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Smart retail: dove e come usare l’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale è in grado di portare un concreto valore aggiunto ai retailer in un vasto numero di ambiti applicativi. Ne parliamo con Daniele Favara, Solution Architect di Retex. [...]
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Tra le tante tecnologie che stanno caratterizzando la trasformazione digitale di questi ultimi anni, l’intelligenza artificiale (AI) gioca un ruolo fondamentale, grazie soprattutto alla sua capacità di semplificare o automatizzare attività a elevato dispendio manuale, trovando così applicazione in numerosi settori.

Uno di questi è senza dubbio il retail, come racconta Daniele Favara, Solution Architect di Retex: “Il retail ha due caratteristiche principali che giustificano l’utilizzo dell’AI: la prima è che ancora oggi molte attività sono svolte in questo settore in maniera manuale. Mi riferisco ad attività molto diverse, che vanno dalla produzione dei report di mercato con Excel fino alle azioni di riempimento degli scaffali. Il secondo punto è che il margine del retail non è certo paragonabile a quello di altri comparti: i costi sono numerosi, a partire dal prezzo dei beni rivenduti fino al personale. Riteniamo dunque che ci siano molte situazioni in cui l’AI possa migliorare il risultato finale e i margini, che poi è sempre il driver di questo tipo di progetti”.

L’applicazione dell’AI è anche favorita dalla quantità di Big Data che ormai possono essere raccolti dai retailer, relativamente al comportamento dei clienti finali o delle vendite generali. A partire da questi dataset grezzi possono essere alimentati algoritmi di machine learning, che consentono di implementare concretamente progetti di AI.

Dall’Intelligent Data Processing alla Computer vision: le tecnologie AI su cui puntare

Secondo Retex, che ha sviluppato una forte expertise nell’offerta prodotti e servizi per l’innovazione di questo settore, esistono alcune tecnologie AI che possono davvero fare la differenza. Tra le più rilevanti c’è quella dell’Intelligent Data Processing: “In questo caso si tratta di implementare degli algoritmi con cui diventa possibile effettuare delle previsioni su quello che potrebbe succedere nel futuro, per poi muoversi di conseguenza. Mi riferisco ad esempio all’ottimizzazione dei prezzi o alla previsione dei fabbisogni di acquisto, che potrebbero così essere gestiti  in maniera automatica.”

Un’altra è quella del Natural Language Processing, che sostanzialmente riguarda oggi gli assistenti vocali. Continua Favara: “Immaginiamo di entrare in un negozio di elettronica dove, come spesso succede, risulta difficile trovare personale immediatamente disponibile ad assistere il cliente. Il supporto alla vendita potrebbe arrivare da assistenti vocali in grado di interagire con i clienti, magari persino assumendo un tono di voce specifico”.

C’è poi il vasto mondo dei Recommender System (RS) che risulta essere particolarmente utile nel mondo dell’on-line: un’area dove non è possibile contare sulla disponibilità degli assistenti alle vendite, lasciando agli utenti soltanto la scelta a catalogo. In questo contesto intervengono i sistemi di raccomandazione, che imitano quello che potrebbero fare i commessi, suggerendo acquisti mirati e permettendo così ai retailer di fare concrete attività di upselling e cross-selling.

Infine, un’ulteriore soluzione di AI che può trovare facilmente uno spazio nel mondo del retail è quella della Computer vision, ovvero tutta l’area relativa all’acquisizione e interpretazione delle immagini. In particolare, la Computer vision potrebbe risultare particolarmente utile ai retailer per limitare frodi e furti all’interno degli store.

Comanda vocale e self checkout, i progetti Retex in fase avanzata

“Queste, a nostro giudizio, sono alcune delle tecnologie di AI che possono più aiutare i retailer. Su queste basi si possono costruire delle soluzioni specifiche a seconda delle necessità, sostituendo il lavoro manuale. Come Retex, forniamo un servizio di consulenza capace di definire nel dettaglio, partendo dalle esigenze, anche le modalità di training dell’algoritmo”. Retex si trova già nella fase avanzata di definizione di progetti di AI con alcuni suoi clienti e in ambito R&D.

Un caso interessante riguarda l’applicazione del Natural Language Processing. “Pensiamo alle catene della ristorazione organizzata, dove ci si ritrova con un turnover del personale elevatissimo. Per semplificare il training, il cameriere prende gli ordini con il proprio palmare: una modalità che appare comoda ma che in realtà ingombra le mani e lo distrae dall’interazione con i clienti. Il NLP può aiutare i retailer a rendere più fluido ed efficiente il servizio. C’è un assistente virtuale che interagisce con il cameriere dotato di microfono e cuffie: in questo modo gli ordini potrebbero essere presi a voce, trasformandosi automaticamente in cucina in un ordine scritto”.

La Computer vision è poi immaginata da Retex come un utile alleato per il self checkout dei clienti: anche se questa tendenza è sempre più diffusa, esiste la necessità di limitare eventuali comportamenti fraudolenti dei clienti finali. Anche perché le soluzioni di sicurezza tradizionali (come le bilance pesa-acquisti) si sono sinora dimostrati poco efficaci. Le soluzioni di AI di Computer vision, in grado anche di controllare eventuali movimenti anomali, potrebbero rappresentare una soluzione a questo problema.

Indirizzare le energie verso gli investimenti giusti

L’intelligenza artificiale, insomma, è un’area ricca di opportunità per il mondo retail e Retex può indirizzare gli investimenti nella maniera più corretta: “Siamo un’azienda che ha, da sempre, una expertise molto forte in ambito retail. Possiamo così integrare a questa conoscenza le competenze tecnologiche da sempre parte del nostro DNA, oltre che alle competenze di Data intelligence e marketing & communication recentemente rafforzate grazie all’acquisizione di aziende come Connexia e Witailer”, conclude Favara.

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