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VMware vuole giocare la partita nella trasformazione digitale della pubblica amministrazione

L’Italia è il paese delle eccellenze, anche nella pubblica amministrazione ma la mancanza di governance e linee guide rendono sfidante la visione prospettica di lungo periodo. Una delle soluzioni possibili, oltre a trovare vie per “fare sistema”, è iniziare fin d’ora a lavorare sulle competenze digitali di domani. Ne abbiamo discusso con Raffaele Gigantino, Country Manager di VMware Italia, a margine dell’ultima edizione di ForumPA.

Raffaele Gigantino, Country Manager di VMware Italia
Nicoletta Boldrini - @NicBoldrini

Quando si parla di innovazione della PA, per chi magari frequenta ForumPA da diversi anni, sembra quasi, ogni volta, di tornare all’anno zero, ma è tutt’altro che così perché andando a guardare dentro gli enti pubblici, non solo quindi le amministrazioni centrali, si scoprono progetti interessanti e di grande valore.

Abbiamo chiesto un parere a Raffaele Gigantino, Country Manager di VMware Italia, che la Pubblica Amministrazione la conosce bene. «Ci sono alcune amministrazioni che hanno fatto cose interessanti, però ci sono alcune tematiche di fondo, come la necessità di una cabina di regia per la governance, che tornano ormai da troppi anni», esordisce senza mezzi termini Gigantino. «A mio avviso uno dei primissimi passi da fare è accelerare la semplificazione, soprattutto delle procedure concorsuali per gli acquisti tecnologici. Se non si semplificano i processi della Pubblica Amministrazione, compresi quelli riguardanti l’acquisto delle tecnologie, il gap con gli altri paesi europei e del mondo tenderà ad aumentare. Oggi passa troppo tempo dall’avvio della gara al momento in cui si iniziano i lavori, a volte passano addirittura due anni. Sono tempi che non combaciano con quelli dell’innovazione tecnologia, il rischio è che la tecnologia oggetto della gara d’appalto risulti superata quando è il momento di implementarla».

Ma Gigantino è un uomo positivo e crede non che l’Italia abbia ancora un buon potenziale per intraprendere un percorso di innovazione… a patto che si riesca a “fare sistema”.

«L’Italia è il paese delle eccellenze, quello che a volte ci manca è una mediana che sia di livello. Abbiamo dei picchi di innovazione con forti esportazioni e riconoscimenti internazionali, eppure non riusciamo a competere con “la media” delle aziende europee e del resto del mondo», sostiene Gigantino che, guardando nello specifico alla Pubblica Amministrazione, cita InnovaPuglia come centro di eccellenza regionale che ha saputo puntare prima di altri sul cloud sviluppando servizi da erogare, tramite il proprio Data Center, agli enti territoriali.

InnovaPuglia è una di quelle realtà della PA che sta anche esplorando tecnologie più avanzate come l’intelligenza artificiale con alcune attività in corso di sperimentazione sull’uso di tecniche NLP (Natural Language Processing) per il supporto nella lettura e interpretazione di dati/informazioni contenute nei moltissimi documenti (anche già archiviati) che circolano negli enti pubblici della regione.

«Gli esempi di progetti d’eccellenza ci sono anche a livello di PA centrale – prosegue Gigantino – come il Ministero dell’Interno che, trattando ovviamente dati sensibili e critici, ha sviluppato un sistema di sicurezza fisica e logica puntando su virtualizzazione e logiche “software defined” per una migliore orchestrazione dei sistemi a garanzia della protezione dei dati».

Quel che manca, a detta di Gigantino, è la governance centrale e la condivisione di linee guida «senza le quali riuscire ad avere una visione d’insieme e prospettiva nel lungo periodo diventa davvero molto difficile».

Un’altra criticità che necessita di interventi immediati a livello di pubblica amministrazione, sempre secondo quanto ci ha rivelato Gigantino, riguarda il gap delle competenze digitali: «come VMware abbiamo deciso di creare una unità verticale in azienda che si occupa di Università ed Education con l’obiettivo di formare le competenze che potranno accelerare i processi di trasformazione digitale non solo della PA ma anche delle imprese del settore privato. Stiamo cercando, nello specifico, di prendere accordi direttamente con alcune Università per poter definire percorsi formativi incentrati sulle digital skill. Come azienda stiamo facendo continui investimenti (anche tramite acquisizioni) su ambiti tecnologici come IoT, blockchain, intelligenza artificiale, 5G… crediamo come VMware Italia di poter dare un contributo concreto e valido al paese».

«Come VMware potremmo aiutare la nostra PA a “fare sistema” portando in Italia non solo le competenze ma anche, e soprattutto, le esperienze fatte in altri paesi europei», sollecita in chiusura Gigantino. «Dobbiamo tutti focalizzarci su una “nuova PA” che crea valore per i propri cittadini e le imprese; una sfida che richiede investimenti tecnologici ma anche una “regia centrale” su competenze e processi».

 

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