Raymond Kurzweil, chi è e le previsioni del futurologo

Dai primi passi nel mondo dell’informatica fino all'incarico in Google, alle aziende e alle invenzioni: scanner per riconoscimento vocale, omni-font, Lexis Nexis, strumenti musicali elettronici. E poi le opere, fino al concetto di “singolarità” e alle sue previsioni divenute celebri [...]
Marina Rita Carbone

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Inventore, saggista e figura di spicco del transumanesimo, Raymond Kurzweil è stato una delle figure più importanti dell’ultimo secolo e un visionario nel settore dell’intelligenza artificiale.

Alcune delle sue predizioni sull’intelligenza artificiale hanno precorso i tempi, fornendo un quadro più dettagliato di quelli che potranno essere i progressi, nel futuro, della tecnologia e dell’intelligenza artificiale.

Chi è Raymond Kurzweil

Raymond Kurzweil è un personaggio decisamente eclettico. Ingegnere capo di Google, inventore e saggista statunitense, ha fornito un contributo estremamente rilevante nel campo del riconoscimento ottico dei caratteri, della sintesi vocale (la tecnica mediante cui è possibile riprodurre artificialmente la voce umana) e, più in generale, del riconoscimento digitale del parlato.

A Kurzweil, in particolare, va il merito di aver inventato la prima macchina di riconoscimento vocale e lettura del testo stampato per i non vedenti, o lo scanner piano per il riconoscimento vocale, così come il primo sintetizzatore musicale a riprodurre fedelmente il suono di un pianoforte.

All’interno di Google, Kurzweil si occupa di studiare le modalità mediante cui i computer possono svolgere una serie di attività legate al linguaggio, come elaborazione, interpretazione, comprensione e utilizzo del linguaggio umano all’interno di specifici contesti e applicazioni quotidiane. Detti software sono funzionali anche allo sviluppo delle intelligenze artificiali, che si interfacciano all’uomo anche mediante l’analisi del parlato e del contesto in cui l’utente si trova.

Mediante le sue pubblicazioni e le sue invenzioni, Kurzweil ha spesso precorso i tempi, affrontando anche il tema del progresso tecnologico esponenziale e dei suoi potenziali rischi.

Kurzweil Raymond
Raymond Kurzweil agli inizi della sua carriera (foto: Academy of Achievements)

Vita e invenzioni

Da bambino, Kurzweil imparò i fondamenti dell’informatica, grazie alla figura dello zio ingegnere. Appassionato lettore di romanzi di fantascienza, a soli 15 anni, nel 1963, scrisse il suo primo programma, finalizzato all’elaborazione di dati statistici.

Il programma elaborato da Kurzweil fu poi utilizzato dai ricercatori di IBM, a dimostrazione dell’incredibile talento di cui Kurzweil medesimo disponeva.

Nel corso degli anni successivi, Raymond Kurzweil si dedicò alla progettazione di ulteriori programmi, e, in particolare, di un software di pattern recognition, che riusciva a sintetizzare dei pezzi musicali propri partendo dall’analisi di opere di compositori classici con stili simili. L’enorme talento dimostrato nel campo dell’ingegneria informatica gli consentì di ottenere numerosi premi e di essere ammesso al MIT.

Proprio negli anni di studio universitario, Kurzweil aprì la sua prima azienda, dopo aver sviluppato un programma, denominato “Select College Consulting Program”, il cui scopo era quello di efficientare il processo di abbinamento degli studenti alle rispettive università. Il programma, più nel dettaglio, consentiva, mediante migliaia di criteri differenti, che mutavano per ciascuna università, di selezionare gli studenti ammessi sulla base delle risposte fornite dagli stessi ai questionari orientativi ricevuti.

La società, ancora in una fase embrionale, fruttò a Kurzweil, nel 2006, 100.000 dollari, e gli consentì di fondare la Kurzweil Computer Products, Inc., con la quale si dedicò allo sviluppo di un complesso sistema di riconoscimento dei caratteri di nome “omni-font”; il sistema rivoluzionava il modo mediante cui gli scanner riconoscevano i caratteri, e rappresentava il punto di svolta per la creazione di strumenti che consentissero ai non vedenti di comprendere in modo efficace dei testi scritti, ove abbinato ad uno strumento di sintesi vocale.

Si trattava senz’altro di una macchina che necessitava di ulteriori implementazioni, e di dimensioni più che rilevanti: occupava, infatti, un’intera scrivania nella sua versione finale. Ciononostante, la macchina fu anche commercializzata, e utilizzata da società come Lexis Nexis per acquisire ingenti quantità di documentazione (nello specifico, documentazione legale) da inserire all’interno di database.

Raymond Kurzweil

Raymond Kurzweil nel 1986 con la schermata del software da lui realizzato (foto: Academy of Achievements)

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Kurzweil, poi, sviluppò diversi sistemi di riconoscimento vocale, destinati sia al settore della musica elettronica (e, in particolare, alla simulazione del suono di diversi strumenti), che allo sviluppo di sistemi di riconoscimento vocale. Nel 1996, con la Kurzweil Educational Systems, si dedicò anche alla creazione di tecnologie che potessero essere di ausilio, nel contesto scolastico, a persone con alcune disabilità come cecità, dislessia, deficit di attenzione da iperattività, mediante la conversione del testo in parlato.

A questo progetto fecero seguito altri prodotti destinati al settore medico, creativo, e finanziario, basati sempre sullo sviluppo di sistemi di analisi complessa; in poche parole, dei sistemi che costituivano il fondamento degli odierni sistemi di intelligenza artificiale.

Kurzweil Piano Stage SP1

Raymond Kurzweil, le opere

Kurzweil, come già detto, non è solo un inventore ma un saggista e uno scrittore, le cui tematiche spaziano dalla nutrizione allo studio del funzionamento del cervello per la creazione di avanzati sistemi di intelligenza artificiale che possano emulare l’uomo.

Nel suo primo libro, The Age of Intelligent Machines, del 1990, Kurzweil discute, in particolare, della storia dell’AI e dei suoi possibili sviluppi nel futuro, collaborando con alcuni esperti nel campo dell’intelligenza artificiale.

Il libro costituisce una base solida per la piena comprensione dell’enorme potenziale scientifico rappresentato dalle “macchine intelligenti”, e si sofferma anche sulle profonde implicazioni filosofiche, economiche e sociali connesse al loro utilizzo.

A questo libro fanno seguito due saggi fondamentali per il settore dell’intelligenza artificiale:

  • The Age of Spiritual Machines (1998), concentrato sull’approfondimento delle teorie di Kurzweil stesso sul possibile futuro della tecnologia e dell’intelligenza artificiale e sull’analisi delle tendenze dell’evoluzione biologica e tecnologica;
  • The Singularity Is Near (2005), un saggio in cui l’inventore spiega cosa debba intendersi con il termine di “singolarità”, trattandosi, in poche parole, di un punto in cui gli avanzamenti tecnologici avvengono con tale rapidità da impedire all’umanità di starvi dietro, finendo per essere “tagliati fuori dal ciclo” e sancendo la supremazia dell’intelligenza artificiale e degli umani “migliorati” sull’uomo, per come oggi lo intendiamo.

Raymond Kurzweil

La “singolarità è vicina”

All’interno del saggio “La singolarità è vicina”, Raymond Kurzweil sembra quasi restituire al lettore uno scenario apocalittico: in realtà, il futuro predetto dallo scrittore rappresenta esclusivamente una diversa concezione di umanità e di unione tra il biologico e il tecnologico.

Kurzweil, infatti, afferma che la singolarità permetterà all’uomo di migliorarsi, sia nel corpo che nella mente, e che l’idea di un’intelligenza artificiale in grado di sottomettere a sé l’intera umanità rappresenta esclusivamente un’invenzione della letteratura: “Ciò che già sta accadendo” ha affermato nel corso di un’intervista, “è che le macchine ci stanno potenziando. Ci stanno rendendo più intelligenti”.

All’interno del saggio, più nello specifico, Kurzweil descriva la singolarità come un fenomeno che risulta dalla combinazione di differenti tecnologie: la genetica, la nanotecnologia e la robotica, al cui interno si colloca l’AI medesima.

È inoltre possibile riassumere i concetti principali del libro in quattro postulati:

  • è possibile giungere, a un punto nell’evoluzione tecnologica, noto come singolarità;
  • il progresso tecnologico avanza verso la singolarità a ritmo esponenziale, secondo la “legge dei ritorni acceleranti”, una teoria secondo cui il progresso, per l’appunto, non è lineare ma esponenziale;
  • la funzionalità del cervello umano può essere quantificata in termini di tecnologia che è possibile costruire nel prossimo futuro;
  • i progressi della medicina potranno consentire all’uomo, mediante dei nanorobot, di vivere sufficientemente a lungo da poter consentire questo progresso esponenziale e il raggiungimento della singolarità, assistendo al superamento delle capacità dell’AI su quelle del cervello umano.

L’unione tra uomo e robot, in particolare, consentirà al cervello umano di eseguire quel salto di qualità che si rende necessario per il raggiungimento della singolarità, e il possibile collegamento della mente umana ad un “cloud”, un luogo virtualmente infinito che permetterà di trascendere i limiti del pensiero biologico.

Le previsioni azzeccate e le future previsioni

All’interno dei suoi saggi, Raymond Kurzweil formula numerose previsioni, alcune delle quali si sono effettivamente avverate, e molte delle quali appaiono oggi del tutto realizzabili. Tra queste, ad esempio, Kurzweil, prevedeva che lo sviluppo tecnologico avrebbe consentito al computer di battere a scacchi i migliori giocatori umani entro il 1998, cosa che poi effettivamente avvenne nel maggio 1997.

Kurzweil ipotizzò correttamente, inoltre, che entro la fine degli anni Novanta molti documenti sarebbero esistiti solo su computer o nel web, e che sarebbe stato normale corredarli con suoni, animazioni e video che ne avrebbero reso impossibile il trasferimento degli stessi in un formato cartaceo.

Non solo: affermò che i telefoni cellulari sarebbero stati estremamente popolari, e che le loro dimensioni sarebbero progressivamente diminuite.

Nel 2005, in un TED Talk, Kurzweil teorizzava, precorrendo parzialmente i tempi, che entro il 2010 “i computer scompariranno. Saranno così piccoli”, diceva, “che saranno incorporati nei nostri vestiti, nell’ambiente. le immagini saranno scritte direttamente sulla nostra retina, fornendo una full-immersion di realtà virtuale, una realtà reale migliorata. Interagiremo con personalità virtuali”.

Prevedeva, poi, che nel 2029 l’uomo avrebbe completato la riproduzione del cervello umano mediante la tecnologia, permettendo ai computer di superare la potenza del cervello umano, in termini di capacità. “Le macchine possono condividere la loro conoscenza molto rapidamente, ma non si tratta solo di un’invasione delle macchine intelligenti. Ci fonderemo con la nostra tecnologia”.

Continuava affermando che i nanorobot saranno usati, inizialmente, per applicazioni medico-sanitarie, o ambientali, per poi essere utilizzati come strumenti di potenziamento del cervello umano, mediante l’interazione di questi con i nostri neuroni biologici. Tramite l’interazione con i neuroni, l’uomo potrebbe vivere un’esperienza virtuale come se fosse reale, coinvolgendo tutti e cinque i sensi, ed espandere la propria intelligenza.

Saremo in grado di fabbricare quasi qualsiasi cosa ci serve per gli anni 2020”, affermava, “dall’informazione, a materie prime molto economiche, usando la nano-tecnologia. Queste sono tecnologie molto potenti. Danno pieno potere sia alla nostra promessa, che al nostro pericolo. Così dobbiamo avere la volontà di applicarle ai problemi giusti”.

Video: Raymond Kurzweil alla Super Nova Conference Antwerp (Belgio) 2018

Previsioni future

In un TED Talk del 2014, poi, Kurzweil affermava che “Fra cinque o dieci anni da adesso i motori di ricerca saranno basati non solo sulla ricerca di combinazioni di parole e collegamenti, ma sulla reale comprensione, sulla comprensione che deriva dalla lettura di miliardi di pagine sul web e sui libri. Un giorno, passeggiando, Google si attiverà all’improvviso dicendo “Sai Mary, un mese fa eri preoccupata che il tuo integratore di glutatione non andasse oltre la barriera emato-cefalica. Esattamente tredici secondi fa una nuova ricerca ha scoperto un nuovissimo approccio e un nuovo modo di prendere il glutatione. Lascia che te ne faccia un riassunto.

Ribadiva, poi, l’importanza dei nanorobot, alla luce del crescente rimpicciolimento della tecnologia: “Entreranno nel nostro cervello attraverso i capillari e in pratica collegheranno la nostra neurocorteccia a una neurocorteccia nel cloud che fungerà da estensione alla nostra neurocorteccia. Mi spiego: oggi avete un computer nel vostro cellulare, ma se avete bisogno di 10.000 computer per pochi secondi per effettuare una ricerca complessa, potete effettuarla per qualche secondo nel cloud. Nel 2030 se avrete bisogno di un po’ di neurocorteccia in più, sarete in grado di collegarvi a quella del cloud, direttamente dal vostro cervello. […] Così i nostri pensieri saranno un ibrido fra pensiero biologico e non-biologico e la parte non-biologica sarà soggetta alla mia legge sul ritorno accelerato. Crescerà in modo esponenziale. Ricordate cos’è successo l’ultima volta che la nostra neurocorteccia è aumentata? È successo due milioni di anni fa, quando siamo diventati umanoidi e abbiamo sviluppato questa fronte ampia. Gli altri primati hanno una fronte inclinata. Non hanno la corteccia frontale. La corteccia frontale non è differente dal punto di vista qualitativo. È un’espansione della neurocorteccia, ma questa quantità aggiuntiva di pensiero è stato il fattore che ci ha permesso di fare il salto qualitativo e di inventare il linguaggio, l’arte, la scienza, la tecnologia e le conferenze TED. Nessun’altra specie l’ha fatto”.

Questa volta, afferma Kurzweil, l’espansione della mente avverrà senza limiti: questo sarà il vero fattore che consentirà all’uomo di fare un ulteriore salto avanti nella cultura e nella tecnologia, arrivando sempre più vicino alla singolarità.

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