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AI Generativa nel 40% delle imprese italiane



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Il dato emerge dal “Next Digital Experience Survey 2023”, uno studio sulla diffusione delle tecnologie del Web 3.0 condotto da TIG – The Innovation Group per Web3 Alliance. La tecnologia più conosciuta è la virtual reality (89%)

Pubblicato il 5 mar 2024



CAIO

Il 40% delle imprese italiane intervistate ha integrato l’intelligenza artificiale generativa nei propri processi, mentre il 54% prevede di farlo entro i prossimi tre anni. Questi dati emergono dal “Next Digital Experience Survey 2023“, uno studio sulle tecnologie del Web 3.0 condotto da TIG – The Innovation Group per Web3 Alliance e patrocinato da Invesco.

Al primo posto c’è la realtà virtuale

La tecnologia più conosciuta, tuttavia, è la virtual reality (VR), con l’89% delle aziende che ne sono a conoscenza e solo l’1% che non ne ha mai sentito parlare. Secondo lo studio, la VR è la tecnologia più nota rispetto ad altre soluzioni associate al Web 3.0, come l’Intelligenza Artificiale Generativa (84%), l’Augmented Reality (88%), la Mixed Reality (69%), la Blockchain (77%) e il Metaverso (87%).

L’intelligenza artificiale generativa si distingue come la tecnologia più adottata (40%) con prospettive di adozione (54%) superiori rispetto alle altre tecnologie esaminate nello studio di TIG – The Innovation Group per Web3 Alliance intitolato “Next Digital Experience Survey 2023”. Lo scopo della ricerca è misurare il livello di consapevolezza e i trend di adozione delle tecnologie del Web 3.0 che abilitano gli utenti all’utilizzo delle più avanzate esperienze digitali, concentrandosi su tre macro aree:

  • la conoscenza, l’adozione e gli utilizzi delle tecnologie Web 3.0;
  • il percorso previsto dalle aziende nell’adozione di queste tecnologie;
  • le priorità progettuali da considerare, le aree aziendali coinvolte, le competenze richieste e gli investimenti previsti.

Le tecnologie del Web 3.0 sempre più conosciute

In generale, le tecnologie del Web 3.0 stanno diventando sempre più conosciute e apprezzate: la ricerca ha rivelato un crescente interesse verso una strategia aziendale innovativa. Nonostante la maggioranza degli intervistati ritenga che la loro conoscenza sia limitata, la tecnologia più popolare è la Virtual Reality (VR): l’89% degli intervistati afferma di conoscerla, ma solo il 7% si dichiara esperto e allo stesso tempo utente. Il dato aumenta per l’Intelligenza Artificiale Generativa che conta il 12% di esperti e utenti ma registra una consapevolezza generale dell’84%. La classifica sulla consapevolezza prosegue con l’Augmented Reality conosciuta dall’88% degli intervistati ma utilizzata solo dal 5%. Segue il Metaverso anch’esso utilizzato dal 5% ma conosciuto dall’87%. Ultimo posto per la Mixed Reality, di cui il 12% dichiara di non averne mai sentito parlare contro il 69% che dice di conoscerla.

Lo studio si è concentrato non solo sulla consapevolezza delle aziende italiane delle tecnologie del Web 3.0. Il 40% degli intervistati utilizza la Generative AI, seguita dal 26% che dichiara di adottare l’Extended Reality, la categoria che comprende VR, AR e MR. La blockchain è già utilizzata oggi dal 16% delle aziende, mentre il metaverso registra una percentuale di adozione del 14%.

Andrea De Micheli, presidente di Web3 Alliance ha commentato i risultati della ricerca affermando: “Dalla survey emerge chiaramente che le tecnologie del Web 3.0 stanno entrando in modo sempre più incisivo all’interno dei processi aziendali. Prima fra tutte, l’AI generativa si rivela l’architetto che sta rimodellando le industrie. L’ingresso dell’Intelligenza Artificiale e delle realtà immersive nei modelli di business è influenzato anche dalla direzione verso cui si sta muovendo oggi il mercato, che nel 2024 prevede l’uscita di nuove soluzioni in grado di rendere ancora più semplice per le aziende la completa transizione al digitale. Le potenzialità offerte dalle tecnologie del Web 3.0 rappresentano un vantaggio significativo sia per i piccoli business che per le multinazionali, non solo perché permettono di automatizzare molte procedure, rendendo così l’attività lavorativa più dinamica, ma anche perché aprono le porte a una nuova era in cui creatività e intelligenza convergono, spingendo le imprese verso vette mai raggiunte prima”.

A frenare l’adozione della Extended Reality è la mancanza di competenze

Tra coloro che preferiscono l’Extended Reality, il 51% prevede di integrare AR, VR e MR entro i prossimi 3 anni. Inoltre, si registrano investimenti in crescita (il 52% aumenterà la spesa tra l’1% e oltre il 10% rispetto al 2023) per i progetti digitali di XR. Solo 1 azienda su 5 afferma che non le utilizzerà mai. Secondo chi già le utilizza o prevede di farlo, le tecnologie XR sono utili sia per una comunicazione interna più efficace, sia per fornire informazioni a valore aggiunto ai clienti. Gli ambiti di applicazione in cui le tecnologie virtuali riscuotono maggior successo sono la progettazione e prototipazione di nuovi prodotti e servizi (53%), generazione di contenuti virtuali con cui i clienti possono interagire (42%) e, infine, il Customer Service (32%). Le aziende hanno rilevato che anche la User Experience si modifica grazie all’utilizzo delle Extended Reality sotto molteplici punti di vista, primo fra tutti il miglioramento dell’esperienza dell’utente attraverso un coinvolgimento più immersivo e interattivo.

Come evidenzia la ricerca, inoltre, a frenare l’adozione delle XR da parte delle imprese è la mancanza di competenze digitali dei propri utenti (54%) e l’eventuale incompatibilità tra i dispositivi (44%). A differenza delle altre tecnologie Web 3.0, la GenAI è caratterizzata sia da una rapida adozione che da una maggiore diffusione. Le aziende affermano di utilizzare l’Intelligenza Artificiale Generativa principalmente per gestire il servizio clienti (56%); grazie a quest’ultima sono in grado di fornire risposte rapide ed efficienti e migliorare i propri servizi di Customer Experience. Tra le aziende intervistate, il marketing risulta essere il secondo ambito di applicazione dell’AI generativa (52%) per la produzione di contenuti personalizzati, la creazione di nuovi prodotti e la capacità di automatizzare compiti ripetitivi e analizzare i dati in modo avanzato. Nonostante si discuta spesso della diminuzione delle risorse a causa dell’introduzione della GenAI nei processi aziendali, si osserva una chiara aspettativa all’aumento del capitale umano. In particolare, il 27% del campione si aspetta un incremento compreso tra il 3% e oltre il 20% della forza lavoro. Anche per l’intelligenza artificiale il 56% delle aziende prevede un aumento compreso tra l’1% e oltre il 10% per la spesa in progetti digitali rispetto al 2023.

Il Metaverso è ancora poco diffuso, anche se previsto in crescita

“L’implementazione di tecnologie avanzate Web 3.0 rappresenta un passaggio significativo per migliorare l’interazione con i clienti – commenta Elena Vaciago, Research Manager di The Innovation Group – La stessa AI generativa, che, come mostrano i risultati della survey, sta registrando tassi di adozione molto elevati, promette enormi vantaggi, come la possibilità di conoscere in anticipo le preferenze dei clienti, essere proattivi e veloci nell’offerta di prodotti e servizi. Oggi l’obiettivo delle tecnologie Web 3.0 applicate al cliente è quello di garantire un’esperienza utente fluida, un design intuitivo e user-friendly: non basta però ottimizzare le prestazioni tecniche, è importante ascoltare costantemente gli utenti e assicurare loro sicurezza e privacy”.

Rispetto a Extended Reality e Generative AI, la Blockchain è ancora una tecnologia di nicchia. Più della metà del campione (54%) è scettico e mostra una certa resistenza nell’adozione della nuova tecnologia.

Come per la Blockchain anche per il Metaverso il tasso di adozione attuale è basso. È decisamente superiore rispetto alle altre tecnologie il tasso di coloro che sono scettici nei confronti di questa tecnologia e prevedono l’adozione solo dopo il suo consolidamento. Tra gli ostacoli alla diffusione del Metaverso emerge innanzitutto la diffusa mancanza di competenze digitali (54%) e di standard unici di interoperabilità tra mondi virtuali (50%). Due dati in crescita rispetto all’anno precedente che registrava per entrambi i temi una percentuale del 43%. Nonostante persista la convinzione che la tecnologia non sia ancora abbastanza matura, la spesa in progetti digitali per il Metaverso aumenterà per il 51% delle aziende.

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