Un database di oltre 20 miliardi di immagini, un algoritmo progettato per funzionare anche se il volto è coperto o non guarda in camera: Clearview AI è il software che ha reso il riconoscimento facciale di massa non più solo un’ipotesi.
Vediamo nei dettagli com’è nata, come funziona il suo sistema e i suoi aspetti controversi.
Indice degli argomenti:
Cos’è Clearview AI
Clearview AI è una società statunitense che ha sviluppato l’omonimo software di riconoscimento facciale basato sull’intelligenza artificiale.
Si descrive come “la più grande rete facciale del mondo” perché possiede oltre 20 miliardi di immagini di volti, provenienti da fonti web come social media, media, siti web, acquisite tramite web scraping.

Secondo quanto riportato da AP Press, a gennaio 2022 Clearview ha ottenuto il primo brevetto per “Metodi per il reperimento di informazioni su una persona basati sul riconoscimento facciale” dallo US Patent and Trademark Office.
Su 650 algoritmi da tutto il mondo testati dal NIST – National Institute Standards of Technology, facendo la media delle diverse categorie, Clearview AI si è classificata seconda, dietro la cinese SenseTime, secondo quanto dichiarato dal co-fondatore della società, Hoan Ton-That, al Washington Post.
Addio al mercato commerciale tradizionale
Clearview AI è cambiata profondamente dalla sua fondazione, sia dal punto di vista del business sia sotto il profilo normativo e reputazionale. Se nel 2022 era conosciuta quasi esclusivamente come la startup che aveva raccolto miliardi di immagini dal web senza consenso, oggi – 2026 – è diventata soprattutto un fornitore di tecnologie biometriche per governi, forze dell’ordine e sicurezza nazionale, pur continuando a essere al centro di controversie legali.
Nel maggio 2022 Clearview ha chiuso la causa promossa dall’ACLU sull’Illinois Biometric Information Privacy Act (BIPA).
L’accordo ha segnato una svolta:
- la società ha rinunciato a vendere il proprio enorme database facciale ad aziende private e singoli cittadini negli Stati Uniti;
- ha mantenuto invece l’attività verso governi e forze dell’ordine;
- ha iniziato a sviluppare prodotti commerciali “consent-based”, cioè utilizzabili solo previo consenso esplicito dell’utente.
In pratica Clearview ha separato due attività:
- database investigativo riservato al settore pubblico;
- algoritmo di riconoscimento facciale utilizzabile anche da aziende senza accedere al famoso archivio di immagini.
L’espansione nella sicurezza e nella difesa
Dal 2022 il mercato principale è diventato quello governativo.
L’azienda ha:
- rafforzato la collaborazione con numerose agenzie di polizia statunitensi;
- ampliato il lavoro con il Dipartimento della Difesa USA;
- investito molto nella sicurezza cloud e nelle certificazioni federali.
Nel 2026 ha annunciato che Clearview GovCloud ha ottenuto lo status di FedRAMP High “In Process”, un requisito importante per operare con le amministrazioni federali americane.
Il ruolo nella guerra in Ucraina
Uno dei cambiamenti più significativi è stato il coinvolgimento nel conflitto ucraino.
Dal 2022 Clearview ha fornito gratuitamente il proprio sistema al governo di Kiev.
Le autorità ucraine lo hanno utilizzato per:
- identificare soldati russi;
- riconoscere vittime;
- identificare bambini deportati;
- verificare collaboratori e infiltrati.
Nel 2023 la cooperazione è stata ulteriormente ampliata con la Procura Generale e con la Guardia di Frontiera ucraina.
Questo utilizzo ha contribuito a modificare l’immagine pubblica dell’azienda, che ha iniziato a presentarsi come strumento di sicurezza nazionale più che come semplice società di sorveglianza.
I contatti tra Clearview AI e il governo ucraino risalgono a subito dopo l’invasione russa, quando Ton-That ha inviato una lettera a Kiev per offrire assistenza.
Più di 2 miliardi di foto del database di Clearview sono tratte dal social media russo VKontacte: l’accesso gratuito al motore di ricerca AI per i volti consente al governo ucraino di identificare persone ai posti di blocco, sorvegliare le case, riconoscere i cadaveri dei soldati russi e mandarne le foto ai familiari come arma di propaganda.
L’app è stata tradotta in ucraino e, secondo quanto riportato dal co-fondatore Hoan Ton-That al Washington Post il 27 aprile 2022, Clearview ha creato 410 account per gli utenti di sei agenzie governative ucraine, che hanno condotto più di 14.800 ricerche.
Per approfondire il ruolo di Clearview nella guerra in Ucraina, leggi l’articolo dedicato.
Più certificazioni e prodotti enterprise
Negli ultimi anni Clearview ha cercato di rafforzare la propria credibilità tecnica.
Tra le principali novità:
- miglioramento delle certificazioni SOC 2;
- introduzione di controlli privacy oltre che di sicurezza;
- certificazione TX-RAMP;
- ingresso nel marketplace del Dipartimento della Difesa statunitense;
- nuovi strumenti anti-spoofing (Presentation Attack Detection).
L’obiettivo è presentarsi come fornitore enterprise conforme agli standard richiesti dalle amministrazioni pubbliche.
Crescita internazionale
L’azienda ha ampliato la presenza fuori dagli Stati Uniti.
Oltre all’Ucraina, ha esteso collaborazioni investigative in:
- America Latina;
- organizzazioni internazionali impegnate contro lo sfruttamento dei minori.
Time ha documentato come l’America Latina rappresenti oggi uno dei principali mercati di espansione per Clearview.
Le controversie legali non sono finite
Dal punto di vista regolatorio la situazione resta molto complessa.
Dal 2022 in poi:
- Regno Unito;
- Francia;
- Italia;
- Grecia;
- Paesi Bassi
hanno contestato l’uso di immagini raccolte senza consenso e imposto multe o ordini di cancellazione dei dati.
Nel Regno Unito, tuttavia, Clearview ha ottenuto nel 2023 una vittoria in appello contro la multa dell’ICO per questioni di giurisdizione.
La class action americana
L’altra grande novità riguarda la class action federale.
Nel 2025 è stato approvato un accordo molto insolito:
- gli utenti coinvolti non ricevono un risarcimento immediato;
- ottengono invece una quota pari al 23% del capitale della società, che potrà trasformarsi in denaro solo in caso di IPO, vendita dell’azienda o altri eventi previsti dall’accordo.
Nel 2026 il procedimento è ancora oggetto di appello e nessun pagamento è stato effettuato.
Cambio della governance
Un’altra novità importante riguarda il management.
Nel 2025 il fondatore Hoan Ton-That ha lasciato la guida operativa dell’azienda.
La leadership è passata a Hal Lambert e Richard Schwartz, con una strategia maggiormente orientata verso:
- sicurezza nazionale;
- rapporti con il governo federale;
- difesa;
- intelligence.
Crescita economica
Nonostante le polemiche:
- Clearview è entrata nella classifica Inc. 5000 delle aziende americane a più rapida crescita;
- continua a registrare un aumento dei ricavi soprattutto grazie ai contratti governativi.
Clearview AI, la storia e le prime vicissitudini
Nata nel 2017, Clearview AI è stata oggetto a gennaio 2020 di un’inchiesta del New York Times che l’ha fatta conoscere al grande pubblico.
L’azienda, che commercializza il software alle forze dell’ordine, ha contratti con l’FBI, il Dipartimento della Sicurezza Nazionale, l’esercito e più di 3100 agenzie di polizia degli Stati Uniti.
Almeno fino a febbraio 2020 la tecnologia è stata proposta a 88 forze dell’ordine in almeno 24 Paesi fuori dagli USA, compresa la polizia italiana, come ha svelato un’inchiesta di BuzzFeed.
Sempre Buzzfeed ha rivelato a febbraio 2020 che nella lista di account Clearview comparivano non solo forze dell’ordine o enti governativi ma anche società private in settori come l’intrattenimento (Madison Square Garden e Eventbrite), il gioco (Las Vegas Sands e Pechanga Resort Casino), lo sport (NBA), il fitness (Equinox), le criptovalute (Coinbase), la distribuzione commerciale (Kohl’s, Walmart), il settore bancario (Wells Fargo, Bank of America).
In una presentazione finanziaria di dicembre 2021, ottenuta dal Washington Post, sono state messe nero su bianco le previsioni della società: 100 miliardi di foto nel database entro 12 mesi e l’espansione del business oltre la scansione di volti per la polizia, come l’identificazione tramite il movimento o la geolocalizzazione da una fotografia.
Facebook, Twitter e YouTube hanno chiesto all’azienda di smettere di prendere foto dai loro siti e di cancellare quelle che erano state precedentemente prese. Clearview non lo ha fatto finora perché, ha dichiarato al Washington Post Hoan Ton-That, “Crediamo che il modo in cui raccogliamo le immagini sia proprio come qualsiasi altro motore di ricerca. E questa è roba di dominio pubblico. Gli scopi per cui vengono usate penso possano essere di vero beneficio alla società”.
Video: Hoan Ton-That spiega la tecnologia di riconoscimento facciale utilizzata da Clearview
Hoan Ton-That e Richard Schwartz
Secondo quanto riportato dal New York Times, Clearview AI è nata dall’incontro tra i due co-fondatori, Hoan Ton-That e Richard Schwartz.
Ton-That, nato in Australia ma di origini vietnamite, nel 2016 si è trasferito da San Francisco a New York, dopo un paio di tentativi falliti di applicazioni per social media.
Ad una presentazione di libri al Manhattan Institute, un think tank conservatore, ha conosciuto Richard Schwartz, già consulente dell’ex sindaco di New York Rudolph Giuliani ed editorialista del New York Daily News.
Ton-That stava approfondendo intelligenza artificiale e riconoscimento facciale, Schwartz aveva molti contatti per sollecitare l’interesse commerciale verso una soluzione tecnologica: i due hanno quindi deciso di entrare in società.
Nel corso dello stesso anno, Ton-That ha coinvolto due ingegneri, uno per il programma di raccolta automatica delle immagini dei volti dal web, il web scraping, e l’altro per il perfezionamento di un algoritmo facciale derivato da paper accademici.
Alla fine del 2017 lo strumento di riconoscimento facciale, Smartcheckr, era pronto. Al primo round di investimenti hanno partecipato Peter Thiel, co-fondatore di Paypal, nel consiglio di amministrazione di Facebook, e la società di private equity Kirenaga Partners.
Nel 2019 il secondo round di investimenti, il cambio di nome in Clearview AI e il primo cliente, la Polizia di Stato dell’Indiana. A febbraio, infatti, secondo quanto dichiarato da Ton-That al New York Times, l’ente ha sperimentato Clearview e ha risolto un caso di rissa in un parco in venti minuti.
La società da allora ha coinvolto i contatti repubblicani di Schwartz per avvicinare i funzionari e le forze di polizia, con passaparola, prove gratuite di trenta giorni e licenze annuali da 2000 dollari.
A gennaio 2020 il New York Times ha pubblicato l’inchiesta “L’azienda segreta che potrebbe porre fine alla privacy come la conosciamo”.
Come funziona la sua tecnologia di riconoscimento facciale
Clearview AI è una società privata con algoritmo proprietario.
Ha un database di miliardi di immagini di volti raccolte attraverso tecniche di web scraping (dall’inglese “grattare” o “raschiare”), l’estrazione di informazioni specifiche da pagine web.
Queste immagini sono servite ad allenare l’algoritmo di matching facciale.
Secondo quanto dichiarato da Ton-That, il riconoscimento facciale di ClearView AI si basa sulla trasformazione dell’immagine di ciascun volto in un insieme di vettori geometrici: segmenti orientati, che misurano, ad esempio, la distanza tra gli occhi.
Sappiamo anche che il database di Clearview AI è diviso in “neighborhoods”, “quartieri”: sembra quindi che ciascun “quartiere” sia un cluster, un “raggruppamento” di foto con vettori simili.
La scomposizione del volto in vettori geometrici rende quindi possibile il clustering, una forma di apprendimento automatico (machine learning) non supervisionato, privo cioè di “etichette predefinite” che necessitano di supervisione da parte degli esseri umani.
È l’algoritmo che “impara” da solo allenandosi con grandi quantità di dati, in questo caso fotografie, a suddividerle in gruppi (cluster) con caratteristiche simili.
Quando un utente carica una foto di un volto nel sistema di Clearview, il volto viene convertito in insieme di vettori e confrontato (matching) con quelli delle foto già in memoria: il risultato della ricerca saranno le foto prese dal quartiere più simile all’insieme di vettori inserito, con i link ai siti da cui provengono le immagini trovate.
Con le parole del Garante Privacy italiano, “le fotografie vengono elaborate con tecniche biometriche per estrarre i caratteri identificativi e associare 512 vettori che ricalcano le fattezze del volto, sottoposte a hashing per indicizzarle e arricchite con metadati (come geolocalizzazione, link della fonte, genere, nazionalità o lingua della persona rappresentata)”.
L’algoritmo riesce a identificare la persona anche se non guarda verso l’obiettivo o ha il viso parzialmente coperto. Ovvero, “è progettato per tenere conto della progressione dell’età, delle variazioni di pose e posizioni, dei cambiamenti nella peluria del viso e di molte condizioni visive”, come descritto dalla società sul proprio sito internet.
Il codice del computer alla base dell’applicazione ClearviewAI, analizzato dal New York Times, include un linguaggio di programmazione per occhiali in realtà aumentata. Con fotocamera incorporata, sarebbero capaci di procedere all’identificazione in tempo reale dei volti che inquadrano.
Quando anche il Garante della privacy italiano sanzionò Clearview
Il garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato Clearview AI per 20 milioni di euro “per aver messo in atto”, si legge dal comunicato dell’Autorità, “un vero e proprio monitoraggio biometrico anche di persone che si trovano nel territorio italiano”.
Il provvedimento del marzo 2022, frutto di un’istruttoria avviata anche a seguito di diverse segnalazioni, comprendeva l’obbligo di cancellazione dei dati dei cittadini italiani, il divieto di ulteriori raccolte e trattamento dati e l’obbligo di designazione di un rappresentante nell’Unione Europea in aggiunta o sostituzione del titolare del trattamento dati degli Stati Uniti.
Per i dettagli dell’istruttoria e delle violazioni al GDPR accertate, leggi l’articolo dedicato.
Il ruolo nella guerra in Ucraina
A marzo 2022 l’Ucraina ha iniziato a usare la tecnologia di riconoscimento facciale di Clearview AI per identificare i combattenti russi. Lo ha dichiarato all’agenzia Reuters l’amministratore delegato della società, Hoan Ton-That.
In sintesi: come è cambiata Clearview AI rispetto al 2022
| Maggio 2022 | Luglio 2026 |
|---|---|
| Startup molto contestata per lo scraping di immagini | Fornitore specializzato per sicurezza nazionale e law enforcement |
| Business in parte rivolto anche al settore privato | Focus quasi esclusivo su governi e forze dell’ordine |
| Database da oltre 20 miliardi di immagini | Database ulteriormente ampliato e affiancato da prodotti “consent-based” per uso commerciale (Clearview AI) |
| Numerose cause legali aperte | Alcune chiuse, altre ancora in corso; continua il confronto con i regolatori europei (LegalClarity) |
| CEO Hoan Ton-That | Nuova leadership con Hal Lambert e Richard Schwartz (Business Insider) |
| Azienda percepita come startup controversa | Attore consolidato nel mercato della biometria governativa, ma ancora fortemente divisivo sul piano etico e della privacy (TIME) |





