Federico Pistono: "Le startup sono il futuro dell'economia"
18 novembre 2018
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Federico Pistono: “Le startup sono il futuro dell’economia ma l’Italia non l’ha ancora capito”

Federico Pistono 2
Nicoletta Boldrini (@NicBoldrini)

Proseguiamo il nostro filone di indagine #InnovationFirst con la testimonianza di Federico Pistono, imprenditore, Angel Investor, Head of Blockchain di Hyperloop Transportation Technologies e fondatore dell’associazione non-profit VISIONARI. «Le startup cambieranno l’attuale sistema politico ed i modelli economici; servono visione ed azioni politiche e sociali concrete», è il messaggio di Federico per l’Italia

 

Federico Pistono, imprenditore (ha fondato quattro startup, due in Italia e due negli Stati Uniti), è il più giovane Angel Investor italiano del gruppo Italian Angels for Growth, uno dei più grandi network di Business Angels italiani, composto da 129 soci provenienti da posizioni di vertice del mondo imprenditoriale, finanziario, industriale e delle professioni. «Ho trentadue anni, non dovrei essere io il più giovane», è lo spirito con il quale Federico si presenta. «A Los Angeles (dove vive) non dico di essere il più vecchio… ma quasi».

Federico PistonoDivulgatore scientifico e autore di libri sul futuro del lavoro, della tecnologia e della società, Federico Pistono oggi è anche Head of Blockchain di Hyperloop Transportation Technologies, società impegnata nella costruzione del primo “treno supersonico”. Lo incontriamo a Milano, in una delle sue rare “pause” italiane, durante la presentazione del suo ultimo libro “Startup Zero.0”; dopo una lectio magistralis su cosa significa davvero startup, cosa sono, come si creano e come andrebbero “fatte funzionare” demistificando l’approccio italiano che tende a classificare come startup anche semplici nuove imprese, Federico viene chiamato più volte dal pubblico in sala a dare un’opinione anche su temi politici che qui riprendiamo proseguendo il nostro filone di indagine #InnovationFirst.

Federico Pistono: le startup cambieranno l’attuale sistema politico ed i modelli economici

«Le startup sono il futuro dell’economia ed alcuni settori sono già stati completamente stravolti da pochissime startup che in poco tempo hanno guadagnato il 60-70% e più di uno mercato specifico», è la premessa di Federico. «È solo una questione di tempo ma, in generale, le startup sono destinate a stravolgere tutti i settori, anche quelli che finora sembrano essere “al riparo” da questo nuovo modo (e modello) di fare impresa. Startup è un’idea che diventa azienda scalabile/industrializzabile con un business da zero a 1 miliardo in meno di 10 anni; tutto il resto è solo nuova azienda, non startup! In Italia, il 90% di quelle che vengono definite “startup innovative” non sono realmente delle startup. E il 90% delle rimanenti è destinato a fallire in meno di un anno».

È solo una questione di tempo e il trend è così esponenziale che serviranno sempre meno startup e meno anni in termini di tempo per sconvolgere settori che oggi sembrano saldi e fiorenti. Non perde tempo e va dritto al punto Federico: «il sistema politico semplicemente dovrà adeguarsi perché già adesso la componente legislativa è chiamata a scrivere leggi per regolamentare situazioni che solo pochi anni fa erano impensabili e che evolvono molto più velocemente di quanto la politica e la legislazione riescano ad adattarvisi».

«Io penso che le startup saranno il futuro dell’economia. Ci saranno piccoli gruppi di persone motivate e incredibilmente capaci in grado di risolvere problemi inimmaginabili, a una frazione del costo della competizione e offrendo i propri prodotti e servizi a milioni di persone», scrive Federico Pistono nel suo ultimo libro.

Programmable economy: servono visione ed azioni politiche concrete

La politica dovrebbe, nella visione di Federico, non solo intervenire per favorire un “clima d’impresa” innovativo a sostegno del modello startup ma anche iniziare a prendere in esame i temi etici e sociali legati alla “programmable economy”, il nuovo modello economico che sta andando delineandosi a livello globale guidato da algoritmi, Intelligenza Artificiale, Blockchain e, in generale, tecnologie esponenziali.

«Le differenze amministrative e burocratiche tra l’Italia e gli Stati Uniti sono sostanziali ma impallidiscono in confronti a quelle di mentalità, visione e velocità di esecuzione», sostiene Federico. «L’Italia a mio avviso non ha ancora compreso il fenomeno (e gli effetti) della concentrazione di potere che si sta configurando proprio a seguito dell’evoluzione e dell’innovazione tecnologica. Trovo per esempio che si parli in modo decisamente improprio del reddito di base: spesso associato ad una sorta di “sussidio di disoccupazione” in una forma un po’ più evoluta, va invece inteso, analizzato e sperimentato come vero e proprio modello di ristrutturazione sociale in risposta ai grandi cambiamenti tecnologici in atto».

Temi sui quali servirebbero, oggi, visione e azioni politiche concrete.

 

Giornalista del mondo Tech | Ho scoperto di essere una “multipotentialite” innamorata di #Innovation #Tech #AI | Il mio motto: sempre in marcia a caccia di innovazione | Direttore di AI4Business e condirettore di Digital4Trade

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