.

 

Note

  1. Si veda The Fourth Industrial Revolution, by Klaus Schwab, https://www.weforum.org/about/the-fourth-industrial-revolution-by-klaus-schwab.
  2. Sul punto, cfr. A. Capoluongo, “Il trattamento dei dati personali nelle operazioni societarie straordinarie”, in Compliance, SEAC, n. 2/2021.
  3. Per approfondimenti si veda anche https://www.weforum.org/agenda/2022/01/equitable-digital-transformation-business-leaders-davos-agenda-2022-digitization/.
  4. Predictions 2022: Business leaders on how can we ensure a safe and equitable digital transformation, https://www.weforum.org/agenda/2022/01/equitable-digital-transformation-business-leaders-davos-agenda-2022-digitization/.
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