Generative Design: l'Intelligenza Artificiale rivoluziona la progettazione
21 settembre 2018
FacebookTwitterLinkedIn

Generative Design: Autodesk studia sistemi generativi basati su Intelligenza Artificiale

Francesco Iorio - Autodesk
Nicoletta Boldrini

All’edizione italiana dell’Autodesk Forum si parla di Generative Design, il futuro del disegno, dello sviluppo e della progettazione basato su Intelligenza Artificiale che consente ai sistemi di generare proposte, suggerimenti se non addirittura componenti e parti di progetto a chi sviluppa prodotti e soluzioni

Generative Design: un motore di ricerca per qualcosa che non esiste

Un search engine non per cercare “cose che esistono” ma per trovare all’interno del design informazioni e indicazioni per cose che ancora non esistono ma che potrebbero aiutare chi progetta a sviluppare nuovi prodotti e soluzioni. Non è fantascienza, è la nuova frontiera del Generative Design presentata da Francesco Iorio, Direttore del Computational Science Research dell’Autodesk Research a Toronto (in Canada) in occasione dell’evento italiano Autodesk Forum 2017 tenutosi qualche giorno fa a Milano.

Francesco Iorio - Generative Design«Nel Generative Design, progettazione/design e produzione sono la stessa cosa: ideare qualcosa che non può essere prodotto non ha senso», dice Iorio, «ma progettare qualcosa di nuovo non è mai un processo facile. Il Generative Design nasce dall’idea di portare l’Intelligenza Artificiale all’interno dei sistemi di progettazione e sviluppo per accelerare e migliorare i processi di ideazione e creazione».

Dal punto di vista tecnico, il Generative Design può essere definito come un metodo in cui uno o più criteri vengono definiti come obiettivi e vincoli (e una varietà di design vengono sintetizzati) che soddisfano le caratteristiche richieste. Alla base di tutto c’è quindi l’Intelligenza Artificiale.

«Anche se il design generativo è spesso considerato come una tecnologia che produce un disegno ottimale di prodotto dato un insieme di requisiti – puntualizza Iorio – è in realtà un sistema sofisticato di problem solving multi-variabile e può essere applicato a una serie di complicati dilemmi o situazioni. Il design generativo deve essere considerato come un processo di definizione di obiettivi e vincoli di alto livello che richiede un utilizzo massivo del potere di calcolo per esplorare automaticamente un ampio spazio di progettazione per identificare le migliori opzioni di progettazione da suggerire».

La conoscenza del Generative Design diventa strumento decisionale

In questo momento il Generative Design utilizza algoritmi di Machine Learning per il riconoscimento di testo e immagini attraverso il quale formulare poi proposte, idee, suggerimenti a chi progetta o modella soluzioni.

«Le potenzialità di questi strumenti vanno ben oltre le “raccomandazioni” – racconta Iorio – perché consentono in realtà ai progettisti, agli ingegneri, ai creativi di meglio comprendere anche il contesto in cui verranno inseriti certi prodotti, sia che si tratti di una scarpa, di una nave o di un edificio, ridefinendo così anche i processi di modellazione di ogni singolo componente o parte dell’oggetto».

L’algoritmo su cui stanno lavorando al centro di ricerca di Toronto, in sostanza, permette di avere una conoscenza molto più approfondita rispetto al problema che si sta cercando di risolvere in fase di progettazione. «La conoscenza è uno strumento decisionale, non solamente un supporto al design», aggiunge deciso Iorio.

Dal riconoscimento al ragionamento: la nuova frontiera dell’IA nel Generative Design

Francesco Iori - AI Generative Design«Quando i dati a disposizione saranno superiori, i sistemi di Generative Design potranno sfruttare algoritmi di Machine e Deep Learning per imparare non solo a riconoscere richieste ed immagini ma anche per passare alla fase più avanzata, quella del ragionamento e della generazione automatica di contenuti».

Si parla in questo caso di “algoritmi di generazione sintetica”, per esempio con capacità di generare automaticamente una modellazione 3D da una immagine bidimensionale o una foto comune, senza avere altre informazioni o altre immagini di riferimento, “semplicemente” con il ragionamento.

Questa nuova fase aprirà inoltre le porte ad una serie di “attività parallele” come il 3D printing automatico attraverso l’utilizzo di robot che analizzano le informazioni e la conoscenza prodotta dai sistemi di Generative Design per avviare i processi di prototipazione e modellazione necessari.

«Per rendere ancora più rapida questa evoluzione serviranno sempre di più anche dati reali, quelli per esempio del contesto, quindi IoT e Big Data Analytics diventeranno ancora più importanti nel percorso di semplificazione e accelerazione del design di cose realmente producibili (in quest’ottica anche lo studio e l’analisi dei nuovi materiali e di come si “comportano” in determinati contesti diventa leva importante della progettazione perché consente di avviare simulazioni interattive prima ancora di provvedere alla modellazione)», conclude con inevitabile entusiasmo Iorio.

Giornalista del mondo Tech | Ho scoperto di essere una “multipotentialite” innamorata di #Innovation #Tech #AI | Il mio motto: sempre in marcia a caccia di innovazione | Direttore di AI4Business e condirettore di Digital4Trade

FacebookTwitterLinkedIn

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


FacebookTwitterLinkedIn

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all’uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi