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Il mercato dell’AI in Italia supera il miliardo di euro: previsioni di crescita del +40% nel triennio 2021-23

Secondo le stime di Assintel Report, l’osservatorio permanente sul mercato digitale dell’associazione nazionale delle imprese ICT di Confcommercio, curato da IDC, dagli 860 milioni di euro del 2021 si arriverà a 1,1 miliardi nel 2022, fino a raggiungere 1,4 miliardi di euro nel 2023. [...]
Paola Generali

Presidente Assintel

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Stiamo vivendo un’epoca per certi versi eccezionale, in cui l’innovazione corre a ritmi rapidissimi verso territori che fino a poco fa erano solo dei sogni letterari. Uno di questi è quello dell’intelligenza artificiale e del Machine learning, che stanno ridisegnando il mondo delle imprese. La capacità di valorizzare i dati, dentro e fuori il perimetro aziendale, si sta rivelando un vantaggio competitivo essenziale per diventare imprese intelligenti e crescere nella data economy. L’accelerazione è evidente se guardiamo al mercato dell’intelligenza artificiale (AI), che anche in Italia è in forte crescita: dagli 860 milioni di euro del 2021 si arriverà a 1,1 miliardi nel 2022 fino a raggiungere 1,4 miliardi di euro nel 2023. Stiamo parlando di un ritmo del +40% nel triennio 2021-23. Sono le nuove stime di Assintel Report, l’osservatorio permanente sul mercato digitale realizzato dall’associazione nazionale delle imprese ICT di Confcommercio e curato da IDC.

Mercato AI: l’impresa intelligente investe in Data management e Machine learning

Entro il 2023, si prevede che a livello mondiale un’impresa su quattro userà gli analytics in real-time per guidare le decisioni sia a livello strategico che operativo, affidandosi ad applicazioni e processi “aumentati” con il machine learning e l’intelligenza artificiale per raggiungere nuovi livelli di agilità e resilienza. Ovviamente saranno via via impattati molti processi aziendali: dalle funzioni di supporto (ad esempio le funzioni amministrative, di puro controllo contabile e finanziario), alla gestione del front-end (ad esempio l’automazione dei primi livelli dei servizi di supporto) e alla produzione (con un ridisegno dei processi produttivi dallo shop floor alla supply chain). Le trasformazioni saranno assolutamente non lineari da comparto a comparto e in modo particolare il mondo dei servizi andrà incontro a una profonda industrializzazione dei processi.

“Essere una Intelligent Enterprise significa rivoluzionare l’approccio stesso al proprio mondo: siamo in un contesto iper-complesso e non lineare, in cui la tecnologia è ciò che può darci un supporto per comprenderlo e prendere le giuste decisioni. Ma per farlo, ogni impresa e ogni imprenditore devono essere disposti a cambiare il proprio mindset. Questo già avviene per definizione nelle aree avanzate del comparto ICT: lo sforzo che queste imprese devono mettere in campo è quello di riuscire a entrare sempre più nei mercati delle piccole e medie aziende, facendo loro toccare con mano i benefici che questi cambiamenti tecnologici possono portare nel loro business, e da lì accompagnarle nella loro adozione”. Così Paola Generali, presidente Assintel, che volge lo sguardo sia verso il comparto delle aziende fornitrici, sia verso il mercato delle imprese, avendo un punto di osservazione privilegiato anche come presidente di EDI, il Digital Innovation Hub di Confcommercio.

Se si guarda ai programmi di investimento nelle piattaforme per il Data management e il Machine learning è possibile farsi un’idea della congiuntura eccezionale che stanno attraversando le imprese italiane di fronte alle sfide dell’intelligenza artificiale. Quando la trasformazione digitale viene guidata in misura prioritaria dall’esigenza di ottimizzare i dati aziendali per creare nuovo valore sia nei momenti decisionali che nei processi di automazione, le imprese italiane si trovano nella necessità di modernizzare gli strumenti e i processi per la Data Governance aziendale. Circa il 5% delle aziende in Italia ha pianificato un investimento nelle nuove piattaforme nei prossimi 12 mesi, con un sostanziale orientamento da parte del segmento sopra i 500 addetti, dove la percentuale si avvicina al 30%. Assintel Report stima che il segmento di mercato dei Big Data Analytics in Italia, che include hardware, software e servizi, abbia toccato un valore complessivo di circa 2,5 miliardi di euro nel 2021 e potrebbe superare i 3 miliardi di euro nel 2023.

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Fonte: Elaborazioni IDC per Assintel Report 2021

Quasi l’80% delle imprese che investono nelle nuove Data Platform sta intraprendendo un processo di riorganizzazione aziendale più o meno ampio, oltre il 60% sta cercando di realizzare nuovi modelli di interazione con i clienti oppure sta mirando a processi di internazionalizzazione e ingresso in nuovi mercati. La metà di queste imprese sta cercando di creare nuovi servizi a valore aggiunto e di affermarsi nei mercati digitali, oppure cerca di sviluppare processi di innovazione in collaborazione con start-up e altri partner. Sebbene molti di questi investimenti vengano incontro a specifici programmi di innovazione delle aziende italiane, quando la trasformazione è guidata dai dati sono chiare le premesse da cui si parte, ma non sempre sono altrettanto chiari i traguardi che si possono raggiungere, perché esiste un terzo ingrediente fondamentale della trasformazione, oltre ai dati e alle piattaforme: gli algoritmi.

Mercato AI: l’intelligenza artificiale è per gli imprenditori ambiziosi e radicali

Il Machine learning e l’intelligenza artificiale rappresentano un’area di investimento strettamente correlata alla precedente, ma con aspettative di un altro ordine di grandezza: investire negli algoritmi è il marchio distintivo degli imprenditori più innovativi, quelli che hanno una visione chiara del futuro e un’ambizione radicale al cambiamento: si tratta di meno del 5% delle imprese in Italia e circa un quinto delle grandi aziende. Tra il 15 e il 20% di queste imprese sta cercando di competere in un ecosistema globale in cui i dati, le informazioni e gli insights rappresentano il fattore chiave per vincere la competizione sul mercato.

La robotica e i droni per la gestione intelligente dei processi

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Fonte: Elaborazioni IDC per Assintel Report 2021

Robotica

Le tecnologie di robotica si stanno affermando sempre più come sistemi intelligenti che supportano in modo avanzato e sicuro le attività di business, soprattutto per i task ripetitivi che richiedono grande precisione. I casi d’uso principali oggi si rilevano nella manifattura discreta, soprattutto per le attività di saldatura e di assemblaggio (che includono fissaggio, montaggio a pressione, inserimento, avvitamento, incollaggio, montaggio, sigillatura, etc.), ma anche nell’industria di processo per le attività di mescolatura, farcitura e preparazione.

Le evoluzioni della robotica sono rapide: nel prossimo futuro assisteremo, infatti, ad interazioni sempre più forti e benefiche uomo-macchina (come nel caso dei “wearable robot” e dei “collaborative robot”) in grado di fornire numerosi vantaggi alle aziende e di migliorare l’esecuzione delle mansioni di operai e addetti di fabbriche e magazzini. Una tendenza emergente è quella della crescente integrazione dei robot con i sistemi di intelligenza artificiale con l’obiettivo di migliorare lo svolgimento di mansioni sofisticate e ragionate che oggi sono delegate all’uomo, ma anche per ottimizzare i movimenti e la comprensione da parte dei robot dell’ambiente circostante.

Droni

È, invece, decisamente emergente l’utilizzo dei droni per le attività di business. In Italia questi stanno invece registrando un certo interesse – anche se ancora in fase sperimentale – nei settori delle videoriprese, nei servizi tecnici, nel settore delle costruzioni e nell’industria. Queste soluzioni, infatti, sono potenzialmente interessanti per ottimizzare le attività di fotografie e videoriprese aeree, la sorveglianza, la manutenzione e l’ispezione all’interno di siti industriali e in infrastrutture critiche, ma anche per supportare le attività nei magazzini e nel settore della logistica, come ad esempio il ritiro e la consegna della merce, il controllo delle scorte e l’inventario. Attraverso l’utilizzo dei droni, infatti, è possibile acquisire velocemente dati e informazioni da far convergere poi con i sistemi gestionali aziendali, riducendo sia i costi sia i possibili rischi derivanti da eventuali incidenti fisici, migliorando in generale l’accuratezza della raccolta delle informazioni e la qualità del lavoro e delle operation.

Oggi sono circa 60.000 gli operatori del settore droni riconosciuti in Italia secondo gli ultimi dati dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC), anche se il mercato risulta ancora caratterizzato da difficoltà e lentezze in ambito normativo e burocratico.

Tutti gli aggiornamenti sui dati di mercato nella piattaforma online Assintel Report: https://assintelreport.assintel.it/

 

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