NetApp: AI comun denominatore che avvicina le tecnologie al business
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Per NetApp, l’AI è il comun denominatore che avvicina le tecnologie al business

L’Artificial Intelligence è il primo tra i 5 temi che il Chief Strategy Officer di NetApp invita a tenere maggiormente sott’occhio per il 2019. Il Cloud sarà l’architettura d’appoggio per lo sviluppo di soluzioni AI, ma anche fonte di flessibilità per l’intera infrastruttura

Artificial Intelligence
Loris Frezzato - @lorisfrezzato

 

Business e tecnologia sempre più uniti nella definizione delle strategie aziendali. Le distanze si riducono grazie all’intervento di alcuni denominatori comuni come l’Intelligenza Artificiale (AI). Questa è la tendenza principale che emerge dalle tradizionali prediction che NetApp ogni anno annuncia e che per il 2019 ha affidato al proprio Chief Strategy Officer Atish Gude, il quale ha identificato cinque principali temi su cui il mercato e il canale dovrebbero concentrarsi per l’anno in corso.

Atish Gude_Netapp AI
Atish Gude, Chief Strategy Officer di NetApp

Temi che in Italia sono stati tradotti e illustrati da Roberto Patano, solution engineering senior manager di NetApp Italia.

«Il fatto stesso che quest’anno le prediction siano state affidate a un Chief Strategy Officer, indica quanto la tecnologia stia assumendo un ruolo sempre più strategico nelle aziende e che stia sollevando l’interesse da parte di nuovi interlocutori rispetto al passato, coinvolgendo direttamente le Line of Business, consapevoli di quanto la tecnologia possa essere abilitatrice della trasformazione aziendale» dichiara Patano, che prosegue: «Più che prediction, quelle che Atish Gude ha fornito sono delle proiezioni, che osservano quali evoluzioni si stanno compiendo, già da ora. Si chiamano in causa l’Artificial Intelligence, l’IoT, il multicloud e la containerizzazione, progressivamente integrati in progetti strategici di business transformation, e ai quali conviene prestare particolare attenzione».

 

Dopo il boom di attenzione del 2018, ora iniziano i progetti basati su AI

L’Artificial Intelligence è il principale dei trend analizzati, dal quale, nonostante sia da considerarsi ancora in una fase iniziale, già quest’anno si attendono risultati tangibili. Molte sono già le aziende che ne stanno considerando l’integrazione in progetti strategici e per alcune di esse le fasi di test sono già ben avviate, al punto che Gartner considera che in capo al 2020 l’85% delle aziende worldwide avranno dei pilot su AI.

L’interesse per l’Artificial Intelligence ha, infatti, avuto una forte esplosione nel 2018, e pare continuerà a crescere, sviluppandosi rapidamente sia nell’on premises sia, soprattutto, nel Cloud. Nuovi sviluppi per l’AI partiranno, infatti, proprio dal cloud e ne è riprova che operatori del public cloud, del calibro di Google, Microsoft e Amazon, si siano attivati, con l’obiettivo di arrivare a fornire ai clienti soluzioni preconfigurate senza necessità di dotarsi di hardware.

Roberto Patano, Senior Manager Solution Engineering di NetApp Italia
Roberto Patano, Senior Manager Solution Engineering di NetApp Italia

Gli sviluppi AI in due stadi: test in Cloud e operativi on-premises

«Fino allo scorso anno, pensare di integrare l’AI in progetti aziendali, comportava costi importanti da affrontare per strutturarsi in maniera adeguata, frenandone di fatto l’adozione – commenta Patano -. I nuovi sviluppi che prevedono l’intervento del public cloud, potranno quindi dare un forte impulso alle soluzioni che contemplano l’AI, fornendo nuovi strumenti, subito disponibili, per portare nuove soluzioni AI. Ma anche l’on premise resisterà, ma per entrare in scena in una seconda fase: il processo di testing sarà svolto in cloud per poi, successivamente, entrare in on-premise, per una integrazione delle infrastrutture on-premises nel multicloud». E in tale contesto NetApp si colloca, oltre che per la fornitura di hardware infrastrutturale di potenza di calcolo tale da essere utile all’AI, anche con le proprie architetture validate e pronte per ricevere le soluzioni testate in cloud e portarle in casa delle aziende.

L’IoT spinta dai device intelligenti

Strettamente collegato all’AI, è poi il tema dell’Internet of Things, un’accoppiata che comprende la creazione, interconnessione e trasmissione dei dati e la successiva analisi. Un tema che per molti analisti pare non essere ancora esploso per le complicazioni nella gestione del flusso dei dati tra cloud e centro. Aspettative positive si stanno ponendo sull’avvento del 5G, che renderebbe finalmente possibile il real time, che oltre alla immediatezza di risposta consentirebbe di far fronte anche al previsto, ulteriore, aumento dei dati. A risolvere le problematiche dell’IoT potrebbero essere i device di nuova generazione, i quali con la loro intelligenza potranno raccogliere informazioni dall’edge ed elaborarli in loco, per poi trasmettere al core o al cloud solo i dati necessari, già filtrati, semplificati e intelligibili. Un caso su tutti: se nella raccolta di immagini dai sistemi di videosorveglianza si riuscisse a selezionare solo quelli utili, per esempio selezionati sulla base del riconoscimento facciale, si partirebbe già dall’edge con una quantità minore e filtrata di informazioni, che accelererà l’intero processo di analisi.

Infrastruttura automatizzata e flessibile

L’infrastruttura prosegue nella sua corsa verso la semplificazione, soprattutto dal punto di vista della gestione, che si richiede essere quasi trasparente. Una infrastruttura che possa erogare servizi e che sia disegnata sulle esigenze del cliente, consentendo servizi predittivi e di diagnostica immediati, nell’ottica dell’automatizzazione. Soluzioni progettate con il dato al centro e che si svincolino dal concetto di server e di storage, ma infrastrutture flessibili e basate sull’utilizzo e non su quello di cui sono fatte.

Multicloud per grandi aziende e cloud privato per l’SMB

Multi cloud e hybrid cloud sono ormai diventate opzioni praticabili per le aziende, che di fatti stanno cambiando il proprio approccio al cloud. Una condizione che dipende essenzialmente dalle dimensioni aziendali. Il multicloud consente una maggiore scelta e insieme all’hybrid rappresenterà lo standard. Le grandi aziende aziende useranno molto il multicloud, potendo scegliere se utilizzare gli hyperscaler o service provider locali. Le piccole aziende, invece, non sentono particolari esigenze di appoggiarsi al multicloud: o scelgono un unico cloud provider, anche locale, oppure portano le funzionalità del cloud dentro l’azienda, con la creazione di un cloud privato attraverso soluzioni di iperconvergenza.

La movimentazione Cloud tramite container

Un’ultima tendenza evidenziata dallo CSO di NetApp è quella relativa ai container, pronosticando che le aziende faranno evolvere su di essi le proprie infrastrutture, pur in maniera ibrida, attivando una orchestrazione cloud-container flessibile.

Ciò porterà alla promozione di hybrid cloud app, capaci di gestire in flessibilità gli spazi cloud di volta in volta, anche in base a diversi momenti nel corso dell’anno, semplificando così, e garantendo, la movimentazione del cloud e la portabilità dei workload.

«Le aziende oggi vogliono sentirsi libere nelle loro scelte, e non avere vincoli riguardo al cloud, all’infrastruttura, o a come sfruttare al meglio i propri dati – riassume Patano -. Esigenze che NetApp assolve con le proprie tecnologie. Sui trend prospettati per il 2019, in Italia siamo già operativi, sia per quanto riguarda l’AI, per il quale ci stiamo muovendo grazie a una partnership con Nvidia; sul Cloud stiamo invece collaborando con aziende impegnate nella sperimentazione dello spostamento dei servizi in Cloud che si appoggiano a noi per il testing delle applicazioni. Mentre altre aziende ancora stanno già lavorando anche sulla parte di container, mettendosi in casa architetture iperconvergenti per la gestione gli spostamenti. Un po’ meno allineata è, invece, la parte IoT. Ma alcune aziende specializzate stanno già pensando di utilizzare Ontapp per gestire sensori o smart object e movimentarne la trasmissione dei dati».

 

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