Cos’è un robo advisor, il consulente finanziario virtuale basato su AI

Grazie ad algoritmi personalizzati, una volta individuata la soglia di rischio da parte dell’investitore, la robo advice gestisce le operazioni più opportune per massimizzare i rendimenti, orientando le scelte in modo da garantire che eventuali perdite in ogni caso non superino determinati limiti predefiniti. Un mondo ancora poco conosciuto [...]
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Dopo l’iniziale periodo di sconvolgimento generato dall’arrivo improvviso del Coronavirus, è giunto per le varie industries il tempo di iniziare a pianificare in modo proattivo le attività di “risollevamento” e a pensare al mondo in una visione “post Covid-19”, prevedendo scenari e soluzioni in grado di garantire prospettive di ripresa e (non lo si deve escludere) di ri-crescita.

Digitalizzazione prima dell’emergenza sanitaria

Prima dell’emergenza sanitaria, nel mondo del business i professionisti parlavano di trasformazione tecnologica, innovazione, industria 4.0; poi, lo scenario così future-orientated sembra essersi arrestato.

La verità è che proprio in questo momento la società in cui viviamo ha bisogno di tornare a recuperare certezze: da una parte, le companies hanno bisogno di rinnovarsi e affrontare l’imminente futuro con cambiamenti nel modo di fare business; dall’altra, i cittadini e i consumatori hanno necessità di riaffidare i propri affari agli attori del mercato che riusciranno a garantire solidità, continuità e, soprattutto, trasformazione.

È, dunque, inevitabile ristabilire un approccio rivolto verso i temi dell’innovazione tecnologica, del cambiamento dei processi operativi e delle strategie, del potenziamento dei canali di offerta di servizi digitali, del rafforzamento dei sistemi di sicurezza delle infrastrutture IT in un mondo inevitabilmente proiettato in una situazione in cui la fisicità dei beni e dei servizi sta regredendo e cedendo il passo alla fluidità e alla rapidità dei canali digitali.

Questo periodo, in verità, per alcuni settori di business potrà essere considerato un vero e proprio trampolino di lancio per fare la differenza sul mercato. Tra questi, un esempio più che evidente, può evidenziarsi quello delle industrie del risparmio.

L’approccio dei risparmiatori all’investimento già da alcuni tempi addietro stava timidamente avvicinandosi a graduali forme di consulenze virtuali o investimenti finanziari digitali. Ancora in pochi oggi, tuttavia, conoscono il mondo della robo advice, la consulenza finanziaria automatizzata.

Il processo di digitalizzazione che, per le ragioni suindicate, diverrà inevitabilmente centrale per le tutte le companies, costituiva già un punto di forza nei sistemi di robo advice che, tuttavia, fino ad ora hanno avuto alcune difficoltà ad affermarsi sul mercato adagiato su canali più tradizionali. Secondo le statistiche, si assisterà a un’imponente crescita di tali servizi in grado di rispondere oggi, più di ogni qualsiasi altro momento, alle esigenze di un mondo in via di ripresa.

Lo scenario degli investimenti finanziari

Le piattaforme online dedicate agli investimenti finanziari hanno iniziato a farsi largo poco più di dieci anni fa e, probabilmente, non è un caso che la loro nascita sia avvenuta in un periodo di crisi, la crisi finanziaria del 2008, analogo – per certi aspetti – a quello che stiamo vivendo.

In quella contingenza storica, infatti, i piccoli investitori avevano iniziato a cercare gestori di servizi d’investimento che proponevano le commissioni più basse: la risposta arrivò da alcune start-up americane in grado di offrire, in cambio di piccoli depositi iniziali e con commissioni minime, strumenti di pianificazione finanziaria basati su algoritmi e capaci di fornire consulenza e investire in base alla raccolta di informazioni, sondaggi procedure completamente online e automatizzate.

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Non solo negli USA: anche in Cina, Regno Unito, Canada, Germania si è subito assistito a una rapida espansione di questo mercato. Le stesse istituzioni internazionali e varie Autorità nazionali di controllo hanno iniziato a riconoscere non solo i rischi collegati alla robo advice ma anche gli inevitabili vantaggi, soprattutto per l’abbattimento di alcune peculiarità tipiche della consulenza tradizionale.

Cos’è la robo advice

La robo advice è un vero e proprio servizio web totalmente digitalizzato, un consulente finanziario virtuale in grado di gestire portafogli finanziari personalizzati e adattati in base alla tipologia di risparmiatore o investitore che vi fa ricorso.

Tutto avviene attraverso la somministrazione di un test all’utente che intende investire online: il cliente o il potenziale cliente descrivono il proprio profilo di rischio e individuano gli obiettivi che intendono perseguire in via ipotetica tramite il canale digitale; gli algoritmi alla base del sistema permettono la pianificazione di un progetto di investimento. Trattasi di un processo interamente automatizzato di gestione di dati e di portafogli grazie a meccanismi di intelligenza artificiale.

Una volta individuata la soglia di rischio da parte dell’investitore, la robo advice gestisce le operazioni più opportune per massimizzare i rendimenti, orientando le scelte in modo da garantire che eventuali perdite in ogni caso non superino determinati limiti predefiniti.

Il ventaglio di possibilità offerte agli investitori è peraltro variegato perché le tipologie di robo advice sono varie: si passa, infatti, dagli strumenti quasi totalmente automatizzati, ove il consulente finanziario definisce solo gli asset oggetto d’investimento ai servizi in cui le decisioni di investimento restano comunque affidate all’utente, tramite piattaforme online.

La consulenza automatizzata risulta innovativa nei processi ma è è soggetta ai medesimi requisiti normativi dei servizi finanziari tradizionali (si pensi alla supervisione da parte della Consob sul mercato italiano).

Pro e contro della robo advice

Il risparmiatore, in questo modo, si orienta verso un canale che elide il rapporto one-to-one con il consulente finanziario in persona e si affida a uno strumento che consente autonomamente di monitorare in qualsiasi momento le operazioni, h24.

Nel periodo che stiamo vivendo, inoltre, i consumatori hanno bisogno di aiuto, tanto per risparmiare quanto per investire, proprio come era accaduto durante la già citata crisi economica del 2008, considerando altresì che, in generale, gli investitori italiani una bassa propensione all’utilizzo della consulenza finanziaria.

Uno degli obiettivi della robo advice, quindi, è quello di raggiungere un’ampia fascia di utenti che non riescono ad accedere ai tradizionali canali d’investimento, solitamente più costosi, colmando così il cosiddetto “advice gap”, utilizzando l’espressione della Consob. L’accettazione dell’affidamento alla tecnologia costituisce in questo caso il “prezzo da pagare” per un servizio in grado di rispondere a necessità dettate dal periodo di crisi attuale e che accompagnerà di sicuro la nostra società nel prossimo avvenire.

Specifici studi di settore, tuttavia, hanno dimostrato che in linea di massima l’affidamento a tale tipologia di servizio è supportata dalla consapevolezza, da parte degli utenti, di avere una consulenza oggettiva (a fronte della componente discrezione dell’interazione umana del consulente finanziario reale) nonché un monitoraggio costante e sicuro delle operazioni .

Robo advice in Italia

Il fenomeno della robo advice ha iniziato ad affermarsi anche in Italia a partire dal 2009, suscitando l’attenzione soprattutto di classi di investitori più giovani rispetto alla età media degli investitori tradizionali. Gli operatori attivi sul mercato italiano sono start-up autonome o robo advice di matrice bancaria.

MoneyFarm è uno dei player italiani attualmente più conosciuti nel settore della robo advice che offre una serie di servizi d’investimento retti da sistemi d’intelligenza artificiale ma sottoposti al controllo umano: il servizio, infatti, rappresenta la tipica variante della robo advice diffusa in Italia e, cioè, la soluzione ibrida che non esclude l’intervento dell’esperto finanziario accanto al processo automatizzato.

Infatti, i modelli completamente automatizzati, oltre a diffondersi più difficilmente sul mercato, portano con sé una serie di implicazioni non poco significative, soprattutto in termini di compliance (si pensi all’attuale normativa in materia di protezione dei dati personali nei processi decisionali basati su processi totalmente automatizzati).

La Consob, in un recente report del dicembre 2019, nell’ambito di un’indagine sul fenomeno del Fintech, ha espresso le proprie considerazioni sulla diffusione dei canali di consulenza finanziaria automatizzata. Innanzitutto, l’Autorità regolamentare ha garantito che la consulenza automatizzata rappresenta una modalità di esecuzione della consulenza finanziaria e, pertanto, equiparabile all’attività svolta da un consulente, evidenziando altresì che non vi sono differenze in termini di responsabilità. L’Autorità, inoltre, ha sottolineato che è sempre necessario che nei processi di robo advice vi sia un intervento umano in grado di verificare che i processi decisionali assunti tramite algoritmi non siano inficiati da errori.

In conclusione, dunque, per quanto probabilmente gli scenari attuali, coinvolti dall’emergenza sanitaria, non sembrano porre in primo piano il settore degli investimenti, quello della consulenza finanziaria automatizzata con ogni probabilità continuerà la propria espansione, proprio sulla base dei forti incentivi e vantaggi garantiti agli investitori, anche quelli non tradizionalmente orientati alle attività d’investimento.

 

 

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