Osservatorio polimi

Digitale per la cultura: l’AI nel 14% di musei e aree archeologiche



Indirizzo copiato

Il dato emerge delle evidenze presentate il 4 giugno 2024 dall’Osservatorio Innovazione Digitale per la Cultura della School of Management del Politecnico di Milano in occasione del convegno “Il digitale per una Cultura inclusiva”

Pubblicato il 4 giu 2024



museo civiltà

Il 14% dei musei, monumenti e aree archeologiche già fa uso dell’AI per creare contenuti come testi per la newsletter o immagini per i post social. Il dato emerge delle evidenze presentate dall’Osservatorio Innovazione Digitale per la Cultura della School of Management del Politecnico di Milano in occasione del convegno “Il digitale per una Cultura inclusiva”, il 4 giugno 2024.

L’intelligenza artificiale nei musei

Vi sono poi applicazioni con un maggiore livello di complessità, che comportano la necessità di istruire l’algoritmo con informazioni specifiche detenute dalla singola istituzione, sia lato offerta di servizi al pubblico (ad esempio tramite i chatbot, di cui il 3% dei musei italiani dichiara l’utilizzo) sia per finalità di gestione archivistica o di analisi dei dati. Un ulteriore livello di complessità è quello della creazione di servizi o prodotti che afferiscono ad attività curatoriali, di ricerca e restauro, ma anche alla creazione di veri e propri contenuti culturali.

Nel corso degli ultimi anni l’intelligenza artificiale ha raggiunto un punto di svolta significativo diventando uno strumento a portata di tutti: questo cambiamento è stato alimentato dall’introduzione di strumenti di AI generativa, una forma avanzata di intelligenza artificiale che è in grado non solo di processare e analizzare dati per produrre risultati specifici, ma ha anche la capacità di creare contenuti (testuali, visivi, sonori) nuovi e originali.

L’AI generativa nella cultura


Le implicazioni dell’uso dell’AI generativa sono numerose anche in termini di accessibilità, principalmente a livello linguistico (con la possibilità di tradurre contenuti testuali e audio immediatamente e simultaneamente in varie lingue).
Altre soluzioni digitali interconnesse all’accessibilità sono la realtà aumentata, virtuale e mista, offerte a supporto dell’esperienza di visita dal 29% dei musei con una maggiore penetrazione nei musei più grandi.
“Mediante il meccanismo dell’immersività è possibile generare un maggiore coinvolgimento nel visitatore, facilitando la comprensione dei contenuti e fornendo delle spiegazioni ulteriori in varie modalità. Un’offerta più inclusiva è dunque possibile grazie al digitale e può coinvolgere non solo persone con disabilità di vario tipo che sono state a lungo pressoché ignorate sulla scena culturale, ma anche generare un’esperienza di visita più completa e attrattiva per il visitatore più tradizionale” afferma Deborah Agostino, Direttrice dell’Osservatorio Innovazione Digitale per la Cultura.

Nel 2023 il numero di visitatori di musei, monumenti e aree archeologiche italiani è cresciuto del 16% rispetto al 2019 e le entrate hanno raggiunto un +27% sullo stesso periodo. Anche per i teatri l’andamento è stato positivo sebbene con tassi di crescita più contenuti (+6% degli spettatori e +5% delle entrate).

Articoli correlati

Articolo 1 di 4