Intelligenza artificiale: arriva il riconoscimento emotivo
16 novembre 2018
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L’intelligenza artificiale riconoscerà le emozioni

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Gianluigi Torchiani

Riconoscimento emotivo. Gartner evidenzia come presto la maggioranza dei dispositivi sarà in grado – grazie all’intelligenza artificiale – di riconoscere le emozioni degli utenti

L’Intelligenza Artificiale sta già avendo un notevole impatto sulle vite quotidiane degli utenti e delle aziende, fino al riconoscimento emotivo. Ma come cambierà questa tecnologia nei prossimi anni? Qualche indicazione importante arriva da alcune previsioni elaborate dalla società di analisi Gartner. Che evidenziano come l’intelligenza artificiale tenderà sempre più ad assomigliare a quella umana, in primis grazie all’acquisizione della capacità di riconoscere le emozioni dei propri interlocutori. In particolare gli assistenti personali virtuali, oggi studiati soprattutto per dare risposte standard (a volte anche con qualche risultato comico), diventeranno capaci di comprendere gli stati d’animo delle persone, in modo da offrire un’esperienza più personalizzata rispetto a quella attuale.

 

 

Anzi, si può dire che nei prossimi anni una svolta di questo tipo sarà in un certo senso d’obbligo per i vendor di tecnologie, che dovranno necessariamente integrare l’intelligenza artificiale in ogni aspetto dei loro dispositivi o rassegnarsi ad affrontare l’emarginazione sul mercato. In buona sostanza, come dimostrano già oggi numerosi prototipi disponibili sul mercato, i diversi dispositivi (smartphone, wearable ma non solo) saranno in grado di distinguere le domande sulla base delle espressioni facciali o dell’intonazione della voce, grazie all’impiego di soluzioni audio e sensori sempre più sofisticati, nonchè grazie a innovative tecniche di computer vision.

La seconda previsione di Gartner è la crescente importanza dei dispositivi indossabili in chiave medica, capaci di avere un impatto notevole sulla salute di una fetta crescente di popolazione. In particolare, l’evoluzione dell’intelligenza artificiale permetterà di andare oltre l’attuale rilevazione dei battiti cardiaci, creando le precondizioni per lo sviluppo di app diagnostiche e terapeutiche, capaci di aiutare a riconoscere patologie come la depressione o l’autismo. Ovviamente, la grande crescita dell’AI, prevede Gartner, andrà di pari passo con il cloud: tutti i dispositivi che abbiamo descritto in precedenza, si affideranno alla nuvola con l’intento di migliorare funzionalità e servizi (statistiche e non solo). Infine l’ultima previsione di Gartner è che di qui al 2022 il machine learning, combinato con tecnologie come la biometria, tenderà a rendere le password un fenomeno residuale nelle autenticazioni digitali.

 

 

Gianluigi Torchiani

Cagliaritano trapiantato a Milano, in dieci anni ha scritto di qualsiasi argomento. Papà, un passato in canoa olimpica e un presente nel calcetto. Patito di classic rock. Redattore gruppo Digital 360

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