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La normativa italiana sull’intelligenza artificiale: cosa contiene la bozza



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Analisi del progetto di legge sull’AI del governo Meloni, che prevede una serie di regolamentazioni, la creazione di una fondazione, procedure di supervisione e finanziamenti dedicati. Il disegno di legge è ancora in fase di discussione e potrebbe subire modifiche

Pubblicato il 10 apr 2024



legge AI Italia

Venticinque articoli, suddivisi in cinque capitoli. Ai4business ha potuto visionare la bozza della normativa italiana sull’intelligenza artificiale datata 8 aprile 2024. Si tratta di un progetto ancora in discussione che, quindi, potrebbe subire modifiche.

La bozza della legge: un’aggravante per l’AI, i finanziamenti, i sigilli anti-deepfake

Dalla bozza della legge sull’intelligenza artificiale in Italia emerge un quadro delle attività legate all’intelligenza artificiale che il governo intende regolamentare, la costituzione di una fondazione, le procedure di supervisione con una collaborazione tra l’Agenzia per l’Italia digitale (Agid, l’organismo responsabile della digitalizzazione dell’amministrazione pubblica) e l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn), i finanziamenti dedicati – 150 milioni già stanziati nell’ultimo decreto legge relativo al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), approvato il 26 febbraio.

Dall’introduzione dell’aggravante per l’AI alla fiscalità automatizzata, dai sigilli anti-deepfake ai finanziamenti specifici. Sono alcuni degli elementi del progetto di legge sull’intelligenza artificiale che il governo Meloni sta elaborando.

Il primo capitolo del progetto di legge definisce i principi del complesso normativo. Questo si applica nel campo della “ricerca, sperimentazione, sviluppo, adozione e implementazione dei sistemi e modelli di intelligenza artificiale”, al fine di garantire un “uso corretto, trasparente e responsabile, in un contesto antropocentrico” e la “supervisione sui rischi economici e sociali e sull’impatto sui diritti fondamentali”.

L’art. 1 recita: “La presente legge reca principi in materia di ricerca, sperimentazione, sviluppo, adozione e applicazione di sistemi e modelli di intelligenza artificiale. Promuove un utilizzo corretto, trasparente e responsabile, in una dimensione antropocentrica, dell’intelligenza artificiale, volto a coglierne le opportunità. Garantisce la vigilanza sui rischi economici e sociali e sull’impatto sui diritti fondamentali dell’intelligenza artificiale”.

In nove articoli i principi fondamentali del progetto di legge sull’AI in Italia

Il progetto di legge sull’AI stabilisce in nove articoli i principi fondamentali della legge. Nella bozza si afferma che “i sistemi e i modelli di intelligenza artificiale devono essere sviluppati ed implementati nel rispetto dell’autonomia e del potere decisionale dell’uomo, della prevenzione del danno, della conoscibilità, della spiegabilità”.

L’AI “non deve compromettere lo svolgimento democratico della vita istituzionale e politica”, come la manipolazione del voto attraverso i deepfake, ed è necessario garantire le massime protezioni in termini di cybersecurity, “secondo un approccio proporzionale e basato sul rischio”, che è poi quello su cui si basa l’AI Act, il regolamento europeo sul settore.

Da un settore all’altro, il governo prevede nel campo economico che gli enti pubblici promuovano “la creazione di un mercato dell’intelligenza artificiale innovativo, equo, aperto e competitivo e di ecosistemi innovativi”, anche attraverso un mercato specifico per gli appalti pubblici (a cui si fa solo riferimento), e “facilitino la disponibilità e l’accesso a dati di alta qualità per le imprese che sviluppano o utilizzano sistemi di intelligenza artificiale e per la comunità scientifica e dell’innovazione”.

Nel capitolo II, l’art.8 è dedicato a Accessibilità e intelligenza artificiale.

“L’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale contribuisce al miglioramento del sistema sanitario e alla prevenzione e cura delle malattie, nel rispetto dei diritti, delle libertà e degli interessi dell’interessato, anche in materia di protezione dei dati personali.

c) facilitano la disponibilità e l’accesso a dati di alta qualità per le imprese che sviluppano o utilizzano sistemi di intelligenza artificiale e per la comunità scientifica e dell’innovazione;

d) indirizzano le piattaforme di e-procurement delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo I, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 200 I, n. 165 in modo che, nella scelta dei fornitori di sistemi e applicazioni di intelligenza artificiale generativa, vengano privilegiate quelle soluzioni che garantiscono la localizzazione ed elaborazione dei dati critici presso data center sul territorio nazional e, nonché modelli fondativi in grado di assicurare elevati standard in termini di trasparenza nelle modalità di addestramento e di sviluppo di applicazioni basate su Al generativa, nel rispetto della normativa sulla concorrenza e del principio di non discriminazione”.

La delega al Governo per l’attuazione del Regolamento UE

Il progetto di legge sull’AI delega al Governo l’attuazione del regolamento UE in materia di intelligenza artificiale.
“l . Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con le procedure di cui all’articolo 31 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari e del Garante per la protezione dei dati personali, uno o più decreti legislativi per l’adeguamento della normativa nazionale al regolamento europeo sull’intelligenza artificiale“.

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