Cognitive computing Ibm, cosi Blueit ha trionfato alla Watson Build Challenge con bioBotGuard
21 settembre 2018
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«Così l’Intelligenza Artificiale rivoluziona l’AgriFood», il caso di Blueit che con b.digital trionfa alla Watson Build Challenge e sbarca in America

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Marco Maria Lorusso

Cognitive computing IBM, un caso di successo concreto, nuovo ma soprattutto, italiano. Un trionfo, netto, concreto, tutto made in Italy. Blueit, system integrator italiano, con la sua società b.digital ha vinto le recenti WatsonBuild European Finals a Cannes. Un prestigiosissimo premio continentale firmato IBM. Una storia fatta di passione, intelligenza e integrazione che si prepara ora a sbarcare a New York per la finale mondiale. Ecco i dettagli del progetto che si propone di rivoluzionare l’agrifood

Metti un drone, o tanti droni, metti una telecamera ad alta definizione, metti l’Intelligenza Artificiale e la capacità di elaborare immagini da parte di Watson… mischia con parecchia passione e otterrai il progetto che, proprio in queste ore, sta per sbarcare a New York per gareggiare, a livello mondiale, con tutte le eccellenze globali che hanno aderito al Watson Build Challenge.

Una competizione prestigiosa che IBM ha lanciato da tempo, prima a livello europeo e poi globale proprio per incentivare i propri partner a sviluppare idee, concrete, di business da costruire grazie alla potenza del cognitive computing di Watson.

Una competizione alla quale, un po’ per gioco e un po’ per sfida Paolo Mazza, CEO di b.digital e Marketing & Innovation Director di BlueIT, con il suo entusiasmo contagioso di sempre, ha aderito la scorsa primavera ritrovandosi poi catapultato in quello che sta diventando un autentico caso di successo mondiale.

Watson Build Challenge, l’idea e il trionfo di b.digital

«Proprio cosi – racconta Mazza emozionato in esclusiva per AI4Business e Agrifood.tech – b.digital è la nuova azienda nata all’interno di Blueit come Cognitive InnovationLab. Proprio all’alba della scorsa primavera, abbiamo sentito del Watson Build Challenge dedicato ai partner IBM e, soprattutto dopo aver visitato i numerosi eventi organizzati in Italia da IBM sul tema del cognitive e dell’Intelligenza Artificiale, ci siamo resi concretamente conto che era la sfida giusta al momento giusto. Una leva strategica per mettere alla prova la nostra nuova realtà e avere dei tempi precisi di sviluppo. Non solo, per noi si trattava di una occasione molto importante per dare ancora più concretezza ai quei discorsi intorno ad un mercato per noi decisivo come l’agrifood che stavamo portando avanti da diverso tempo. Proprio l’agrifood infatti, nella nostra visione e in quello che il mercato mondiale ci sta raccontando, è un settore, per altro vitale per l’Italia, in cui l’Internet delle cose e soprattutto l’Intelligenza Artificiale, sono in grado di portare vantaggi dirompenti. Vantaggi che permetteranno, per esempio, a tutto il mondo BIO di controllare meglio la propria produzione e, soprattutto, di aumentare i propri margini. In questa fase – spiega ancora Mazza – il mercato e i clienti non sono ancora prontissimi, dunque avere l’opportunità di un simile contest è stato per tutti noi molto prezioso proprio per accelerare al massimo la curva di apprendimento e permetterci ora di essere pronti per un mercato pronto a esplodere».

 

Il team di b.digital alla premiazione europea di Cannes della Watson Build Challenge

Watson Build Challenge, la svolta del progetto bioBotGuard

Nasce proprio da un simile ragionamento l’idea e la pratica di presentarsi alla competizione con un progetto come bioBotGuard un progetto che, come detto, nel giro di poco tempo brucia ogni competizione e trionfa, nelle scorse settimane, alle finali europee di Cannes. «Si tratta – racconta Mazza – di un prototipo che utilizza la convergenza di diverse tecnologie: i droni, la fotocamera ad alta risoluzione e il riconoscimento visivo Watson per aiutare l’industria AgriFood a ottenere redditività. I droni infatti volano su un campo per catturare immagini geo-referenziate ad alta risoluzione che, dopo una complessa tecnica di preprocessing, possono essere analizzate da Watson Visual Recognition per individuare insetti dannosi. L’esito è una mappa con aree evidenziate secondo il rischio di attacchi di insetti, che possono essere passati come mappe geo-referenziate ad un altro drone, al fine di operare il campo con un fito-trattamento localizzato o il rilascio di insetti antagonisti».

Watson Build Challenge e bioBotGuard, i test con la Dorifera ad Oreno e gli sviluppi possibili nei vigneti

Un progetto la cui maturità ha colpito tutti i giudici, «proprio così – racconta Mazza – ci hanno detto che non si aspettavano un simile livello di concretezza. Per noi si sono incasellate una serie di coincidenze positive. Non avevamo molto tempo e l’unico test possibile tra maggio e settembre erano i campi delle famose patate bianche DOP di Oreno. Piantagioni ad alto valore che sono spesso attaccate da un insetto nocivo specifico, la Dorifera. Abbiamo così fatto volare il drone per i test, catturato le mappe di immagini e provato le tecnologie integrate. I risultati sono stati stupefacenti al punto da aprire, ora, importantissimi ragionamenti fattivi in ambiti più estesi come i fiori in Olanda o le colture di Uva, non solo in Italia, ma, per esempio, in Australia dove i vigneti hanno estensioni enormi e l’uso di droni per mappare, individuare malattie o insetti nocivi per trattare le colture può rappresentare una svolta».

Watson Build Challenge e bioBotGuard, i modelli di business

Vigneti dunque e tutto il mondo agricolo, bio, che cerca, come l’oro, possibilità di ridurre costi di gestione, sempre molto elevati, per riuscire ad aumentare margini e competitività sul mercato. «Esattamente – racconta Mazza -. Il tema del PrecisionFarming, nella nostra visione, è un modo per cambiare il mondo facendo diventare il cibo di alta qualità uno “standard” per tutti, una rivoluzione concretissima che è a portata di mano ormai a livello tecnologico». Venendo alla pratica comunque, ora Mazza con il team di b.digital sta studiando anche i modelli di business applicabili a questo progetto. «Essendo Blueit nata e cresciuta nel mondo dei Servizi, stiamo studiando un modello di business che sarà basato sul paradigma as-a-Service– spiega Mazza -. Il cliente ha a disposizione un servizio di monitoraggio continuo dei campi tramite Droni, riceve report che gli dicono a che punto è la coltivazione e soprattutto i rischi che corre a livello di parassiti o malattie e, come servizi aggiuntivo, decide se chiedere a noi di intervenire con i Droni per effettuare il trattamento localizzato automatico, oppure se è il cliente stesso ad occuparsene per conto suo. Il tutto può essere gestito da remoto, facendo diventare b.digital un provider di sistemi di monitoraggio e controllo delle coltivazioni».

 

Watson Build Challenge e bioBotGuard ora la finale mondiale a New York

Ma non è finita, come si diceva, per bioBotGuard proprio in questi giorni è in arrivo una nuova sfida globale. Dopo aver vinto il titolo europeo b.digital rappresenterà l’Europa con bioBotGuard alle New York Worldwide Finals della Watson Build Challenge che partiranno il 2 novembre.
In tempo reale, aggiorneremo questo report con tutti gli aggiornamenti.

Il team di d.digital è ora in partenza per New York dove dal 2 novembre partiranno le finali mondiali della Watson Build Challenge

 

 

 

 

 

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