Banche

Banche: negli Usa, 8 su 10 sfrutteranno l’AI nei prossimi anni

Customer care e assistenti virtuali le applicazioni più probabili e diffuse secondo uno studio Springer. In Italia a sfruttare le nuove tecnologie sono soprattutto le banche del Nord

Pubblicato il 28 Ago 2023

Francesco Elmi

Marketing Manager di QuestIT

AlphaGeometry Q*

Creare il proprio futuro significa attivarsi nel momento presente, affidandosi ai principali trend che lo caratterizzano e, soprattutto, lo innovano: con queste parole viene definito il settore delle banche, che si affiderà sempre più alla tecnologia dell’intelligenza artificiale. Conferme in merito giungono da Springer, gruppo editoriale di fama internazionale, e da un recente studio denominato “L’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel settore bancario: una revisione sistematica della letteratura”. Solo negli USA, ben 8 banche su 10 sfrutteranno le potenzialità dell’AI nei prossimi anni per migliorare i propri servizi e, di conseguenza, il business generale.

Il mercato dell’AI applicata all’universo bancario supererà quota 64 miliardi di dollari di fatturato entro il 2030

Il trend, però, coinvolge il mondo intero: secondo International Banker il mercato dell’intelligenza artificiale applicata all’universo bancario supererà quota 64 miliardi di dollari di fatturato entro il 2030. Quali sono le ragioni che spingono i direttori delle banche globali ad abbracciare la tecnologia del momento? A mio giudizio sono innumerevoli. In primis la possibilità di analizzare i dati in un modo veloce ed efficace (60%), seguono l’incremento della produttività (59%) e la riduzione dei costi a livello generale (54%). Il trend coinvolge anche l’Europa. Tra i paesi maggiormente coinvolti in questa new AI age in banking c’è la Germania con i più importanti istituti di credito del Paese pronti a raddoppiare i propri investimenti in termini d’innovazione.

L’adozione dell’AI nelle banche in Italia

Il viaggio prosegue poi con l’Italia in cui l’AI viene adoperata in particolar modo all’interno delle banche del Nord (79%), meno in quelle del Centro (14%) e del Sud (7%).

Questi ultimi dati emergono da un’indagine interna condotta su un campione di organizzazioni del territorio dall’azienda QuestIT che, attraverso l’intelligenza artificiale, realizza avatar e assistenti virtuali di ultima generazione che possono aiutare le banche ad abbracciare il futuro fin da subito. L’universo delle banche, dopo quello medico e delle HR, sarà quello più influenzato positivamente dalle nuove tecnologie tra cui l’AI. I dati raccolti sono una conferma ulteriore del cambiamento che stanno apportando gli istituti di credito di tutto il mondo.

Anche l’Italia non resta di certo a guardare e quest’evoluzione dipende, e dipenderà, dalle proposte innovative dei partner che, in vista dei prossimi anni, saranno chiamati a essere efficaci e pronti a soddisfare le esigenze delle organizzazioni del territorio. Gli assistenti virtuali, infatti, possono essere inseriti all’interno di totem o piattaforme e, di conseguenza, guidare i clienti nella ricerca delle informazioni oppure prendere gli appuntamenti nel minor lasso di tempo possibile.

In questo modo sarà possibile velocizzare alcune fasi dell’operatività e soddisfare al meglio i cittadini che hanno bisogno di consulenza. Occorre essere consapevoli dei passi in avanti che l’AI sarà in grado di effettuare in tempi brevi, dobbiamo farci trovare pronti sin da subito.

Le applicazioni più diffuse dell’AI nel settore bancario

Entrando più nel dettaglio in merito alle applicazioni più diffuse all’interno del panorama bancario, l’intelligenza artificiale è in grado di potenziare il customer care perché garantisce alle banche un servizio attivo 24/7 su diversi canali in più lingue, rispondendo così ad oltre 1600 messaggi al giorno e trovando una soluzione alle richieste dei clienti in soli 3 minuti. In secondo luogo, gli assistenti virtuali di ultima generazione sono capaci di comprendere, analizzare e raggruppare grandi quantità di dati estremamente complessi e migliora l’esperienza del singolo cliente perché lo segue passo dopo passo. A questo proposito, l’innovazione avveniristica, grazie alle componenti di emotion e attention detection che comprendono le espressioni facciali delle persone con cui hanno a che fare, è in grado di capire se il messaggio da lui divulgato è stato compreso nel migliore dei modi oppure no. Inoltre, l’AI velocizza il processo di selezione degli HR recruiter che sono alla ricerca di figure qualificate o da formare, da inserire nel team.

Conclusioni

Ancora, l’AI offre supporto ai consulenti bancari nel momento in cui necessitano di informazioni: questi possono confrontarsi con gli avatar che indicano loro, attraverso l’uso della voce, lo stato di una pratica, di un pagamento o effettuano al posto delle persone in carne e ossa dei conti di difficoltà variabile. Per concludere, l’artificial intelligence offre la possibilità di vivere un’esperienza 100% phygital e, grazie proprio a dei virtual assistant presenti all’interno di totem o piattaforme, può amplificare il concetto di inclusione ed accessibilità, offrendo supporto alle persone ipoudenti che possono comunicare solo ed esclusivamente in lingua dei segni.

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