Il team Integris corre verso la Maratona di Roma con la Big Data Analytics
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Il team Integris corre verso la Maratona di Roma con la Big Data Analytics per lo sport

Continua il progetto della società IT per migliorare le performance dei suoi atleti attraverso l’intelligenza artificiale e l’Internet of Things. Il gruppo di amatori capitanato dal campione Daniele Meucci si prepara per la gara capitolina

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Arianna Leonardi

 

Se Internet of Things e Big Data Analytics stanno radicalmente trasformando l’esperienza quotidiana, anche il mondo dello sport attraversa la profonda rivoluzione dettata dai nuovi scenari tecnologici. Professionisti e amatori di qualsiasi disciplina ormai utilizzano correntemente strumenti per la misurazione delle performance atletiche. Dalle più comuni mobile app fino ai più sofisticati fitness tracker, dai vestiti dotati di chip ai footpod per le scarpe, le moderne tecnologie mettono a disposizione un ricco patrimonio informativo per determinare lo stato di forma dell’atleta e suggerire opportune strategie di potenziamento.

I progressi dell’intelligenza artificiale in ambito sportivo tornano a fare da sfondo al progetto di smart running organizzato per il secondo anno consecutivo da Integris, società specializzata in soluzioni analitiche e di cognitive computing, con lo scopo di testare i benefici della data analysis nella preparazione podistica.

Dopo la Maratona di New York a novembre 2018, il team di atleti amatori guidati dal pluripremiato campione toscano di atletica Daniele Meucci e supportati dalle tecnologie IoT e Big Data, affronteranno la Maratona di Roma prevista per il prossimo 7 aprile. Di seguito tutti i dettagli del progetto.

Team Intergis Allenamento

 

L’AI di Integris al servizio dello sport

La capacità di misurare i risultati, attraverso indicatori di performance e monitoraggio costante, è la chiave imprescindibile per il miglioramento delle prestazioni e il successo di qualsiasi progetto. Si tratta di una dinamica comune nella vita, nel business e soprattutto nello sport, dove l’abilità di “ascoltare” il proprio corpo e interpretarne i segnali è uno dei principali fattori che distingue l’atleta esperto dal principiante. L’intelligenza artificiale, che permette di elaborare i dati raccolti dai sensori e restituire evidenze utili per comprendere le condizioni fisiche dello sportivo, offre un supporto importante per elaborare programmi di allenamento personalizzati, declinati sui progressi individuali e volti ad accelerare i ritorni delle sessioni di training.

Sulla base di queste considerazioni, l’iniziativa di Integris è stata avviata lo scorso anno e ha visto la partecipazione di dieci atleti non professionisti, arruolati tra la cerchia di collaboratori e conoscenti dell’azienda, che si sono cimentati nella Maratona di New York dopo cinque mesi di allenamento preparatorio. I podisti sono stati monitorati costantemente in ogni sessione grazie alla presenza di sensori IoT apposti su t-shirt e calzini. Gli algoritmi e i modelli predittivi messi a disposizione da Integris hanno, quindi, permesso di stimare l’esito della gara per ciascun partecipante in base al rendimento delle sessioni di training. Fondamentale al progetto è stato il contributo di Meucci, che oltre a essere un mezzofondista e un maratoneta di alto livello, ha conseguito la laurea in Ingegneria dell’Automazione e da tempo collabora con il laboratorio di ricerca e sviluppo Integris di Pisa.

Daniele Meucci
Il pluripremiato campione Daniele Meucci, mezzofondista e maratoneta

Il progetto 2019: Integris Smart Runners

Ma la competizione nella Grande Mela è stata soltanto il banco di prova: quest’anno il progetto continua con la denominazione Integris Smart Runners e l’obiettivo di tagliare il traguardo della Maratona di Roma.

A fine febbraio, a poco più di un mese dalla gara, gli atleti del team si sono incontrati insieme al coach Meucci e alla dirigenza della società per fare il punto della situazione e allenarsi presso l’impianto sportivo Stadio Redini di Cascina a Pisa.

Il morale è alto e gli atleti molto determinati a inseguire il personal best, ovvero a migliorare la propria prestazione sui tempi della maratona. E nel frattempo anche l’intelligenza artificiale ha fatto progressi sulla base dell’esperienza newyorkese, con gli algoritmi affinati per ridurre le discrepanze tra risultati attesi ed effettivamente conseguiti.

 

Il sensore IoT e le metriche di performance

Il footpad utilizzato per la Maratona di Roma dal Team Integris
Il footpad utilizzato per la Maratona di Roma dal Team Integris

Per correre la maratona romana, gli atleti sono stati dotati del sensore di movimento a nove assi Runscribe Footpod da allacciare alla stringa delle scarpe, che permette di collegarsi all’apposita app per dispositivi Android e iOs tramite protocollo Bluetooth o Ant+ di Garmin, garantendo la rapida visualizzazione dei dati raccolti in allenamento e di alcuni insight di base.

Il dispositivo è in grado di rilevare non solo le metriche tradizionali come il numero dei passi, la distanza percorsa o il ritmo medio, ma anche dati che permettono di calcolare con maggiore accuratezza l’efficienza e gli shock della corsa: ad esempio, è possibile analizzare il tipo di movimento e di appoggio del piede (cioè se l’atleta soffre di pronazione o supinazione), valutare la simmetria di potenza delle gambe oppure stimare l’energia necessaria per il mantenimento del passo.

 

Gli analytics a vantaggio del runner

Tutti questi dati, incrociati con altri parametri di performance e medicali (ad esempio, il battito cardiaco, le calorie consumate, gli esami del sangue), quindi opportunamente elaborati e interpretati, possono restituire indicazioni particolarmente utili: oltre alla stima delle condizioni fisiche, dell’indice di stanchezza (il confronto tra più sessioni di allenamento permette di identificare inaspettati cali di prestazione) e del tempo finale sul percorso di gara, viene elaborato un programma di allenamento personalizzato, dinamico (ovvero aggiornato nel tempo in base ai risultati) e in sicurezza. Grazie all’evoluzione dell’intelligenza artificiale, è possibile calcolare anche la propensione agli infortuni di ogni singolo atleta, in quel particolare momento della preparazione, andando a intervenire a livello medico e regolando l’intensità degli allenamenti per prevenire eventuali danni fisici.

 

SAM, un assistente virtuale per la corsa

Come sottolineano gli esperti di Integris, infatti, il vero motore delle applicazioni IoT risiede nella potenza delle soluzioni analitiche alla base, indipendentemente dalla tipologia di sensori e dispositivi utilizzati per la raccolta dei dati.

L’obiettivo a tendere del progetto Integris Smart Runners infatti è la realizzazione di una piattaforma proprietaria in cloud, agnostica rispetto ai sensori e ai dispositivi di monitoraggio, che permetterà l’analisi dei dati relativi alla corsa e l’erogazione di servizi di virtual coaching. Basterà infatti inserire nella dashboard online le informazioni sullo stato di salute e sulle prestazioni podistiche per ottenere indicazioni utili al fine di ottimizzare gli allenamenti e preservare il fisico da potenziali infortuni.

In attesa di queste ulteriori innovazioni, non ci resta che seguire l’avventura del team Integris e Daniele Meucci verso la Maratona di Roma del 7 aprile.

 

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