Applicazioni

L’AI nei processi di recruiting: tanti vantaggi e qualche criticità

Dalla scrematura iniziale dei curricula al processo di ricerca e selezione dei candidati, alla riduzione dei pregiudizi; come la tecnologia può far risparmiare tempo da dedicare ad attività di maggior valore

Pubblicato il 08 Set 2023

Arianna Lamera

Talent Acquisition & People Business Partner di Factorial

AI recruiting

L’attuale mercato del lavoro sta vivendo una profonda fase di trasformazione, un cambiamento in atto che sta portando le grandi multinazionali, così come le PMI, ad affrontare diverse sfide per non perdere competitività e che sta interessando in particolar modo il settore delle risorse umane. Dal punto di vista dell’employer branding diventa centrale riuscire a intercettare persone di valore e potenziali talenti da far entrare nel proprio team. In tal senso l’intelligenza artificiale può aiutare il settore del recruiting ad affrontare e superare le difficoltà connesse ai processi di recruiting attraverso soluzioni innovative: dall’automazione delle attività ripetitive alla riduzione dei pregiudizi, è possibile semplificare la ricerca di candidati, promuovere la diversità e risparmiando tempo da dedicare ad attività preziose.

L’AI nella ricerca e selezione dei candidati

L’AI sta già trasformando il modo in cui gestiamo le persone e i talenti. Possiamo dire, prima di tutto, che il reclutamento e l’assunzione rappresentano processi complessi, che devono affrontano una serie di sfide. Alcune delle più comuni, per esempio, includono la ricerca e la selezione dei candidati. Trovare i profili giusti e selezionarli in modo efficiente attraverso un numero indefinito di CV può richiedere molto tempo e un grande carico di lavoro. L’intelligenza artificiale può offrire una serie di vantaggi significativi; ad esempio, attraverso l’uso di algoritmi fornisce la possibilità di automatizzare la prima fase di scrematura iniziale dei CV, permettendo ai reclutatori di potersi concentrare su attività di valore più elevato.

L’AI per eliminare i pregiudizi nel recruiting

Un’altra sfida chiara ed evidente ha a che fare con i pregiudizi, che possono influenzare le decisioni relative all’assunzione. Non a caso, secondo “Future of Work”, la ricerca curata da Inaz – Osservatorio Imprese Lavoro e Business International – Fiera Milano, il tema della Diversity&Inclusion è sì considerato importante a livello etico, ma solo il 50% pensa all’impatto che potrebbe avere sul business e solo il 46% delle aziende sta attivando piani concreti. Non sorprende che ciò si traduca in un divario nella diversità e in opportunità mancate.

Anche in questa situazione l’AI può lavorare sull’eliminazione di tali pregiudizi in quanto, grazie all’utilizzo di algoritmi, si possono prendere decisioni basate su dati e criteri oggettivi. In questo modo, è possibile promuovere e incoraggiare la diversità all’interno di un team, permettendo di andare oltre i pregiudizi. In considerazione soprattutto del fatto che è indubbio che la diversità aiuti le persone a crescere e a lavorare in modo più aperto.

Ai recruiting

Come implementare l’AI nel recruiting?

Lo stesso progresso tecnologico va di pari passo con l’evoluzione culturale. Negli ultimi anni, il settore ha subito diverse trasformazioni: una è tecnologica, la seconda è culturale mentre la terza ha a che fare con le nuove aspettative dei dipendenti. Questa è la tendenza emergente che prende il nome di HR 5.0 e che mette le persone al centro delle decisioni, utilizzando la tecnologia per migliorare l’esperienza dei dipendenti e aumentare l’efficienza dei processi. L’AI è quindi una parte fondamentale di questo approccio, tenendo sempre al primo posto l’importanza delle relazioni umane.

Tuttavia, implementare l’intelligenza artificiale nelle risorse umane non è semplice come acquistare un programma software e installarlo. Si tratta, al contrario, di un’integrazione che richiede una pianificazione e una esecuzione precise per garantire che la tecnologia soddisfi le esigenze dell’azienda e dei suoi dipendenti. Pertanto, per implementare queste tecnologie in modo efficace, è necessario seguire alcuni passaggi chiave.

Definire obiettivi chiari

Il primo è definire obiettivi chiari: identificare le sfide specifiche che si desiderano affrontare con l’AI e stabilire risultati che si intendono raggiungere aiuterà a concentrare maggiormente gli sforzi di implementazione. Ad esempio, l’azienda cosa vuole ottenere con l’intelligenza artificiale? Automatizzare le attività ripetitive, migliorare i processi di assunzione o migliorare il coinvolgimento e la fidelizzazione dei dipendenti? Una volta che è chiara la comprensione degli obiettivi prestabiliti, è possibile iniziare a esplorare soluzioni di intelligenza artificiale in linea con gli stessi.

Approccio step by step

Un altro suggerimento: implementare l’AI nelle risorse umane sì, ma un passo alla volta. È possibile iniziare con un singolo processo, come lo screening dei CV, per fare un primo test sulle prestazioni di questa tecnologia su piccola scala.

Infine, è importante coinvolgere professionisti delle risorse umane, manager e dipendenti nella decisione di fare questo salto tecnologico, soprattutto perché le preoccupazioni relative alla sicurezza del lavoro, alla privacy e all’etica sono implicite in questo processo di cambiamento. Per questo motivo, le aziende che abbracciano l’intelligenza artificiale nelle risorse umane devono porre l’attenzione anche su considerazioni etiche, come il pregiudizio che ho menzionato prima, la privacy e la trasparenza. È essenziale garantire che la tecnologia non sia opaca e che il processo decisionale sia spiegabile, nonché privo di discriminazioni e pregiudizi.

Collaborazione fra team HR ed esperti di AI

Anche la collaborazione tra i team HR e gli esperti di AI gioca un ruolo chiave: solo lavorando in sinergia, si potranno comprendere le esigenze specifiche dell’azienda sviluppando soluzioni personalizzate in linea con gli obiettivi comuni.

Infine, la raccolta e la pulizia dei dati sono i passaggi cruciali per sfruttare al meglio l’AI nei processi di recruiting. Infatti, la qualità e la quantità dei dati disponibili influenzeranno l’efficacia degli algoritmi e l’accuratezza dei risultati.

Conclusioni

Mentre la tecnologia continua a progredire, è importante rimanere al passo con le ultime tendenze e le migliori pratiche nel campo dell’AI nei processi di recruiting. Rimanere aggiornati e adattarsi ai cambiamenti garantirà quindi che le aziende rimangano competitive ed efficienti nell’attrarre e reclutare nuovi talenti.

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