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La Ue annuncia cinque nuovi siti di hosting per il supercalcolo

I supercomputer avranno capacità exascale, petascale o pre-exascale e serviranno all'ulteriore sviluppo di nuove applicazioni scientifiche e industriali nella medicina personalizzata, creazione di nuovi farmaci, modellazione della progettazione di parchi eolici e ricerca biomolecolare. [...]
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L’Unione Europea ha annunciato lo scorso 15 giugno la scelta di cinque nuovi siti per ospitare la prossima generazione di supercomputer europei.

La capacità exascale (supercomputer in grado di eseguire oltre un miliardo di miliardi di calcoli al secondo) rappresenta un’importante pietra miliare tecnologica per l’UE e promuove notevolmente l’eccellenza scientifica europea. Ciò andrà a beneficio di tecnologie complementari, come l’informatica quantistica, i gemelli digitali e i big data e sarà finanziato in egual misura dalla Germania e dall’impresa comune EuroHPC.

A giugno, in occasione di un evento dedicato, EuroHPC ha inaugurato un altro supercomputer: LUMI, situato a Kajaani, in Finlandia. LUMI è il supercomputer più veloce ed efficiente dal punto di vista energetico in Europa, classificato come il terzo più veloce al mondo.

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La costruzione del sito per il supercalcolo a Kajaani in Finlandia

Altri quattro siti sono stati selezionati per ospitare supercomputer che avranno capacità petascale o pre-exascale:

  • le infrastrutture nazionali per la ricerca e la tecnologia in Grecia,
  • l’Agenzia governativa per lo sviluppo IT in Ungheria,
  • l’Università nazionale d’Irlanda (Galway)
  • l’Academic Computer Centre in Polonia.
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Queste macchine alimenteranno l’ulteriore sviluppo di nuove applicazioni scientifiche e industriali nella medicina personalizzata, lo sviluppo di nuovi farmaci, la modellazione della progettazione di parchi eolici e la ricerca biomolecolare.

Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva per un’Europa pronta all’era digitale, ha dichiarato: “Questi cinque nuovi supercomputer ci supporteranno nello sviluppo di modelli ad alta precisione. Questo ci aiuterà ad affrontare le sfide sociali e faciliterà la ricerca avanzata nei campi del cambiamento climatico, della cosmologia, dell’ingegneria, della scienza dei materiali e altro ancora”.

I nuovi siti saranno collegati e disponibili per servire un’ampia gamma di utenti europei nella comunità scientifica, nonché l’industria, in particolare le piccole e medie imprese e il settore pubblico in tutta l’UE e nei paesi partecipanti.

 

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