Realtà aumentata e Realtà virtuale, cosa cambia con il 5G

In mancanza di una linea di rete fissa applicazioni come quelle di realtà aumentata o realtà virtuale possono soffrire di problemi di latenza. Una criticità che dovrebbe essere definitivamente risolta a partire dal 2022, con la piena adozione del 5G

Pubblicato il 20 Set 2018

SporTech

Le applicazioni di realtà aumentata e virtuale sono già oggi capaci di portare innovazione e creare notevoli opportunità in molti settori di business, tanto che tutte le previsioni indicano uno sviluppo esponenziale di questo mercato nei prossimi anni. Il problema è che il funzionamento delle applicazioni AR e VR presuppone l’impiego di una enorme quantità di dati, dal momento che entrambe queste tecnologie hanno a che fare con contenuti video che interagiscono in tempo reale con gli utenti. In ambienti dove esiste la disponibilità di una rete fissa già oggi l’interazione si presenta in genere soddisfacente, ma in tutti in quei casi in cui gli utenti finali devono fare unicamente affidamento sulla capacità di banda dei propri dispositivi mobili possono presentarsi problemi di latenza, che si ripercuotono negativamente sull’esperienza complessiva. Il caso classico, che più o meno tutti possono ricordare, è l’applicazione AR Pokemon Go, che non di rado può incepparsi dovendo contare sul 4G.

5G: addio ai problemi di latenza

Fortunatamente all’orizzonte si profila una rivoluzione tecnologica che potrebbe spingere notevolmente il potenziale delle soluzioni di realtà virtuale e realtà aumentata: stiamo parlando del 5G, la quinta generazione degli standard per le connessioni da dispositivi mobili, che diventerà il riferimento a partire dal 2022 (proprio nei giorni in cui scriviamo in Italia si stanno svolgendo le aste per l’assegnazione delle frequenze). Tra meno di quattro anni ogni device connesso alla rete potrà infatti contare su una velocità di 100 Megabit per secondo in download e di 50 megabit per secondo in upload, con una latenza massima di 4 millisecondi. Una capacità che dovrebbe permettere di superare tutti i problemi di velocità e di latenza a cui abbiamo fatto riferimento in precedenza.

I vantaggi per retail e veicoli connessi

Favorendo così la diffusione della realtà aumentata soprattutto in alcuni ambiti: pensiamo ad esempio al mondo del retail, in cui già oggi si stanno utilizzando delle soluzioni AR per migliorare l’interazione con il cliente. Grazie al 5G sarà molto più semplice, ad esempio, provare un determinato capo di abbigliamento senza doverlo fisicamente indossare. Oppure ottenere molteplici informazioni interattive relative all’origine o al materiale del vestito. Cambiando completamente scenario, il 5G appare la chiave anche per abilitare definitivamente la rivoluzione dei veicoli connessi: la maggiore disponibilità di banda renderà possibile sfruttare davvero Internet per ottenere informazioni supplementari (presenza di autovelox, distributori, traffico, ecc.) in forma di realtà aumentata nelle nostre auto, senza distrarre il conducente dalla guida.

Come lo Sport Tech beneficerà del 5G

Ma, forse, l’ambito della AR che potrebbe più beneficiare del potenziamento assicurato dal 5G è quello delle manifestazioni sportive: già oggi alcuni stadi sperimentano applicazioni di realtà aumentata per fornire un intrattenimento supplementare agli spettatori. Con la quinta generazione mobile questi servizi potrebbero diventare la norma, permettendo ad esempio di visualizzare statistiche dei giocatori, replay di episodi, nonché scegliere e acquistare il posto preferito, ecc. L’utilizzo di speciale micro-camere e sensori potrebbe addirittura presto permettere ai tifosi di vedere e “sentire” il campo dalla prospettiva di un giocatore. In maniera simile, il 5G dovrebbe permettere di migliorare l’esperienza dei visitatori dei musei, rendendo immediatamente accessibili informazioni visuali aggiuntive su opere e artisti. Insomma, le applicazioni AR e VR che sinora sono state coraggiosamente sperimentate sul campo da pochi early adopter, potrebbero diventare presto un servizio mainstream, proprio perché realmente alla portata di tutti gli utenti per effetto dell’introduzione dello standard 5 G.

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