Robot geminoidi, cosa sono i “gemelli” dell’essere umano

Rientrano nella categoria degli androidi, ma anziché avere sembianze proprie, queste macchine sono rassomiglianti in tutto e per tutto a esseri umani viventi e ne riproducono la voce e i movimenti. [...]
Davide Lo Prete

Analista Difesa e Sicurezza

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Il termine geminoide fa riferimento a una tipologia di robot “gemello” di un essere umano. Questo, infatti, è costruito in modo da assomigliare, sia nell’aspetto fisico che nei movimenti, a un uomo. Creati con pelle artificiale, capelli veri e uno scheletro metallico, alcuni robot di questo tipo sono perfino in grado di emulare le emozioni umane. I robot geminoidi rientrano nella categoria degli androidi, termine che deriva dal greco aner-andrós (uomo).

Il primo progetto di un robot simile viene fatto risalire al 1495 ed è attribuibile a Leonardo Da Vinci. Tuttavia, è solo nel 1973 che viene realizzato il primo vero prototipo. Si tratta del Wabot-1, un androide realizzato dalla Waseda University di Tokyo e dotato di un sistema per il controllo degli arti, uno di visione e uno per la comunicazione.

 

A dispetto degli androidi, i geminoidi si caratterizzano per essere identici nell’aspetto a specifiche persone. Il creatore più importante di questi robot è sicuramente Hiroshi Ishiguro, professore dell’Università di Osaka e responsabile all’ATR Intelligent Robotics and Communication Laboratories, che ha realizzato diverse versioni di Geminoide HI, il suo alter ego robotico. Esso è costituito di pelle siliconica, dotato di attuatori pneumatici e muscoli facciali; è in grado di sostenere una conversazione, sbattere le palpebre e simulare la respirazione. Il team guidato da Ishiguro ha impiegato quasi un anno per creare il robot: sei mesi per realizzare fisicamente il primo prototipo e tre mesi per sviluppare il software.

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Tra gli altri progetti di Ishiguro, sono da ricordare Geminoid F, talmente simile a un umano da essere ingaggiato per recitare a teatro; Repliee R1, creato a immagine e somiglianza della figlia; Repliee Q2, robot in grado di simulare movimenti involontari e cantare canzoni.

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Nel 2016 Ishiguro ha presentato il robot alla conferenza Humanlike robots and our future society nell’ambito del Romaeuropa Festival. O meglio, è stato Geminoid HI-4 a introdurre, in giacca e cravatta, il professore. L’obiettivo del professor Ishiguro è quello di integrare i robot nella vita di tutti i giorni. Per far ciò, è necessario che essi assumano delle caratteristiche estetiche e comportamentali quanto più simili agli umani, in modo che sia possibile sviluppare una vera e propria relazione uomo-macchina. Ciò rappresenta una grande sfida nell’ambito della robotica; in particolare, sarà fondamentale capire che effetto avrà sugli esseri umani l’interazione con i robot e fino a che punto questi saranno in grado di emulare i comportamenti e le emozioni umane.

Video: Come è fatto un robot geminoide – Geminoid F, Università di Osaka

Problematiche presenti dei geminoidi

Tali sviluppi, però, hanno sollevato numerose critiche. Ciò che preoccupa di più, è la possibilità che tali robot acquisiscano un grado di autonomia tale da poter nuocere agli esseri umani. Una visione, questa, ben rappresentata nel romanzo e poi nel riadattamento cinematografico “Io, Robot”. Questa problematica non è cosa nuova. Già Isaac Asimov aveva individuato tre leggi (leggi della robotica) a cui i robot devono sottostare, affinché essi rimangano “al servizio” dell’uomo. I robot non possono arrecare un danno a un essere umano, deve sempre obbedire agli ordini che questo impartisce e deve salvaguardare la propria esistenza. La legge zero, postulata in seguito, sancisce che un robot non può danneggiare l’umanità.

La roboetica, poi, si è posta il problema se considerare o meno tali robot come degli esseri viventi. Questo si applicherebbe in modo particolare agli androidi e ai geminoidi. Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, infatti, ha reso possibile che taluni robot siano in grado, addirittura, di provare emozioni. Il dibattito attorno a tali problematiche, quindi, si rivela particolarmente importante, in quanto si pongono delle questioni sociali e culturali che potranno concretizzarsi nel prossimo futuro. Questo, almeno, secondo la visione di alcuni studiosi, in primis Ishiguro, che ritengono imminente l’era della robotica.
La roboetica, quindi, potrà aiutare gli esseri umani a tenere a mente quale debba essere lo scopo degli sviluppi e delle scoperte tecnologiche: migliorare il benessere della società e degli esseri umani.

Sviluppi futuri dei geminoidi

Sebbene, poi, la maggior parte della robotica si concentri sui robot industriali, lo sviluppo dei geminoidi rappresenta un grande passo in avanti nel campo della scienza. Ishiguro ha dichiarato di aver sperimentato una sorta di effetto di “transfer”, riuscendo quasi a percepire la sensazione di contatto quando la gente tocca il suo geminoide.
Sviluppare robot in grado di emulare i comportamenti umani permette di effettuare degli studi che abbiano risvolti anche per gli esseri umani. Sebbene non sia stato ancora possibile creare un’intelligenza artificiale che eguagli il livello di quella umana, le ricerche future potrebbero permettere di avvicinarsi ulteriormente, in modo tale da creare robot autonomi, il cui comportamento risulti di particolare interesse per comprendere quello umano.

 

 

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