Il Parlamento europeo approva le raccomandazioni della commissione Aida

Il voto è avvenuto lo scorso 3 maggio: 495 voti favorevoli, 34 contrari e 102 astensioni. L’uso dell’intelligenza artificiale dovrebbe incentrarsi su come esplorare il potenziale della tecnologia a sostegno degli esseri umani [...]
Pierluigi Sandonnini

giornalista

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Il Parlamento europeo ha approvato il 3 maggio 2022 le raccomandazioni finali della commissione speciale sull’intelligenza artificiale Aida, con 495 voti favorevoli, 34 contrari e 102 astenuti.

Nelle raccomandazioni emerge come il dibattito pubblico sull’uso dell’intelligenza artificiale dovrebbe incentrarsi su come esplorare il potenziale della tecnologia a sostegno degli esseri umani e sul ritardo dell’Ue nella corsa globale per la leadership tecnologica, con il rischio che le norme vengano sviluppate altrove e da attori “non democratici”.

Il Presidente della commissione speciale Aida, Dragoş Tudorache (nella foto), ha dichiarato infatti che: “La nostra futura competitività globale nel settore digitale dipende dalle norme che mettiamo in atto oggi. Queste norme devono essere in linea con i nostri valori: democrazia, Stato di diritto, diritti fondamentali e rispetto dell’ordine internazionale basato sul diritto”.

Produttività del capitale e del lavoro, questioni etiche, sorveglianza di massa

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La commissione speciale Aida ha identificato le opzioni attuabili a livello politico per sbloccare il potenziare dell’AI nei settori della salute, dell’ambiente e del cambiamento climatico, per aiutare a combattere le pandemie e la fame nel mondo, e migliorare la qualità della vita delle persone attraverso la medicina personalizzata. L’AI, inoltre, se combinata con le necessarie infrastrutture di supporto, istruzione e formazione, potrebbe aumentare la produttività del capitale e del lavoro, l’innovazione, la crescita sostenibile e la creazione di posti di lavoro.

Nelle raccomandazioni si sottolinea che le tecnologie di AI pongono questioni etiche e giuridiche cruciali e si esprime preoccupazione per la ricerca militare e gli sviluppi tecnologici per la creazione di sistemi d’arma letali autonomi, nonché per la sorveglianza di massa. Secondo i deputati del Parlamento europeo, la “profilazione” crea rischi ai sistemi democratici. L’Ue dovrebbe quindi rafforzare la cooperazione internazionale con partner che condividono i medesimi principi, al fine di proteggere i diritti fondamentali e cooperare, allo stesso tempo, per ridurre al minimo le nuove minacce tecnologiche.

La risoluzione contribuirà al prossimo lavoro parlamentare sull’AI, in particolare sulla normativa attualmente in discussione nelle commissioni mercato interno e protezione dei consumatori (Imco) e libertà civili, giustizia e affari interni (Libe), che sarà votata dalle due commissioni parlamentari alla fine di settembre.

 

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