personaggi

John McCarthy: chi è, quale eredità ha lasciato nel mondo dell’AI



Indirizzo copiato

Un eminente scienziato del XX secolo che ha svolto un ruolo di primaria importanza nell’evoluzione dell’AI. A lui si deve il termine “intelligenza artificiale” e la creazione del linguaggio simbolico

Pubblicato il 11 ott 2023

Federica Maria Rita Livelli

Business Continuity & Risk Management Consultant//BCI Cyber Resilience Committee Member/CLUSIT Scientific Committee Member/BeDisruptive Training Center Director/ENIA – Comitato Scientifico




John McCarthy è stato un importante informatico e scienziato statunitense, nato il 4 settembre 1927 e scomparso il 24 ottobre 2011. È considerato uno dei padri fondatori dell’AI e ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo e nella diffusione di questa disciplina.

Chi è John McCarthy

John_McCarthy
John McCarthy (https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1297606)

Durante la sua carriera, McCarthy ha svolto ricerche su vari aspetti dell’AI e ha sviluppato il linguaggio di programmazione LISP. McCarthy è stato anche un membro fondatore del laboratorio di intelligenza artificiale presso l’Università di Stanford e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il premio Turing nel 1971.

La sua influenza e contributo nell’AI sono stati fondamentali per lo sviluppo e la diffusione di questa disciplina.

Ha conseguito la laurea presso il California Institute of Technology nel 1948 e il dottorato di ricerca a Princeton nel 1951, entrambi in matematica. È stato istruttore a Princeton dal 1951 fino al 1953, quando arrivò a Stanford come assistente professore. Nel 1955, partì per Dartmouth e poi per il MIT prima di tornare definitivamente a Stanford nel 1962 come professore ordinario di informatica. Si è ritirato il 1º gennaio 2001.

Durante la sua straordinaria carriera, McCarthy ha co-fondato il MIT Artificial Intelligence Project e quello che è diventato lo Stanford Artificial Intelligence Lab, servendo come direttore a Stanford dal 1965 al 1980. È stato nominato Charles M. Pigott Professor alla Stanford School of Engineering nel 1987, prima di dimettersi nel 1994.

Ha ricevuto il Premio Kyoto nel 1988 e la National Medal of Science nel 1990, il più alto riconoscimento tecnico della nazione. È stato membro della National Academy of Sciences, della National Academy of Engineering e dell’American Academy of Arts and Sciences.

La nascita del termine intelligenza artificiale e il linguaggio simbolico

Nel 1956, durante una conferenza al Dartmouth College, John McCarthy coniò il termine “intelligenza artificiale”, ovvero, un nuovo termine neutrale che potesse unificare e organizzare gli sforzi di ricerca nel campo dello sviluppo di macchine e algoritmi in grado di simulare completamente l’intelligenza umana. Come risultato di questa visione, venne presentato un documento di 17 pagine chiamato “Proposta di Dartmouth”, che segnò la prima volta in cui il termine “intelligenza artificiale” venne utilizzato.

Nel corso degli anni, McCarthy dimostrò che l’AI non riguarda solo la tecnologia, ma coinvolge anche le persone, le idee e i sogni. L’AI non è semplicemente uno strumento, ma rappresenta una sfida e una frontiera da esplorare. È un viaggio in continua evoluzione. Ancora oggi, stiamo cercando di comprendere il vero significato del “pensare” per una macchina e di costruire un’AI che sia intelligente, etica, giusta e benefica per tutti.

John McCarthy, professore di informatica nel laboratorio di intelligenza artificiale di Stanford nel 1974 (foto Stanford University)

L’eredità di John McCarthy: il potere dei linguaggi simbolici, il linguaggio di programmazione LISP

John McCarthy è stato un pioniere nel campo dell’intelligenza artificiale attraverso l’uso della programmazione simbolica. Questo metodo si concentra sulla manipolazione dei simboli e sulla rappresentazione delle conoscenze tramite strutture dati simboliche. Nel suo approccio, l’obiettivo era sviluppare algoritmi in grado di emulare il ragionamento umano utilizzando rappresentazioni simboliche per concetti, regole e conoscenze. Da ciò sono nati i sistemi esperti, programmi in grado di svolgere compiti specifici utilizzando regole e conoscenze simboliche.

Il suo linguaggio di programmazione LISP (LISt Processing), è stato progettato specificamente per supportare la manipolazione simbolica e rendere possibile l’implementazione della ricorsione, i.e.: una potente tecnica di programmazione in cui una funzione si richiama ripetutamente fino a raggiungere una condizione di base.

L’utilizzo della ricorsione nel linguaggio LISP consente di risolvere problemi complessi in modo elegante e conciso, sfruttando la capacità di una funzione di chiamare sé stessa, consentendo la decomposizione di un problema in sotto-problemi più piccoli, la ricerca in profondità di strutture dati complesse e l’implementazione di algoritmi di ordinamento.

È doveroso ricordare che LISP ha influenzato lo sviluppo di molti altri linguaggi di programmazione successivi, come Scheme, Common Lisp e Clojure. Inoltre, la programmazione simbolica e i suoi concetti sono ancora utilizzati e sviluppati in svariati ambiti dell’AI, come l’elaborazione del linguaggio naturale, la rappresentazione della conoscenza e il ragionamento automatizzato.

John McCarthy

McCarthy: pioniere della logica formale e della programmazione innovativa.

John McCarthy ha rivoluzionato la teoria della logica formale, apportando importanti innovazioni fondamentali per l’intelligenza artificiale. Uno dei suoi contributi più significativi è stato il calcolo dei predicati, una forma avanzata di logica matematica utilizzata per rappresentare e ragionare sulle relazioni tra gli oggetti. Questo concetto ha fornito una base solida per lo sviluppo di algoritmi e modelli di ragionamento utilizzati ampiamente nell’AI.

Inoltre, McCarthy ha giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo dei sistemi esperti, che sono programmi in grado di emulare l’esperienza e l’expertise umana in specifici ambiti di conoscenza. Ha introdotto il concetto di “knowledge representation” per strutturare le informazioni e le conoscenze, consentendo ai sistemi esperti di ragionare e prendere decisioni basate su regole e conoscenze simboliche.

Video: John McCarthy – All will be simple

Conclusioni

Il lavoro di McCarthy ha aperto la strada a molte delle tecniche e delle applicazioni che oggi consideriamo comuni nell’AI. La sua eredità continua a influenzare la ricerca e lo sviluppo di algoritmi intelligenti e di sistemi di AI, fornendo le basi teoriche e concettuali per molte delle innovazioni attuali.

Prevedere il futuro dell’AI è un compito arduo, poiché stiamo assistendo a una crescita esponenziale che supera persino le nostre aspettative a breve termine. Fino a pochi anni fa, nemmeno potevamo immaginare l’esistenza di un sistema come GPT-4 nella sua forma attuale.

L’High Level Expert Group sulle tecnologie dell’AI del Parlamento Europeo sta fornendo linee guida sempre più dettagliate per orientare la ricerca e lo sviluppo delle nuove tecnologie dell’IA. Inoltre, l’AI Act stabilisce già l’esistenza di sistemi proibiti e sottolinea l’importanza di evitare applicazioni pericolose. Tuttavia, al momento attuale, non possiamo prevedere fino a che punto di sviluppo tecnologico potremo arrivare.

Ci troviamo in una fase di esplorazione, in cui le potenzialità dell’AI sono ancora in gran parte sconosciute. Pertanto, è fondamentale monitorare attentamente gli sviluppi e adottare politiche e linee guida per garantire un utilizzo responsabile e sicuro di queste nuove tecnologie. Il futuro ci riserva sicuramente sorprese e sfide, ma è importante affrontarle con cautela ed etica, per sfruttare appieno il potenziale positivo di questa tecnologia.

Articoli correlati

Articolo 1 di 3