Supercomputer e Data Center: Lenovo pronta ad affrontare l’AI

Il Data Center Group del vendor cinese accelera sull’HPC per l’applicazione dell’elaborazione di Big Data in mercati verticali, dove più che una Digital, propone una Intelligent Transformation

Pubblicato il 17 Lug 2018

HPC

Supercomputer: il Data Center Group del vendor cinese accelera sull’HPC per l’applicazione dell’elaborazione di Big Data in mercati verticali, dove più che una Digital, propone una Intelligent Transformation

HPC, supercomputer e Hyperscale. Lenovo, con la propria divisione Data Center Group, punta con decisione alle infrastrutture dalle performance aumentate fino ad arrivare al supercalcolo, per abbracciare le potenzialità dell’augmented intelligence e portarle, concretamente, nei diversi settori verticali. La strada ormai è quella, ed è una strada che Lenovo ha percorso a grande velocità nel giro di poco tempo da quando ha iniziato, nel 2014, con l’avvio del business data center a seguito dell’acquisizione dell’offerta server da IBM.

Alessandro De Bartolo supercomputer hpc data center Lenovo
Alessandro de Bartolo, Country General Manager Lenovo DCG Italia

Data Center Group cresce del 66% in EMEA

«Il Data Center Group di Lenovo ha avuto una crescita mondiale del 43,9% (1.223 milioni di dollari) anno su anno nel corso dell’ultimo quarter del nostro esercizio 2018, che si è concluso lo scorso marzo – dichiara Alessandro De Bartolo, General Manager Data Center Group Lenovo Italia -. In EMEA il trend è stato di ben lunga maggiore, con crescite del 66%, area che contribuisce maggiormente alla nostra quota per il mercato dell’High Performance Computing. Proprio su HPC, infatti, stiamo puntando in maniera particolare, avendo peraltro raggiunto il primo posto nella top 500 dei fornitori di supercomputer, con presenza delle nostre tecnologie in 117 installazioni (30 solo nell’ultimo anno)».

I supercomputer Lenovo trovano impiego nei mercati verticali

Una risposta alla rapida ascesa di richieste di macchine ad alta capacità di calcolo da parte del mercato, dove l’offerta di Data Center Lenovo, si declina in utilizzi per Servizi, hyperscale, mercato IoT, Telco e supercomputer. Questi ultimi, in particolare, trovano collocazioni tipiche in segmenti quali manufacturing, Finance, Accademico, Life Science, Oil & Gas, Engineering e Meteorologia, con progetti che vedono l’integrazione di hardware con software, servizi e soluzioni.

La potenza di calcolo degli HPC sfruttata nell’enterprise e centri ricerca

Vari e con nomi altisonanti in diversi settori, i principali clienti che stanno attualmente utilizzando i sistemi HPC di Lenovo, con un gran numero di Università per l’utilizzo delle macchine in ambito ricerca, ma anche di aziende enterprise, mentre in Italia spiccano realtà quali Cineca ed Enea.

Enti e aziende che sfruttano le potenzialità dei sistemi Lenovo nel supercalcolo, oggi agevolato e potenziato anche dai nuovi sistemi di raffreddamento sofisticati e inediti ideati dalla casa cinese.

Neptune è infatti il nuovo sistema di cooling a liquido adottato, che promette fino al 50% di miglioramenti in efficienza del Data Center e che impiega tre diverse tecnologie: TTM, ossia il Termal Transfer Mode, ibrido che combina aria e acqua; DTN, Direct To Node, ad acqua calda direttamente convogliata sul nodo e RDHX, Rear Door Heat Exchanger, ad acqua.

Supercomputer: tema da ecosistema

«Ma nel contesto del supercalcolo, Lenovo non lavora da sola – sottolinea De Bartolo -. Intorno a questo tema, infatti, abbiamo aggregato un intero ecosistema di partner vendor tecnologici, con cui realizziamo le installazioni, riuscendo a lavorare anche su tecnologie che non siano di nostra proprietà, con vantaggi sia per i clienti sia per i system integrator che ci accompagnano su tale mercato».

Un ecosistema di partner che collabora, quindi, per la creazione di sistemi in grado di gestire e analizzare i Big Data con alti gradi di efficienza, anche dal punto di vista energetico. Dal canto suo Lenovo contribuisce con LICO, un sistema di intelligent computing orchestration, ossia un sistema software che semplifica la gestione e l’uso dei cluster distribuiti in progetti di HPC, giunto ormai alla versione 5.2, attraverso il quale gestisce le performance end to end dei propri sistemi di High Performance Computing, intervenendo sempre più anche nelle interpretazioni in ambito Augmented Intelligence.

Dalla Digital Transformation alla Intelligent Transformation

«Il percorso che abbiamo intrapreso attraverso i nostri sistemi HPC è ormai orientato con forza verso l’AI – Artifical Intelligence – conclude De Bartolo -, con un approccio che prevede sia una fase di discover, ossia di ricerca delle potenzialità derivanti dall’AI, per la quale mettiamo a disposizione 4 innovation center a livello worldwide, dove i clienti possono usare LICO sulle nostre infrastrutture e capire attraverso quali algoritmi utilizzare i propri dati. A questo segue poi la fase di sviluppo dell’opportunità, attraverso modalità estremamente semplici. Lo scopo è trasferire il concetto di Digital Transformation e tradurlo in “Intelligent transformation”, da applicare a tanti progetti dove l’intelligenza è protagonista: dalla diagnosi dei tumori, diagnosi delle retine, agli algoritmi di trading nella finanza, al predictive maintenance nel manufacturing o nel controllo qualità, fino a progetti di gestione delle irrigazioni in agricoltura».

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