AI: solo poche aziende hanno raggiunto il punto di maturità

I risultati dell’indagine Accenture “The Art of AI Maturity: Advancing from Practice to Performance”, condotta nel 2021 con dati e interviste a 1615 manager delle più grandi società del mondo per capitalizzazione azionaria, di 16 settori economici e 15 paesi diversi, tra cui l'Italia. Ne emerge un quadro articolato e stratificato [...]
Carlo Lavalle

giornalista

  1. Home
  2. Intelligenza Artificiale
  3. AI: solo poche aziende hanno raggiunto il punto di maturità

L’adozione dell’AI da parte delle aziende è ancora allo stadio iniziale e soltanto un numero ristretto (12 %) ha raggiunto un grado di maturità AI tale da ottenere un vantaggio competitivo. È la realtà che emerge dall’indagine di Accenture “The Art of AI Maturity: Advancing from Practice to Performance”, condotta nel periodo agosto-settembre 2021 con dati e interviste a 1615 manager delle più grandi società del mondo per capitalizzazione azionaria, di 16 settori economici e 15 paesi diversi, tra cui l’Italia. Ne emerge un quadro articolato e stratificato.

Adozione dell’AI: sviluppo continuo e differenziato

Nonostante l’enfasi mediatica, la diffusione e l’impiego di sistemi e tecnologia AI è, all0 stato, appanaggio di una minoranza di imprese e organizzazioni. Secondo l’IBM Global AI Adoption Index 2022, attualmente solo il 35 % delle aziende ha introdotto l’AI nelle sue attività di business, un dato che registra comunque un incremento di + 4 per cento rispetto al 2021. Contemporaneamente, stando alle statistiche Ocse, crescono gli investimenti a livello globale, le pubblicazioni scientifiche e gli skills.

L’adozione dell’AI è graduale e continua e in prospettiva la tendenza è quella di un aumento progressivo e costante : solamente 1 azienda su 5 non ha nei suoi programmi un futuro utilizzo di applicazioni AI.

Uno dei fattori che più di tutti ha contribuito alla diffusione dei sistemi AI, in base a quanto riportano i ricercatori IBM, è la sua maggiore accessibilità. Anche la riduzione dei costi aziendali e l’automazione dei processi, d’altronde, costituiscono elementi che concorrono alla loro adozione. Sistemi e applicazioni AI aiutano a fronteggiare la carenza di manodopera e di competenze, specialmente nelle attività in cui i compiti sono ripetitivi. Strumenti e software AI fanno anche risparmiare tempo a chi lavora come mettono in evidenza il 30 % di professionisti IT intervistati.

Nondimeno, l’adozione della tecnologia AI incontra ostacoli soprattutto per i limiti che riguardano personale dotato di skill, costi alti, mancanza di piattaforme e tool per sviluppare modelli, complessità dei progetti e dei dati. Inoltre, si allarga il gap tra piccole e grandi aziende. Ma il divario cresce anche tra i vari paesi, in Cina e India si riscontra un’accelerazione nell’adozione di sistemi AI, ad esempio, e tra i differenti settori produttivi. Sotto questo aspetto, IT e automotive sono in vantaggio nell’introduzione e nell’integrazione AI.

 

Cos’è l’AI maturity

Complessivamente, la maggior parte delle aziende è in una fase di sperimentazione dell’AI e solamente per il 12% si può parlare di AI maturity. Un concetto che, secondo Accenture, serve a misurare il grado di padronanza delle proprietà dell’AI che consente di trovare la più efficace combinazione per ottenere il massimo delle prestazioni possibili di cui beneficiano clienti, dipendenti e azionisti.

Questo livello, che è riservato a una minoranza di aziende, comprende la capacità di sfruttare dati e intelligenza artificiale e, allo stesso tempo, di gestire la strategia organizzativa, i talenti e la cultura aziendale.

Quattro categorie

I ricercatori di Accenture hanno costruito un indice che valuta il differente sviluppo AI su una scala da 0 a 100, utilizzando due diversi modelli di machine learning per elaborare i dati raccolti così da determinare la performance aziendale in relazione a un set di capacità AI (basilari e distintive).

WHITEPAPER
Analisi Predittiva, AI al servizio dell’Automazione. Sfide, strumenti e strategie
ERP
Intelligenza Artificiale

Il risultato è una griglia che differenzia le aziende in quattro categorie. Al vertice ci sono gli Achiever (12 % del totale), che sfruttano l’intelligenza artificiale per battere la concorrenza e hanno un punteggio di 64 sulla scala della AI maturity. L’attività di questa classe di aziende è correlata a un incremento dei ricavi superiore del 50 % rispetto alle altre imprese. Questo nucleo di aziende all’avanguardia nell’adozione AI, come rileva la ricerca di Accenture, nel 42 % dei casi riscontra un impatto positivo superiore alle aspettative.

A fondo classifica, c’è la categoria delle AI Experimenters, con un modesto punteggio di 29, che però riguarda la stragrande maggioranza delle aziende considerate, pari a una percentuale del 63 %. Al secondo posto, troviamo AI Innovators (13 %), che ottengono 50 punti, e più in basso le aziende AI Builders (12 % sul totale), a quota 44.

Secondo Sanjeev Vohra, responsabile della divisione Applied Intelligence di Accenture, “ogni parte dell’azienda dovrebbe essere interessata dalla trasformazione dovuta a tecnologia, dati, e AI che, in alcuni casi, si traduce in una completa reinvezione dell’impresa. Le aziende AI Achievers indicano la strada mostrando le potenzialità nuove che si liberano quando si è capaci di avere una visione chiara orientata al cambiamento”. Questo gruppo di aziende, tuttavia, ha ancora ampi margini di crescita e malgrado tutti i settori produttivi abbiano al loro interno AI Achievers si potranno osservare variazioni notevoli a seconda della maturità raggiunta e dai balzi in avanti compiuti.

I settori più avanzati dell’AI maturity

Dall’analisi di Accenture su una platea di 1200 società, emerge come il settore più avanzato sia quello delle aziende tech che hanno il punteggio più alto (54) di AI maturity, suscettibile di aumentare fino a 60 entro il 2024. Anche se il primato non verrà scalfito, il comparto automotive è in forte ascesa grazie alle auto a guida automatica. Passi in vanti significativi si verificheranno nel settore retail che sarà in grado di incrementare il punteggio dell’AI maturity passando da 38 a quota 54 entro il 2024.

Ma, indipendentemente dai settori, l’impatto dell’AI sul mondo aziendale è crescente e in fase di accelerazione. Sempre più le grandi società inseriscono come tema di discussione l’AI nelle periodiche riunioni dedicate alla presentazione alla stampa dei risultati aziendali con ricadute sulle probabilità di far salire il prezzo delle azioni. D’altra parte, aumenta la quota parte dei budget aziendali impegnata su progetti AI : nel 2021 il 19% delle società ha investito il 30% di risorse dedicate allo sviluppo tecnologico e nel 2024 saranno il 49%. Inoltre, i modelli di machine learning utilizzati da Accenture prevedono entro il 2024 una crescita percentuale delle aziende AI Achievers che passeranno dal 12% al 27%. Contemporaneamente, il punteggio medio dell’AI maturity aumenterà da 36 a 50. Per di più, circa il 75% delle aziende hanno integrato i sistemi AI nelle strategie di business e riorganizzato i programmi cloud per raggiungere il successo AI.

Cinque fattori per il successo AI

È possibile fare progressi nell’AI maturity, secondo Accenture, agendo su 5 fattori chiave.

  1. È decisivo, come primo elemento, il supporto della leadership dei top e senior manager. L’iniziativa per l’adozione AI, con una forte impronta innovativa, deve essere sostenuta dalla dirigenza per avere successo. L’83 % delle aziende AI Achievers ha questa forte sponsorizzazione del management contro il 67 % dei Builder e il 56 % delle aziende Experimenters.
  2. Un secondo fattore è rappresentato dall’investimento ad opera delle aziende nei talenti e nella formazione. Nello studio Accenture si sottolinea che il 78 % delle aziende AI Achievers ha introdotto corsi di formazione obbligatori sull’AI per dipendenti e manager contro il 56 % nelle Builders il 51 % delle Experimenters. D’altro canto anche la competenza AI è più elevata (44 % contro il 33% e il 30%).
  3. Un terzo fattore è dato dal pensare in termini di “piattaforma”. Che in sostanza vuol dire costruire una base AI nel sistema aziendale composta da cloud, dati e applicazioni AI gestita da team interdisciplinari di data scientist, esperti di machine learning e di dati, e ingegneri di sistema.
  4. Il quarto fattore che può garantire avanzamenti nell’implementazione AI è l’uso responsabile dell’intelligenza artificiale, mentre il quinto è dare priorità agli investimenti a lungo e breve termine.
  5. In ultimo, occorre aumentare la spesa AI, componente fondamentale del successo degli AI Achievers. La loro quota del budget tech è, infatti, costantemente aumentata: nel 2018 era pari al 14% , nel 2021 è salita al 28% e nel 2024 si prevede che arrivi al 34%.

Conclusioni

Tirando le somme, man mano che la tecnologia AI si diffonde, il panorama aziendale è destinato a modificarsi. Sempre più, scalare l’AI all’interno delle aziende diventa un aspetto fondamentale per il ritorno sugli investimenti (ROI) per gli obiettivi di crescita e per conseguire vantaggi sul mercato. In questo senso, l’adozione dell’AI è una necessità così come lo è la sua implementazione e l’integrazione nel business a diversi livelli. Raggiungere la maturità AI non è però solamente un affare di tecnologia. Riguarda anche le persone e l’approccio che l’azienda assume per il suo sviluppo. L’impatto dei sistemi AI sulle aziende è in atto ma per farlo divenire un’opportunità responsabili e manager devono considerare la sua adozione un’arte per poter stabilire performance migliori e ottimali.

FacebookTwitterLinkedIn