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Robotica avanzata nelle industrie: imprese ambiziose, ma senza una visione olistica

L'indagine "Advanced Robotics in the Factory of the Future", condotta da Boston Consulting Group ha voluto indagare le sfide e i benefici legati all’adozione della robotica avanzata nei processi industriali. Per sfruttarne appieno i vantaggi, i produttori devono sviluppare un'immagine di riferimento per la fabbrica del futuro, identificare le applicazioni più promettenti di robotica avanzata e garantire che la loro organizzazione e l'architettura del sistema siano pronte ad affrontare le sfide dell'implementazione

Claudia Costa

I sistemi di robotica avanzata rappresentano una componente chiave delle fabbriche self-controlled del futuro, pronti a trasformare le operazioni industriali portando una percezione, integrabilità, adattabilità e mobilità superiore di quella apportata dai robot convenzionali.

Le aziende sono ottimiste riguardo all’uso e al potenziale di crescita di questi sistemi nei processi produttivi, in quanto utili ad affrontare la crescente complessità dell’ambiente operativo che, negli ultimi anni, ha vissuto un aumento del numero di variazioni del prodotto, della frequenza dei lanci di nuovi prodotti e della domanda di prodotti personalizzati. Abbondanza, che sommata ai requisiti dei produttori in termini di trasparenza, produttività e flessibilità, alla carenza di manodopera e ai maggiori costi del lavoro, ha spinto ad una maggiore automatizzazione dei compiti che i lavoratori umani attualmente eseguono manualmente.

Tuttavia, nonostante la maggior parte dei dirigenti di impresa sia consapevole delle opportunità della robotica avanzata, solo in pochi hanno già adottato una strategia chiara e stabile che nei prossimi anni consenta di sfruttarne a pieno le potenzialità.

1314 dirigenti di imprese produttive di 12 Stati diversi, tra cui l’Italia, sono stati oggetto dell’indagine Advanced Robotics in the Factory of the Future, condotta da Boston Consulting Group che si è proposta indagare le sfide e i benefici legati all’adozione della robotica avanzata. Per consultare la versione integrale della ricerca, potete accedere alle pagine del sito di BCG dedicato all’indagine.

Robotica avanzata: qualche numero significativo dall’indagine BCG

Per il 52% dei dirigenti intervistati a livello globale queste tecnologie diventeranno una parte essenziale della produzione industriale entro il 2025. L’86% delle aziende internazionali intende impiegarli nel proprio sistema produttivo entro 3 anni, con un picco del 91% tra le imprese tecnologiche.

Attualmente, sono le aziende europee ed asiatiche a condurre l’implementazione di sistemi di robotica avanzati, mentre l’implementazione in Nord America procede più lentamente.

In Italia, l’87% delle imprese produttive entro i prossimi 3 anni utilizzerà robot di seconda generazione, sistemi avanzati in grado di automatizzare in maniera profonda l’attività industriale, consentendo a macchinari e dispositivi di prendere decisioni e compiere azioni in maniera autonoma, di auto-adattarsi ai cambiamenti della produzione o delle condizioni ambientali e di lavorare in situazioni di rischio.

 

La ricaduta sulla forza lavoro

Per la maggioranza delle aziende, la robotica avanzata genererà un effetto importante sulle competenze richieste al personale.

“Il modello di produzione abilitato dalla robotica avanzata produrrà una riqualificazione della forza lavoro e una nuova organizzazione della fabbrica – dice Jacopo Brunelli, Partner e Managing Director di BCG – Aumenteranno i dipendenti più qualificati e con conoscenze interdisciplinari in grado di gestire i processi produttivi automatizzati; diminuirà, invece, la domanda di forza lavoro tradizionale. Rispetto al modello tradizionale, con poche persone al vertice e una base di operai che svolgono attività semplici e ripetitive, la fabbrica intelligente del futuro avrà una gestione più orientata alla motivazione, al lavoro di squadra e per obiettivi”.

Inoltre, per gran parte dei partecipanti al sondaggio, l’utilizzo di robot avanzati inciderà sulla riduzione del numero totale di dipendenti, anche se le differenze geografiche sono evidenti. In particolare nelle società asiatiche, il 56% prevede che il numero di dipendenti diminuirà di almeno il 5% entro i prossimi cinque anni. Aspettativa molto forte nelle aziende cinesi: il 67% di loro si aspetta un calo del numero di dipendenti di almeno il 5% e il 21% si aspetta che la riduzione superi il 20%. Il 50% delle aziende in Nord America e il 44% in Europa prevedono un calo di almeno il 5%. Comunque, la maggior parte dei paesi prevede una crescita della domanda di white-collar worker.

Il gap tra volontà e azione

Se la consapevolezza dell’importanza dei sistemi avanzati di robotica sulla produzione è piuttosto diffusa, dall’indagine emerge una discrepanza tangibile: sono veramente poche le imprese hanno pianificato con precisione le tappe per affrontare questo cambiamento.

Solo un’impresa su dieci (11%) ha già implementato con successo i robot di nuova generazione nelle fasi produttive. Soltanto il 20% ha stabilito un piano per convertire la produzione nei prossimi 3-5 anni. Le altre sono frenate dall’attuale sistema di sviluppo delle nuove tecnologie, che solo dal 30% sono ritenute mature ed efficaci.

Le aziende nel settore dei trasporti e della logistica, della tecnologia e dell’automotive attualmente guidano l’implementazione della robotica avanzata. Le aziende che si occupano invece di progettazione dei prodotti, dei processi e le industrie health care restano indietro.

Come “sbloccare” il potenziale della robotica avanzata

I risultati dello studio evidenziano la necessità di un’azione efficace sia da parte delle aziende industriali che dei produttori di robot avanzati. Per vincere le sfide dei prossimi anni, secondo BCG le imprese devono cominciare ad adottare i processi della trasformazione digitale, seguendo tre linee guida:

  1. stabilire e definire l’obiettivo complessivo,
  2. acquisire e costruire competenze al proprio interno,
  3. dotarsi di un’immagine di insieme che rappresenti il funzionamento dell’intero sistema produttivo.

Complessivamente, il 92% dei partecipanti allo studio ritengono che uno o più dei fattori abilitanti chiave non siano pienamente in atto presso le loro aziende. Solo attuandoli, sarà possibile beneficiare del progresso tecnologico e sbloccare il potenziale inespresso.

 

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