Normative

AI ACT, via libera dei Paesi Ue



Indirizzo copiato

Dopo l’accordo politico del dicembre 2023, il 2 febbraio 2024 i Paesi dell’Unione europea, all’unanimità, hanno approvato il testo, come previsto dalla tabella di marcia. L’approvazione finale si avvicina

Pubblicato il 2 feb 2024

Chiara Ponti

Avvocato, Legal & Compliance e nuove tecnologie, giornalista



AI Act
Credit: Consiliium Europa

Nella riunione dei Rappresentanti Permanenti dei 27 (Coreper I), che si è svolta il 2 febbraio 2024, come da cronoprogramma, l’AI Act è stato votato all’unanimità il testo sul quale, a inizio dicembre 2023 era stato raggiunto l’accordo politico. Il traguardo è sempre più vicino. Manca davvero poco al voto finale che spetterà all’Europarlamento.

AI ACT: ulteriore passo verso l’approvazione finale

La corsa continua sempre più spedita verso l’approvazione finale del primo testo normativo sull’intelligenza artificiale, con l’ulteriore ok del Coreper (Consiglio dei rappresentanti permanenti degli Stati) all’intesa raggiunta in sede di trilogo, quel famoso 9 dicembre 2023. Ora, al voto finale atteso per il 24 aprile 2024.

La votazione all’unanimità dal Consiglio europeo

Un via libera che proviene grazie all’unanimità della votazione che si è compiuta in sede di Consiglio europeo, non poi così scontata, pensando alla posizione della Francia più rigida.

Ecco che alla fine, con molte meno ore di negoziati rispetto a dicembre 2023, l’AI Act ha raggiunto il voto unanime dei 27 Stati membri dell’Unione europea. Quindi, un altro step raggiunto.

La dichiarazione del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alessio Butti

In questo primo commento a caldo riportiamo ora evidenziando i passaggi più significativi, la dichiarazione completa del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (con delega all’innovazione Tecnologica) Alessio Butti, il quale testualmente ha riferito che: “L’approvazione all’unanimità dell’AI Act segna un momento storico per l’Unione Europea con il contributo determinante dell’Italia e del governo Meloni.

Fin da quando l’Unione Europea ha iniziato a discutere di AI Act, l’Italia ha compreso l’importanza fondamentale di un quadro normativo chiaro e robusto per l’intelligenza artificiale. Il nostro obiettivo è stato quello di garantire che tutte le applicazioni di IA, inclusi i modelli generativi all’avanguardia, operassero all’interno di un sistema di regole che fosse sia semplice che rigoroso, in grado di tutelare i diritti dei cittadini e promuovere l’innovazione responsabile”.

L’iter che ha portato all’approvazione dell’AI Act è stato complesso e ha richiesto una negoziazione serrata tra gli Stati membri. L’Italia ha sempre sottolineato la necessità di un approccio strutturato che prevedesse norme chiare e sanzioni per le violazioni e non semplici codici di autocondotta. Grazie alla nostra diplomazia e alla capacità di dialogo con gli altri paesi membri, in particolare con Francia e Germania, siamo riusciti a superare le divergenze, mantenendo una linea coerente con la posizione espressa fin dall’inizio.

Durante le trattative del trilogo, che hanno coinvolto la Commissione, il Consiglio e il Parlamento, abbiamo lavorato intensamente per costruire un consenso attorno a una posizione che salvaguardasse gli interessi di sicurezza, ordine pubblico e le prerogative delle forze dell’ordine, come ribadito il 15 dicembre alla vigilia del trilogo. Questa posizione ha trovato pieno sostegno all’interno del governo, confermando l’impegno dell’Italia a favore di un’IA responsabile e sicura.

L’approvazione unanime dell’AI Act da parte del Consiglio, in vista del voto finale dell’Europarlamento il 24 aprile, rappresenta una vittoria significativa per l’Italia e per l’Unione Europea nel suo insieme. Questo regolamento non solo stabilisce standard elevati per lo sviluppo e l’uso dell’intelligenza artificiale ma posiziona anche l’UE come leader globale nella regolamentazione di questa tecnologia fondamentale.

In pratica, un’innovazione che sia responsabile, etica e sicura. Queste le tre parole chiave che il nostro Paese sta portando avanti convintamente, assumendo un ruolo cruciale in questo importante iter legislativo.

AI ACT: verso l’ultimo miglio e le date presunte

I prossimi passi sono dunque decisivi e dovrebbero seguire questi tempi:

  • 13 febbraio: approvazione delle commissioni IMCO/LIBE;
  • marzo/aprile: voto della plenaria del Parlamento europeo;
  • aprile/maggio: timbro del Consiglio dei ministri dell’UE;
  • maggio: pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’UE.

Ma solo dopo il voto finale, o meglio la pubblicazione in Gazzetta ufficiale europea, potremo dire di avere la prima legge al mondo sull’intelligenza artificiale.

A questo punto, siamo giunti agli ultimi giri di boa, ben potendo richiamare in chiusura la dichiarazione di Butti che ci invita a restare “… pronti a collaborare con gli altri Stati membri e le istituzioni europee per implementare efficacemente l’AI Act, consapevoli che questo è solo l’inizio di un percorso che vedrà l’intelligenza artificiale sempre più al centro delle nostre società e delle nostre economie”. Pienamente condivisibile.

Articoli correlati

Articolo 1 di 4