AI: le basi etiche della nuova economia sostenuta dal programma Next Generation EU

Una riflessione sugli obiettivi del programma europeo, che prevedono risorse per la costruzione di un nuovo mercato basato sulla sostenibilità sociale, ambientale, la parità di genere al cui centro ci sia l’utilizzo dell’AI, con la progressiva digitalizzazione di tutti i settori. [...]
Fiorello Casi

Researcher and University Scholarship Ethics of New Technologies

AI bias
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L’Unione Europea, sin dalla sua nascita, ha dato un grande importanza ai riferimenti morali in tutti gli ambiti della sua competenza. Anche in ambito economico richiese, sin dalle sue prime direttive – per tutti i bandi relativi ai finanziamenti – l’indicazione chiara e circostanziata degli obiettivi che si volevano raggiungere e dei mezzi utilizzati; e tali requisiti richiesti erano tenuti insieme dai valori che a quel tempo si richiamavano al principio etico cristiano. Un’ampia gamma di settori come lo studio sui cambiamenti climatici, la salute, la produzione di nuove cure e nuovi farmaci, l’agricoltura, la produzione e la distribuzione degli alimenti, il controllo e la gestione dei rischi in tutte le aree critiche delle attività umane, tutto questo e molto altro trarrà beneficio da una intelligenza artificiale che si affiancherà a quella umana, con una centralità nella sua esistenza mai esplorata in epoche precedenti. Per questa ragione diventa urgente la necessità di elaborare un nuovo statuto ontologico che concorra a progettare strumenti sempre aggiornati di garanzia circa l’affidabilità dell’AI. Ecco allora gli obiettivi del programma europeo Next Generation EU.

Il programma europeo Next Generation EU

In ambito europeo questa politica, volta a perseguire queste garanzie, passa attraverso l’attenzione, sempre più estesa e articolata, di strumenti tecnici, tecnologici e filosofici riguardo la generazione, il drenaggio e l’utilizzo dei dati scientificamente sempre più accurati, da parte di soggetti indipendenti- le aziende, in particolare le corporation – con l’utilizzo di algoritmi resi sempre più trasparenti e quindi potenzialmente condivisibili con la pubblica opinione; è questa la strada e il metodo con cui l’Europa oggi persegue la capacità previsionale e gestionale necessarie per affrontare la complessità del mondo produttivo, scientifico, economico e sociale.

Gli obiettivi del programma europeo Next Generation EU, individuati per contrastare la pandemia, provano a immaginare, infatti, un futuro diverso investendo risorse per la costruzione di un nuovo mercato basato sulla sostenibilità sociale, ambientale, la parità di genere al cui centro ci sia l’utilizzo dell’AI, con la progressiva digitalizzazione di tutti i settori sopra elencati.

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Intelligenza biologica e intelligenza artificiale

Il cambiamento climatico, la riduzione della biodiversità e i rischi di pandemie dovute alla globalizzazione; mentre le scoperte dei processi evolutivi biologici, lo studio del patrimonio genetico e del sistema nervoso rilevano sempre più la continuità biologica e le interazioni tra le specie biologiche presenti.

È ormai un argomento di un diffuso dibattito di come si sia in presenza di una transizione storica senza precedenti; infatti, per la prima volta nella storia del pianeta, l’intelligenza biologica (noi) è in procinto di creare a sua volta un’intelligenza artificiale e connettersi ad essa.

Integrando intelligenza biologica e intelligenza artificiale (le macchine) sarà possibile (in parte lo è già) espandere i confini cognitivi della nostra specie e in qualche modo interrompere il monopolio biologico sulla conoscenza della realtà troppo spesso influenzato da quello che ormai molti addetti ai lavori indicano col nome di “paleo-cervello”.

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Tutto ciò ha provocato un fatale e molto veloce (rispetto al passato) passaggio storico, in quanto negli ultimi venti anni si è assistito a un progressivo ma inesorabile cambiamento della sensibilità etica, che ha viaggiato di pari passo con le rapidissime evoluzioni delle realizzazioni scientifiche e tecnologiche; si pensi alla prima sequenzializzazione del genoma umano (fine anni ’90) e alle ultime applicazioni di machine e deep learning.

next generation eu

La datizzazione del mondo

Oggi solo il metodo scientifico, la tecnica e la tecnologia possono garantirci un tale percorso; la progressiva “datizzazione” del mondo è un processo inesorabile e vitale; non si tratta di una scelta opzionabile. L’unica via è quella di una costante e continua ricerca di senso delle nostre azioni, che troveranno nutrimento dallo sviluppo e nel mantenimento di un contesto democratico. E coscienti che, sia il metodo scientifico, sia la democrazia, sono processi quasi sempre contro-intuitivi e hanno bisogno – ancora di più oggi – di tanta energia per essere sostenuti e tanta concentrazione intellettuale.

E il metodo scientifico è il solo ad avere gli strumenti per superare e correggere una visione ingenua del mondo e si basa sul dubbio come strumento e sull’umiltà come atteggiamento, ed è il solo che può dare nuovo impulso al cambiamento delle relazioni umane

Da queste considerazioni l’Europa trae la convinzione della necessità di costruire un percorso in grado di creare una etica condivisa globale, che parta comunque dalla sostenibilità sociale e soprattutto da una cultura con la quale diventa imperativa “la trasparenza” nella ricerca scientifica, frutto di un lavoro interdisciplinare e governata da tutti i portatori di interessi, quando ha come priorità “i beni comuni nostri e delle future generazioni”.

In questo contesto l’intelligenza artificiale è già ora uno strumento centrale per questa nuova fase che potrà contribuire in modo risolutivo alla costituzione di una unica comunità di destino.

Conclusioni

La creazione e l’utilizzo dell’AI comporta nuove sfide per il futuro sulla integrità mentale e relazionale delle persone, ponendo nuovi interrogativi giuridici ed etici.

In particolare, sulla integrità mentale, la sempre più avanzata interconnessione tra l’intelligenza biologica e quella artificiale può determinare, se gestita da singole aziende “profit” che utilizzano algoritmi chiusi e non trasparenti, la manipolazione del paleo-cervello rendendoci consumatori compulsivi e così, per molti versi, non più cittadini ma solo consumatori.

Ma la questione ambientale, la difesa della biodiversità e quindi la nostra sopravvivenza hanno bisogno di una umanità convinta di costruire razionalmente un destino comune condiviso di sopravvivenza, che utilizzi l’integrazione della intelligenza biologica e artificiale, garantendo la continuità della coscienza individuale e relazionale come valore intangibile.

Solo in questo contesto, fatto di uomini liberi, che condividono la necessità di costruire una comunità di destino, infatti, si può utilizzare correttamente il metodo scientifico e la democrazia. Questi sono i riferimenti scientifici e le riflessioni etiche che sono alla base degli indirizzi europei della Next Generation.

Allo stesso tempo, il livello politico, nella maggior parte dei paesi europei, in rappresentanza degli interessi dei cittadini si è dotato di un codice etico con il quale gestire le modalità di somministrazione. Tale modello, con l’utilizzo del metodo scientifico in un ambiente democratico è probabilmente l’unico che abbiamo per meglio prevedere e interpretare il futuro.

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