AI Act: Assintel sostiene la Open Letter della European Digital SME Alliance

C’è tempo fino al 10 settembre per firmare la lettera aperta che integra la normativa europea sull’intelligenza artificiale [...]
Andrea Ardizzone

Direttore Assintel

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L’intelligenza artificiale non è solo l’avamposto di un mercato ICT in fortissima avanzata, ma soprattutto quell’ecosistema tecnologico che guiderà il futuro prossimo dell’innovazione, basato sull’uso intensivo dei dati e l’apprendimento dei sistemi. In Italia dovrebbe raggiungere il valore di 1,4 miliardi di euro nel 2023, come rileva l’Assintel Report[1], con ritmi in continua ascesa. Proprio la crescita costante del settore a livello globale è il motivo sottostante la decisione della Commissione Europea di avviare un ambizioso progetto di regolamentazione. Il risultato è la pubblicazione, ormai più di un anno fa, del c.d. AI Act. Con l’AI Act la Commissione, applicando l’approccio fondato sui fattori di rischio che contraddistingue gli altri impianti normativi comunitari del settore digitale, ha sviluppato un regolamento che definisce i requisiti necessari per considerare prodotti e soluzioni di intelligenza artificiale sicuri, etici e trasparenti. Il tutto attraverso un Sistema di normazione tecnica, con conseguente attestazione di conformità da parte degli organismi di certificazione, imprescindibile per poter immettere prodotti e servizi sul mercato europeo. Per portare all’attenzione i bisogni del tessuto imprenditoriale delle piccole e medie imprese e dare un segnale forte alle Istituzioni europee, la European Digital SME Alliance ha elaborato, con il contributo delle Associazioni Nazionali del suo network, tra cui Assintel, un elenco di proposte integrative dell’AI Act, da inviare alla Commissione Europea. Ne è nata una Lettera aperta in 7 punti cardine (Open Letter) che riflette la necessità di valorizzare le PMI che sviluppano e implementano soluzioni di intelligenza artificiale.

La Open Letter, una “lettera aperta in 7 punti cardine”

Nella Open Letter si chiede di definire una normativa equa, che garantisca un contesto competitivo uniforme e accessibile a condizioni di parità per tutte le imprese. Le PMI hanno specificità ben definite in termini di dimensioni, disponibilità economiche ed expertise, ed è importante tenerle in considerazione e coinvolgerle nei processi decisionali.

Le piccole e medie aziende europee non sono esclusivamente utenti di tecnologia sviluppata in America o in Cina, ma anzi, spesso e volentieri sono i veri pionieri dell’innovazione e, come tali, devono essere ascoltati dalle istituzioni. Firmare significa impegnarsi in prima linea a tutela dell’ecosistema europeo dell’innovazione e intraprendere assieme la strada che porta a una sovranità digitale consolidata nel Continente.

È possibile firmare la Open Letter fino al 10 settembre. Per farlo basta registrarsi sul sito.

La Open Letter sarà sottoposta all’esame del Consiglio Europeo e dei deputati europei in autunno, quando è prevista la ripresa della discussione degli emendamenti sull’AI Act. E tutte le realtà che ruotano intorno alle posizioni della Digital SME Alliance faranno fronte comune affinché le considerazioni e i commenti siano recepiti dal legislatore. Ovviamente, maggiore sarà l’appoggio delle imprese e delle Associazioni e maggiore sarà l’impatto che avremo: per questo come Assintel rinnoviamo l’invito a firmare e supportarci nel nostro lavoro.

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(fonte Assintel)

L’impatto dell’AI Act sulle aziende europee

L’AI Act impatterà in maniera decisiva sulle attività delle aziende europee, influenzando il modo di operare soprattutto di chi spesso rappresenta il motore dell’innovazione: le PMI. Ma le PMI sono pronte a recepirlo? E soprattutto, l’AI Act si adatta bene al contesto in cui operano e alle specificità che le caratterizzano? Sono questi i temi che Assintel segue da vicino insieme alla European Digital SME Alliance, Associazione europea che rappresenta oltre 45mila piccole e medie imprese digitali in tutta Europa, di cui Assintel è socia attraverso la sua declinazione italiana.

Ne nasce una riflessione a due voci insieme a Sebastiano Toffaletti, Segretario Generale dell’associazione europea, che così commenta: “Siamo perfettamente concordi con la Commissione sui rischi dell’intelligenza artificiale e sulla necessità di una normativa definita e chiara sul tema. Ad oggi però il documento pone diverse criticità, alcune delle quali sono ancora più marcate per le piccole e medie imprese che rappresentiamo. Innanzitutto, la stima dell’impatto economico delle certificazioni proposta dalla Commissione europea sembra poco plausibile. La Commissione europea indica un range tra i 7 e i 15 mila euro, mentre i nostri esperti quantificano costi superiori ai 100mila euro. Cifra che potrebbe essere anche al ribasso, se consideriamo che uno studio del CEPS (Centre for European Policy Studies) li valuta nell’ordine dei 300 mila euro. È chiaro quindi come le realtà più piccole siano penalizzate” continua Toffaletti. “Inoltre, la formulazione corrente della normativa considera come nuovo servizio o prodotto anche ogni singolo aggiornamento di un software. Questo implica la necessità di una nuova certificazione e quindi nuovi costi per le imprese. Noi pensiamo che un sistema così concepito non possa essere sostenibile e avrebbe la conseguenza di escludere dal mercato qualunque PMI europea”.

Note

  1. https://assintelreport.assintel.it/pages/home

 

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