Tecnologie

Advertising Resource Management, come cambia il modo di investire nella pubblicità

La combinazione di automazione e intelligenza artificiale in un unico software per la gestione delle attività end-to-end degli investimenti pubblicitari garantisce a un’azienda governance e trasparenza – per avere un unico luogo per l’accesso alle informazioni in tempo reale – ed efficienza

Pubblicato il 01 Ago 2023

Massimo Fontana

Chief Customer Officer MINT

ai-relate

Con il termine Advertising Resource Management (ARM) si fa riferimento alla nuova categoria di software (ideata dall’azienda MINT). A questa categoria cui appartiene la piattaforma che permette alle aziende che investono in pubblicità di gestire end-to-end tutte le attività necessaria per la gestione dei budget pubblicitari grazie all’impiego di tecnologie di automazione da un lato e di intelligenza artificiale dall’altro. Un software che permette di gestire in un unico ambiente tutte quelle attività ad oggi frammentate, migliorando così l’efficienza dei processi, la collaborazione tra i brand e le loro agenzie, siano esse esterne o costruite in-house. Un software che permette di capitalizzare con il tempo tutto il patrimonio delle informazioni e dei dati generati dalle attività advertising, diventando così un patrimonio aziendale, quello che definiamo “advertising equity” di una azienda.

La combinazione di automazione e intelligenza artificiale in un unico software per la gestione delle attività end-to-end degli investimenti pubblicitari, garantisce a un’azienda di accedere a quelli che sono i tre pilastri fondamentali di chi investe in pubblicità: governance e trasparenza, per avere un unico luogo per l’accesso alle informazioni in tempo reale, ed efficienza.

Queste tecnologie rivoluzionarie stanno cambiando il modo con cui gestire le attività e permettendo di raggiungere una serie di vantaggi competitivi realmente riscontrabili: come l’accesso in tempo reale ai dati di campagna provenienti da centinaia di integrazioni in un unico punto, la creazione di una fonte di verità unica per l’intera azienda, l’abbattere i silos di informazione e il velocizzare le attività di go-to-market, di reporting e di ottimizzazione.

Un modo diverso di fare advertising

A mio parere il modo di fare advertising è arrivato a un punto di svolta fondamentale: si può pensare che un ARM faccia per l’advertising quello che un ERP fa per il finance o un CRM per un team commerciale. È uno strumento che mette ordine nei dati e nei flussi informativi generati dall’advertising, rendendoli disponibili quando necessario e in modo del tutto trasparente, creando una nuova category per ovviare a un problema cui fino ad oggi non esisteva soluzione. Con il software che abbiamo realizzato si chiude l’anello dei servizi di gestione delle risorse che aiutano un’azienda a essere performante al 100%.

Alla base del suo software ARM, MINT ha inserito una intelligenza artificiale chiamata A.I.R.E. acronimo di Artificial Intelligence Recommendation Engine.

A.I.R.E. introduce un concetto del tutto nuovo, ossia quello dell’ottimizzazione dinamica “in-flight” del piano media rispetto a un obiettivo di campagna (superando così il limite delle ottimizzazioni verticali per canale fino ad oggi applicate); suggerisce quindi spostamenti di budget tra diversi canali all’interno di un media plan sulla base dei dati storici sia della campagna in corso che di quelle passate, creando un vero e proprio forecast della curva dei KPI di riferimento sulla base di una certa variazione di budget, identificando il punto di saturazione (ovvero il punto in cui il ritorno diminuisce) e agendo di conseguenza per massimizzare, il più possibile, il goal richiesto.

Questa metodologia di supporto all’efficienza di un piano media, viene completata da un altro sistema per evitare l’aumento dei costi: un alert system, una funzionalità in grado di riconoscere preventivamente errori, mancanze, o lacune all’interno della configurazione di una campagna pubblicitaria. Il suo compito è quello di fare in modo che si riconoscano e quindi si correggano errori potenzialmente estremamente costosi prima che accadano; ad esempio, intercettare potenziali anomalie come un “overpacing” o un “underpacing” rispetto al piano media. Questa capacità di identificare potenziali risultati negativi dovuti a errori umani prima che si realizzino, fa sì che la soluzione di Advertising Resource Management aumenti l’efficienza dell’intero workflow e di pari passo l’efficacia dell’advertising, portando le persone a preoccuparsi meno di attività noiose, ripetitive e alienanti e a dare più spazio a quelle dall’alto valore aggiunto.

anomalie machine learning

Apprendere dai dati “evento” non riconducibili a persone

La forza di A.I.R.E. è quella di apprendere rapidamente e progressivamente dalle informazioni di campagna, ma con una precisazione: i dati che usa non sono dati di audience, di tracciamento o derivati dai cookie di terze parti – ormai poco utilizzabili. Il software apprende dai dati “evento” non riconducibili a persone, ma disponibili durante il normale corso di pubblicazione di una campagna digitale. Il risultato straordinario è un significativo incremento di efficienza, ottenuto senza l’utilizzo di identificatori digitali, analisi comportamentali derivate dall’uso di cookie, o altri sistemi di tracciamento tra siti per raggiungere i consumatori. Questo è di fatto un approccio che permette all’ottimizzazione del software di essere già pronta per il futuro dell’advertising, quel mondo cookie-less e privacy-first che tanto preoccupa l’intera industria della comunicazione.

È importante sottolineare inoltre che A.I.R.E. non sostituisce le soluzioni di ottimizzazione verticali dei canali e piattaforme specifiche (Google Ads, Meta, TTD, DV360, ecc), ma si aggiunge e si somma come valore rispetto agli engine proprietari e monopiattaforma.

La visione omnicomprensiva permette infatti alla piattaforma di vedere tutto l’insieme di piani, setting e performance, promuovendo una ottimizzazione di livello più alto rispetto a settaggi specifici sulla singola piattaforma.

Conclusioni

Senza voler sfidare i colossi del settore – aziende che hanno miliardi di data point attraverso i quali fare il training dei propri modelli sulle proprie piattaforme cui hanno accesso end-to-end – questo software si propone come un approccio diverso e complementare.

Questa intelligenza e tutto il nostro ecosistema, consentono una relazione continua e forte tra macchina e essere umano e questo è ciò su cui si basa la nostra vision: un mondo in cui automazione e intelligenza artificiale collaborino a potenziare il pensiero umano.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Articoli correlati

Articolo 1 di 3