Intelligenza artificiale: il punto sulla normativa in Italia e nell’Unione europea

Sebbene l’Italia non abbia ancora adottato la propria “strategia nazionale per l’intelligenza artificiale” (ma solo una bozza), il nostro Paese sembra essere all’avanguardia nel campo dell’AI, soprattutto nel campo della ricerca. Quali sono le iniziative dell’Unione Europea [...]
Davide Lo Prete

Analista Difesa e Sicurezza

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L’intelligenza artificiale presenta, allo stesso tempo, opportunità e sfide per la società. Negli ultimi anni, l’UE ha compiuto importanti passi in avanti nel campo dell’AI, per cogliere le opportunità e affrontare le sfide. Anche l’Italia si sta muovendo in questa direzione.

Ad aprile 2018, gli Stati membri e la Norvegia hanno firmato una dichiarazione di cooperazione nel settore dell’AI per assicurare all’UE un ruolo di primo piano nella ricerca e nello sviluppo di sistemi AI e per affrontare le questioni etiche, legali e socioeconomiche derivanti dall’utilizzo di tali tecnologie.

Le iniziative della Commissione Europea

Nel dicembre 2018, la Commissione europea ha adottato il Piano Coordinato sull’Intelligenza Artificiale, volto a rafforzare le sinergie tra Stati membri e istituzioni europee. Questo documento promuoveva l’adozione da parte dei governi, di una strategia nazionale di AI. Uno step fondamentale in ambito europeo è rappresentato dalla pubblicazione del Libro Bianco sull’Intelligenza Artificiale, che ha proposto alcune opzioni di policy per un framework normativo dell’AI.
Successivamente, ad aprile 2021, la Commissione ha rilasciato la Revisione del Piano Coordinato sull’Intelligenza Artificiale che contiene una serie di azioni per rafforzare la posizione dell’UE nello sviluppo di sistemi AI che siano sostenibili, inclusivi, affidabili e che pongano l’uomo al centro. Congiuntamente a tale piano, è stato pubblicato il legal framework on AI, che propone regole flessibili per affrontare i problemi legati all’utilizzo delle tecnologie AI.

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Intelligenza artificiale: le misure intraprese dagli Stati membri

Gli approcci degli Stati europei all’AI variano in base a differenti aspetti, quali priorità strategiche e budget. Tuttavia, tutti gli Stati membri hanno piani ambiziosi per lo sviluppo e la diffusione di tecnologie AI. È quanto emerge dal nuovo report pubblicato congiuntamente dal Joint Research Centre (JRC) della Commissione Europea e dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).
Dallo studio condotto è emerso che la maggior parte dei governi sta promuovendo lo sviluppo di corsi di formazione in ambito AI, per incrementare le skills digitali dei lavoratori. Inoltre, sono in via di sviluppo dei centri di competenza nazionali in grado di favorire la ricerca in ambito AI e promuovere il partenariato tra istituti di ricerca pubblici e privati.

Tra le misure intraprese, poi, gli Stati europei hanno introdotto dei programmi di investimento per supportare gli innovatori nel campo dell’AI e favorire, così, lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi.
Molte strategie nazionali di intelligenza artificiale prevedono, invece, dei fondi per l’applicazione di sistemi nella pubblica amministrazione. Questi investimenti, necessari al fine di ottenere una più rapida implementazione e un maggiore sviluppo di tecnologie AI, non possono prescindere da considerazioni più ampie relative alle problematiche che tale incremento potrebbe portare. Molti Stati membri, infatti, hanno istituito degli organi di vigilanza che controllano che lo sviluppo di AI sia in linea con i valori e i diritti garantiti dall’UE. Ciò attraverso la pubblicazione di buone prassi, la creazione di programmi di formazione e la redazione di codici etici di condotta per i ricercatori e gli sviluppatori.
Un altro elemento di criticità riguarda i dati. I governi stanno sviluppando delle policy di open data per promuovere il libero accesso e la libera condivisione dei dati per lo sviluppo di AI.

Infine, il report mette in luce le iniziative messe in campo dagli Stati membri per affrontare le sfide sociali attraverso l’utilizzo di tecnologie AI. In particolare, la condivisione di dati e informazioni per accelerare la diagnosi, la prevenzione e la lotta al Covid-19 e per trovare soluzioni innovative per combattere il cambiamento climatico.

Lo stato dell’arte dell’intelligenza artificiale in Italia

Per affrontare in modo efficace le sfide poste dall’AI e per conformarsi al contesto europeo, ad ottobre 2020 il governo italiano ha pubblicato la bozza di Strategia nazionale per l’Intelligenza Artificiale, che si basa sulle proposte avanzate a luglio 2020 da un gruppo di esperti di settore.
Il punto cardine di tale strategia è, senza dubbio, la formazione. Soltanto investendo nel capitale umano, infatti, si possono porre le basi per uno sviluppo di sistemi AI che sia in linea coi valori dell’Unione europea. Sono stati, quindi, previsti dei corsi scolastici appositi per promuovere l’acquisizione di digital skills; sono stati creati programmi universitari per colmare la carenza di competenze nel settore.

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Infine, la strategia si propone di promuovere la formazione alle tecnologie AI sia tra le PMI che nella Pubblica Amministrazione.
L’ecosistema italiano dell’AI si basa su tre pilastri:

  • Ricerca e trasferimento tecnologico
  • Produzione
  • Adozione

Per quanto riguarda il primo aspetto, il contesto nazionale è formato da un buon numero di centri di eccellenza, quali

  • il Laboratorio Nazionale di Artificial Intelligence and Intelligent Systems (AIIS) del Consorzio Interuniversitario nazionale per l’informatica (CINI),
  • l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT),
  • il Pervasive Artificial Intelligence Laboratory (PAI Lab), inaugurato lo scorso aprile
  • l’Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale (I3A), ancora in fase di costituzione e che dovrà rappresentare la rete di coordinamento delle attività nazionali in ambito AI.

Intelligenza artificiale in Italia: le proposte per la Strategia nazionale

Secondo quanto evidenziato nel documento di proposte per la Strategia nazionale, all’Italia servirebbe un rafforzamento in tale ambito per “migliorare la competitività alla luce della corsa all’AI”.
Rispetto al secondo punto, invece, l’Italia è tra i paesi leader nel mondo per la robotica e l’automazione industriale. Infine, l’adozione riguarda la Pubblica Amministrazione e l’industria, in cui l’AI può essere impiegata in modi differenti.

Per aumentare la competitività dell’industria dell’AI, il governo italiano incrementerà la spesa pubblica e aumenterà il trasferimento di tecnologie verso le Piccole e Medie Imprese (PMI).
La strategia, poi, si pone obiettivi ambiziosi in termini di Networking. Innanzitutto, la creazione di 8 centri di competenza e 12 cluster tecnologici per la cooperazione e lo scambio di conoscenze; l’I3A, che dovrà nascere a Torino, sarà il centro di coordinamento delle attività a livello nazionale e dovrà facilitare il trasferimento di tecnologie AI.
A livello internazionale, infine, l’Italia è parte della Global Partnership on AI (GPAI), un’iniziativa internazionale volta a favorire lo sviluppo responsabile dell’intelligenza artificiale, per garantire il rispetto dei diritti umani, dell’inclusione e della diversità.

Il contributo italiano contro il Covid-19

Alcuni gruppi di lavoro della GPAI stanno studiando l’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale per contrastare la pandemia di Covid-19. L’Istituto di Robotica e Macchine Intelligenti (I-RIM) sta dando un grande contributo alla causa, attraverso un sistema di mappatura dei progetti pilota sviluppati per rispondere all’emergenza sanitaria.
Inoltre, gli ospedali italiano stanno prendendo parte al progetto “Imaging Covid-19 AI”, il cui obiettivo è quello di migliorare le capacità della tomografia computerizzata nella diagnosi del Covid attraverso l’utilizzo di sistemi AI.

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Conclusioni

In definitiva, sebbene l’Italia non abbia ancora adottato la propria strategia nazionale per l’intelligenza artificiale, la cui bozza è stata pubblicata nel 2020, il nostro Paese sembra essere all’avanguardia per tanti aspetti nel campo dell’AI, soprattutto nel campo della ricerca. Una grande sfida è rappresentata dall’impiego su larga scala dei sistemi AI nella Pubblica Amministrazione e nelle PMI. Proprio per questo, è necessario che il governo continui a prevedere dei fondi adeguati.
Inoltre, le sfide poste dallo sviluppo di tali sistemi rendono necessario lo sviluppo di un framework normativo-etico che assicuri trasparenza e affidabilità, per garantire la fiducia e la sicurezza dei cittadini, come evidenziato dalla bozza di strategia nazionale.

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