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Turismo, ancora bassa la fiducia negli strumenti di AI



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Sono ancora pochi gli albergatori che li utilizzano, mentre se adottati permetterebbero di risparmiare fino a 500 ore di lavoro. Le previsioni, però, indicano un tasso di crescita dell’11,26% fino al 2030

Pubblicato il 24 ott 2023



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Secondo una recente ricerca di InsightAce Analytic, la dimensione del mercato dell’intelligenza artificiale nel settore del turismo e dell’ospitalità è destinata ad aumentare esponenzialmente nei prossimi dieci anni, con un tasso di crescita annuale dell’ 11,26% a partire dal 2023 e fino al 2030.

Anche in Italia l’AI sta avendo un impatto eccezionale. L’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, ha rilevato come il 61% delle grandi imprese italiane ha già avviato almeno un progetto basato su soluzioni di intelligenza artificiale e, di queste, il 42% ne ha più di uno operativo. Tra le piccole e medie imprese, invece, il 15% ha almeno un progetto avviato (nel 2021 era il 6%).

Questi ultimi dati rischiano di porre le basi per un profondo divario tecnologico e competitivo rispetto a quanti non prevedono, per ora, di abbracciare le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale.

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I fondatori di Smartpricing

“Le motivazioni che portano gli albergatori ad adottare un software basato su intelligenza artificiale e machine learning, sono principalmente due – spiega Luca Rodella CEO e co-founder Smartpricing – aumentare il fatturato grazie a un prezzo sempre giusto e guadagnare tempo prezioso, da poter dedicare alla miriade di attività che, oggi, sono indispensabili per la sopravvivenza di una struttura ricettiva. Utilizzare queste tecnologie, permette di risparmiare fino a 500 ore l’anno di lavoro, nonché di aumentare i benefici economici per le strutture, in media del +30%”.

Gli albergatori cercano anche personale qualificato

La necessità di gestire meglio il tempo lavorativo in hotel si è resa ancor più evidente in questi ultimi anni, e ha riacceso i riflettori su un’altra criticità del settore: la carenza di personale. Solo in quest’ultima stagione turistica, ASSOSOMM, l’Associazione Italiana delle Agenzie per il Lavoro, ha stimato in oltre 30mila le figure professionali che mancano al settore turistico.

Ecco che, in questo scenario, diventa fondamentale dotarsi di strumenti che permettano di delegare le attività più dispendiose in termini di tempo, per concentrare il proprio lavoro e quello dello staff su compiti più strategici. A beneficio di un intero sistema che ha come punto centrale la clientela; senza perdere nessuna opportunità perché la maggior parte delle ore lavorative diventano potenzialmente automatizzabili.

“La volontà è quella di spingere questa tecnologia il più lontano possibile, abbiamo visto come oramai rientri nei progetti di tante grandi aziende, non solo del settore ricettivo. È fondamentale quindi approcciarsi al futuro con curiosità ed intraprendenza, in quanto l’AI sarà fondamentale per espandere le competenze dei professionisti del settore, a essere in grado di offrire un servizio migliore e creare un vantaggio competitivo in un settore in continua evoluzione” aggiunge Luca Rodella.

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