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AI Act dell’UE: si avvicina la conversione in legge

Lo scorso 21 novembre è stato raggiunto un accordo a livello di ambasciatori dell'UE, sebbene non sia stato divulgato alcun testo. Ma il gruppo commerciale Business Software Alliance (BSA) ritiene che la legislazione sia eccessivamente ampia [...]
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Lo scorso 21 novembre l’AI Act dell’UE ha compiuto un passo avanti verso la conversione in legge, dopo che i rappresentanti degli Stati membri hanno raggiunto un accordo. Lo ha confermato il Consiglio dell’Unione europea, sebbene non sia stato divulgato alcun testo.

Il testo concordato sarà divulgato solo dopo essere stato formalmente approvato a livello ministeriale, che sarà discussa dal prossimo Consiglio delle telecomunicazioni il 6 dicembre.

La legislazione richiede inoltre l’approvazione del Parlamento europeo insieme al Consiglio, per essere recepita in legge.

AI Act: le preoccupazioni della Business Software Alliance

Matteo Quattrocchi, direttore della politica presso la Business Software Alliance (BSA) sostiene tuttavia che la legge prospettica sia ancora troppo ampia.

“La caratteristica distintiva dell’AI Act è che è giustamente e appropriatamente costruito attorno al concetto di rischio”, afferma Quattrocchi. “BSA è preoccupata che l’applicazione di obblighi ad alto rischio ai sistemi di AI che potrebbero essere utilizzati per molti scopi diversi a basso rischio influenzerà negativamente lo sviluppo, l’implementazione e l’innovazione dell’AI in Europa”.

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Il regolamento prospettico costringerebbe le aziende che sviluppano l’AI ad avere sistemi classificati in base al rischio per i diritti e la privacy dei cittadini.

Se un sistema rientrasse nella categoria “ad alto rischio” sarebbe soggetto a obblighi rigorosi, compresa l’attuazione forzata di controlli sulla gestione del rischio. Un esempio potrebbe essere gli strumenti di reclutamento basati sull’intelligenza artificiale.

La legislazione che è passata attraverso il Parlamento europeo ha superato la fase delle raccomandazioni, dopo un voto a maggio.

Tuttavia, si prevede un ritardo nel voto sull’adozione del disegno di legge poiché i legislatori sono ai ferri corti sulle disposizioni relative ai sistemi di identificazione biometrica. L’AI Act Ue li classificherebbe come “ad alto rischio”, con il divieto per le forze dell’ordine di utilizzarli in spazi accessibili al pubblico senza l’autorizzazione di un organo giudiziario.

 

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