Architettura tra realtà aumentata, realtà virtuale e deep learning
10 dicembre 2018
FacebookTwitterLinkedIn

Architettura: cosa cambia con realtà aumentata, realtà virtuale e deep learning

Realtà aumentata, realtà virtuale, intelligenza artificiale e deep lerning stanno impattando anche il mondo dell’Architettura. La proliferazione di strumenti digitali ci dà la possibilità di trascendere - per la prima volta da generazioni - le pratiche architettoniche tradizionali. La realtà immersiva e il deep learning promuovono l'innovazione e interrompono i flussi di lavoro precedenti nel settore dell'architettura.

di Alberto Tono*

 

Si sente molto spesso parlare di realtà aumentata e realtà virtuale come tecnologie “immersive”. Per immersive reality si intende quella tecnologia che consente di sovrapporre informazioni, contenuti ed oggetti digitali su spazi ed oggetti reali; una sovrapposizione grazie alla quale è possibile aumentare in modo molto semplice e rapido le nozioni/informazioni dell’osservatore riducendo il carico cognitivo necessario per assorbirle.

In Ready Player One [film di fantascienza distopico del 2018 diretto da Steven Spielberg – ndr] si sono potute osservare le potenzialità di queste tecnologie immersive che aiutano a scovare innumerevoli informazioni che sono attorno a noi seppur nascoste sotto un velo digitale.

Se guardiamo al mondo dell’Architettura e dell’Ingegneria Edile, questi “easter eggs” ci permetteranno di apprendere in maniera più rapida come compiere determinate operazioni, esaminare i dati di sensori IoT come temperatura e/o umidità semplicemente attraverso l’uso di mappe cromatiche in sovrapposizione alla facciata di edifici, e ancora nel restauro di edifici ci aiuteranno ad individuare immediatamente le zone che necessitano di attenzione/cura urgente e via discorrendo.

Come ha descritto Thomas Khun [fisico, storico e filosofo statunitense. Epistemologo, scrisse diversi saggi di storia della scienza, sviluppando alcune fondamentali nozioni di filosofia della scienza – ndr] tutte queste innovazioni contribuiscono a dare forma a un “Paradigm Shift” che può guidare le indagini in assenza di regole e standard. Questo paradigma guiderà il passaggio da uno schermo 2D – dove il modello ruota ed orbita attorno all’utente – ad un paradigma 3D based, in cui tutte le informazioni sono ancorate a un punto specifico nel mondo reale e l’utente si trova ad interagire attorno ad esse. Questo sarà basato su AR Cloud dove gli oggetti virtuali possono essere collocati nelle loro posizioni reali come overlay.

 

REALTÀ AUMENTATA E TECNOLOGIE IMMERSIVE CON UN APPROCCIO HUMAN-CENTRIC DESIGN

Nello studio in cui lavoro in Silicon Valley, HOK, portiamo avanti l’idea di un Human-Centric Design: la nostra attenzione è rivolta a garantire la migliore esperienza che le persone che risiedono, lavorano, vivono e accedono ad un edificio possano vivere.

È proprio in quest’ottica che abbiamo voluto approfondire lo studio di tematiche legate alla realtà aumentata e alla realtà virtuale. Quest’ultima ormai fa già parte dei nostri workflow ma crediamo che tecnologie che abbiamo come principi base l’interazione con il mondo reale (così come “promette” la realtà aumentata) possano costituire un miglioramento dell’esperienze in una logica di condivisione.

«È vero che le nuove tecnologie possono aiutarci a progettare edifici migliori. Le avanzate funzionalità analitiche e di integrazione della tecnologia ci consentono di creare design più performanti e più resistenti. In casi specifici utilizziamo anche nuovi strumenti per condividere i dati con i fabbricanti che si traducono in soluzioni di progettazione più interessanti a un prezzo ragionevole. Tuttavia questi miglioramenti incrementali non sono sufficienti. Dovremmo sforzarci di creare un ambiente integrato che semplifica il processo, consentendoci di realizzare di più nell’ambiente costruito con risultati finali migliori», è la visione di Carl Galioto, presidente di HOK.

 

LA SPERIMENTAZIONE DELLA REALTÀ AUMENTATA PASSA ANCHE DA UN MATRIMONIO

Alcuni dei migliori ingegneri che in questo momento stanno studiano i “next step” della realtà aumentata, hanno “sfruttato” la passione per la tecnologia con quella affettiva che mi unisce a Hannah Luxenberg, una filmmaker californiana pluripremiata, esperta di video immersivi (impegnata anche a livello sociale come volontaria per far vivere un’esperienza di suggestione attraverso realtà aumentata e virtuale ai bambini malati terminali), sviluppando l’idea della prima proposta di matrimonio al mondo in realtà aumentata (qui il video https://vimeo.com/288990085).

A questo esperimento (tecnologico, perché la proposta era reale) hanno partecipato ingegneri di Unity, Leap Motion, Reification, Meta e designer del calibro di Arturo Tedeschi tutti con il fine comune di promuovere queste nuove tecnologie e metterle al servizio delle persone. Il team sta ora cercando di organizzare il primo matrimonio della storia in realtà aumenta (nel caso qualcuno abbia voglia di aiutarli nelle loro ricerche seguite questo link: https://www.patreon.com/tono).

 

BIM – BUILDING INFORMATION MODELING TRA REALTÀ AUMENTATA ED INTELLIGENZA ARTIFICIALE

«Ci siamo resi conto che la sfida più grande del BIM non è l’hardware, non è il software, ma è la gente reale», è il pensiero di Cesar Escalante, Design Technology Manager di HOK a San Francisco. L’esperimento della proposta di matrimonio in realtà aumentata ha fatto emergere ancor di più che il lavoro di squadra e la collaborazione sono le competenze più importanti richieste in un settore complesso come quello dell’Architettura e dell’Ingegneria Edile.

E per poter ottenere risultati concreti ancor più efficaci sono necessarie le migliori competenze tecniche in uno dei settori più importanti del nostro tempo, l’intelligenza artificiale (in particolare nell’area del deep learning e del machine learning).

Motivo per cui, accanto all’attività professionale, il mio viaggio alla scoperta e alla sperimentazione dell’intelligenza artificiale, della realtà aumentata e del BIM è prima di tutto personale [il “sogno di Alberto è riuscire a portare il mindset di San Francisco anche in Italia, iniziando dalla sua città: Padova – ndr]. Va detto che fortunatamente non si parte da zero: si stanno ormai diffondendo  numerose comunità – anche sul territorio italiano – come IAML-Italian Association Machine Leaning e DLI – Deep Learning Italia che hanno come obiettivo principale accrescere non solo la conoscenza ma anche le competenze pratiche e gli ambiti applicativi possibili dove queste tecnologie potranno esprimere potenziali elevatissimi; nel campo dell’Architettura e dell’Ingegneria Edilizia, per esempio, ridefinendo completamente le fasi progettuali e la manutenzione degli edifici.

 

ARTIFICIAL INTELLIGENCE, AUGMENTED REALITY, BIM: APPUNTAMENTO A PADOVA IL PROSSIMO 16 OTTOBRE

Di questi temi si parlerà nel corso di un “aperitivo di networking” il prossimo 16 ottobre a Padova; l’incontro ha lo scopo di creare connessioni con persone interessate a creare progetti con la California. E’ anche così che si alimenta quello spirito di condivisione che può aiutare l’Italia ad avvicinarsi al mindset della Silicon Valleyècome accennato obiettivo personale di ALberto – ndr].

Se interessati scrivere a questo indirizzo e-mail: alumnisanfrancisco@gmail.com 

 

 

 

***

 

* Alberto Tono è un Ingegnere Edile/Architetto italiano oggi basato in Silicon Valley per realizzare il sogno di una vita lavorando in HOK, l’azienda dove è nato il BIM – Building Information Modeling, ora obbligatorio anche in Italia, sui quali sta concentrando il suo lavoro.

Alberto fornisce un supporto attivo alle community IAML-Italian Association Machine Leaning e DLI – Deep Learning Italia facendo da vero e proprio “ponte” tra la Silicon Valley e l’Italia: il suo obiettivo è facilitare trasferimento e contaminazione di know-how dal “cervello del mondo”, la Silicon Valley, verso l’Italia.

Per capire come Alberto sta portando il deep learning all’interno della realtà aumentata potrete ascoltare i suoi interventi in due importanti occasioni pubbliche, al BILT in programma a Lubiana il prossimo 14 ottobre e al SAIE in programma a Bologna il prossimo 17-20 ottobre. Qui una video intervista ad Alberto con alcune anticipazioni: https://www.youtube.com/watch?v=_yhuBb27vy8.

 All’Autodesk University ed al SAIE, Alberto presenterà alcune teorie molto interessanti relative ad un approccio “biomimetico” al BIM che deriva da una stretta collaborazione stabilita tra MIT, Biomimicry 3.8 ed HOK e che sembra iniziare a dare i suoi frutti.

Quello che nobilita tutto questo lavoro sta nel fatto che è reso pubblico gratuitamente con lo scopo di elevare il livello dell’industria della costruzioni e del settore AEC – Architecture, Engineering and Construction, molto trascurato dal punto di vista della digitalizzazione ma che potrà fare un bel balzo in avanti grazie ad iniziative non-profit come il San Francisco Computation Design User Group https://sfcdug.org/

 

 

FacebookTwitterLinkedIn
FacebookTwitterLinkedIn

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all’uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi