tecnologia

Smartphone e AI, la svolta è vicina



Indirizzo copiato

Humane, un’azienda fondata da due ex Apple, propone un nuovo dispositivo, chiamato AI Pin, privo di tastiera e display, comandabile dalla voce, in cui sono integrati nativamente Bard e ChatGPT. Avrà successo?

Pubblicato il 13 nov 2023

Edoardo Facchini

Docente MIUR e formatore networking e informatica di base



Humane AI Pin

Siamo quotidianamente abituati a digitare, scorrere pagine, scrivere post, messaggi, chiamare. Con l’arrivo dell’intelligenza artificiale, tutti i produttori di dispositivi pensano a integrarla nei propri prodotti per essere al passo con i tempi, migliorare le prestazioni e – forse – giustificare la crescita di prezzi che osserviamo, soprattutto per i top di gamma.

Google e Apple, cosa stanno facendo?

In questa corsa all’AI, infatti, si assiste tra gli altri a:

  • Google che nel suo Pixel 8 integra l’IA, per:
    1. Modificare le immagini (migliorare i colori, rimuovere soggetti o oggetti non desiderati, rendere più nitida, definita la foto, prelevare persone o cose per inserirle altrove)
    2. Riconoscimento vocale e delle immagini
    3. Rimozione di rumore negli audio e, soprattutto nei video
    4. Trascrivere le conversazioni del possessore che registra identificando i partecipanti
    5. Tutte le funzioni di assistente virtuale che già il suo assistente vocale e Bard ci hanno portato a conoscere
  • Apple, suo concorrente diretto, che talmente impressionato dall’efficacia dell’uso dell’AI fornita dal Pixel 8 della casa di Mountain View ha deciso di bloccare lo sviluppo dell’aggiornamento di iOS 18 per renderlo ancora più performante.

Sarà una guerra di prestazioni? Gli altri produttori come reagiranno? In questo periodo fioccano test comparativi, studio delle strategie e modifiche dei software.

Humane AI Pin, il terzo incomodo: game changer o ennesimo Icaro?

Mentre tutti pensano a come migliorare l’esperienza utente sui dispositivi fisici, Humane, una società creata da due ex Apple, come primo passo riduce all’essenziale proprio la fisicità del possibile nuovo smartphone. Propone infatti un dispositivo, chiamato AI Pin, che presenta le seguenti caratteristiche:

  1. nessuna tastiera, solo un touchpad per attivare il comando vocale;
  2. schermo assente, sostituito da un proiettore pensato per vedere le informazioni sul palmo della mano;
  3. integrazione natia con le soluzioni di intelligenza artificiale di Microsoft e OpenAI;
  4. fotocamera da 13 Megapixel
  5. batteria grande come una clip per abiti
  6. sensori per i comandi tramite gesti e riconoscimento vocale (la voce è il modo con cui sarà possibile comandarlo);
  7. led per le notifiche
  8. soluzioni da digital companion ora presenti in Bard e ChatGPT (che integra nativamente).
AI Pin

Humane AI Pin, alcune considerazioni

Leggendo queste prime informazioni vengono in mente alcune considerazioni sui punti di rottura che questo nuovo contendente porta. Di seguito elenco le principali.

Fotografia

Una delle prime caratteristiche che tutti i recensori di smartphone valutano è la quantità di megapixel di cui ogni nuovo uscito dispone. Ormai 12 MP è prerogativa di terminali di almeno 5 anni, anche nella fascia più economica.

D’altra parte, la struttura dell’AI Pin con uno spazio ridottissimo fa pensare che sarà molto difficile integrare moduli più performanti. Lato utente, dunque, come ci si potrà “accontentare” di prestazioni così “modeste” se comparate ai 50 MP di un Pixel 8 o di un molto più economico Redmi Note 12 o ai 48 degli IPhone 15?

Ormai il cellulare ha sostituito videocamera e fotocamera: questi torneranno a essere di nuovo necessari?

The Disappearing Computer — and a World Where You Can Take AI Everywhere | Imran Chaudhri | TED

Fisico e redditività

Sulla tastiera, nelle sue varie forme, abbiamo sviluppato un’abitudine ormai consolidata. Anche l’ultimo arrivato, il foldable che Samsung ha introdotto e che solo ora sembra essersi ritagliato una quota di mercato che lo rende profittevole, non ha scalfito questo must.

Chi, come Apple, ottiene una parte significativa del proprio fatturato dall’iPhone, icona non solo di tecnologia, come si comporterà se la tendenza al minimalismo che AI Pin evidenzia dovesse diventare predominante?

La casa di Cupertino potrebbe sviluppare una strada alternativa: si è spesso annunciato che la strategia di crescita prevede una quota crescente di reddito proveniente dai servizi. La novità potrebbe essere, ma questa appare al momento fantascienza (e fanta-economia…), che Apple sviluppi una propria intelligenza artificiale che porti il futuro iPhone a essere solo un punto di accesso al nuovo chatbot.

È solo un’ipotesi per provare a immaginare uno scenario al momento futuristico.

D’altra parte, si pone anche un altro punto: come si dovrebbero muovere tutti i produttori di accessori per smartphone? Se gli schermi saranno le pareti o i palmi delle mani, a cosa potrà servire un connettore che collega lo schermo dello smartphone a un monitor?

Esperienza utente e prezzi

Come sempre sarà l’utente a decretare il successo o l’insuccesso di una novità tecnologica. Limitiamoci a osservare alcuni elementi:

  • Nell’ultimo anno, negli Usa, abbiamo avuto una riduzione delle consegne di smartphone del 19% (dati Counterpoint Research). Sicuramente la crisi economica e la ridotta capacità di spesa dell’utente medio hanno avuto una forte influenza. Il nuovo nato arriva sul mercato a un prezzo di 699 dollari, costo non certo per tutte le tasche, seppure le sue caratteristiche lo giustificassero. Tale scelta fa dunque pensare a una precisa identificazione del target di riferimento (medio-alto).
  • L’uso di AI Pin richiede un periodo di adattamento che potrebbe essere anche lungo (non tutti sono abituati a proiettare lo schermo sul palmo della mano per vedere cosa è arrivato). Come influirà ciò sul livello di adozione della nuova soluzione?
  • L’intelligenza artificiale diventa essenzialmente il nostro compagno di vita, la sintesi vocale diventa un must per utilizzarlo. I problemi di protezione dei dati, così, saranno un punto non tralasciabile.
  • Che fine faranno i feature phone o gli smartphone per persone con vista ridotta che attualmente sono sul mercato? Di sicuro i comandi vocali e la possibilità di ascoltare quanto si riceve o si scrive (preferibilmente tramite auricolare già previsto) potrà essere anche un facilitatore, ma la curva di apprendimento non sarà così stretta.

Articoli correlati

Articolo 1 di 3