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Dalla smart city alla artificially intelligent city: la città incontra l’AI

Ecco come l’intelligenza artificiale viene applicata in alcune grandi città del mondo per rivoluzionare i servizi. Da Singapore a Barcellona, da Londra a Torino. [...]
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La nuova normalità sta diventando la consegna delle merci con i droni, navette con guida autonoma, semafori intelligenti. In questi ultimi anni stiamo assistendo, grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale (AI), al passaggio dalla smart city all’artificially intelligent city, cioè città capaci di gestire interi settori del tessuto cittadino in maniera autonoma, senza nessun intervento da parte dell’uomo.

Tale evoluzione ha richiesto e richiede un incremento dei livelli di AI che, al contempo, pongono non poche domande di natura sociale e giuridica.

Dalla smart city alla artificially intelligent city

Ma cosa s’intende per smart city e artificially intelligent city?

Per artificially intelligent city s’intende, secondo la definizione fornita da Yigitcanlar “Un sistema urbano che funziona come un sistema di sistemi, le cui attività economiche, sociali, ambientali e governative si basano su pratiche sostenibili guidate da tecnologie di intelligenza artificiale, che consentono di raggiungere il bene sociale e altri risultati utili a tutti gli esseri umani e non umani.”

Per smart city s’intende uno spazio urbano che, grazie alla digital transformation e all’uso della tecnologia IoT – Internet of Things, garantisce un’alta qualità della vita grazie a soluzioni tecnologiche per la gestione e l’amministrazione dei servizi pubblici. Tale termine è stato utilizzato per la prima volta a Rio del Janeiro nel 2009 in occasione dell’utilizzo di sistemi tecnologici per la gestione dei rifiuti urbani.

La smart city, tecnicamente, è composta, tra le altre corse, da reti di sensori, Internet of Things, Big data, ultraconnettività, Cloud, ecc., mentre la città artificialmente intelligente, aggiunge, oltre che implementare e sviluppare le componenti tecnologiche, la capacità di gestirsi in maniera autonoma grazie all’intelligenza artificiale, senza l’intervento dell’uomo.

Sono necessari, in particolare, due elementi da aggiungere per attuare tale passaggio:

  • la robotica;
  • il cervello urbano, inteso come insieme di elementi tra loro collegati e connessi.

Le città e i Big data

È interessante analizzare come l’intelligenza artificiale viene utilizzata concretamente in alcune città del mondo.

Singapore

In una delle città più popolose al mondo, dal 2014 si coniugano i Big data con l’Internet of Things. Vengono utilizzati i droni per la consegna dei pacchi e sono stati installati sistemi di monitoraggio del traffico urbano, inteso sia quello dei pedoni che delle auto per permettere di gestire i flussi in tempo reale.

Il programma “Smart Nation” raccoglie ed elabora i dati dei cittadini per permettere la creazione di servizi per la gestione della città. Da tale soluzione sono scaturiti dei problemi di privacy che il Governo ha risolto adottando una legge specifica, il “Personal Data Protection Act”, oltre che istituire l’Agenzia governativa per l’innovazione tecnologica.

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Singapore

Dubai

Con il programma Smart Dubai 2021 sono stati digitalizzati quasi tutti i servizi offerti dal Governo. Basta andare in una stazione di polizia per pagare una multa, segnalare degli incidenti senza doversi interfacciare con un agente.

La maggior parte dei servizi sono stati digitalizzati e sono fruibili attraverso delle applicazioni. Viene utilizzata l’intelligenza artificiale per controllare il livello di stanchezza degli autisti di autobus e ridurre di conseguenza il numero degli incidenti.

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Un altro obiettivo è il miglioramento delle infrastrutture di trasporto con la creazione di linee di metropolitana che si autogestiscono e siano più sostenibili.

Copenaghen

Nella capitale danese l’intelligenza artificiale viene coniugata con le politiche ambientali. Per il perseguimento degli obiettivi di riduzione del consumo energetico, l’aumento dell’utilizzo di fonti di energia rinnovabili e l’aumento della mobilità sostenibile, ha adottato un sistema che raccoglie ed elabora i dati sul traffico, l’uso dell’energia, la gestione dei rifiuti.

Non solo, sta creando un mercato per i dati, conosciuto come City Data Exchange, per permettere di concedere o procurarsi dati, dalle statistiche sui cittadini ai dati sulla qualità dell’aria al fine di ottimizzare i servizi e favorire lo sviluppo della città.

Oslo

Nella capitale norvegese l’illuminazione pubblica è collegata a un centro di controllo continuo che permette di cambiare in maniera automatica l’intensità di illuminazione fondamentale per soddisfare i bisogni cittadini. Non solo, vengono utilizzati rilevatori di targhe che, attraverso l’elaborazione dei dati, permettono di diminuire la congestione del traffico.

Boston

Nella città americana i cittadini sono impegnati nella gestione della città grazie a Internet. Questo civic engagement si è tradotto nella creazione di app che permettono alle persone di segnalare problemi o contribuire per migliorare la città. Un esempio viene fornito dalle App che permettono di trovare rapidamente parcheggio, in quanto processano i dati ricevuti dai vari sensori della città che controllano traffico, illuminazione, ecc.

Londra

Nella capitale inglese gli sforzi sono concentrati sull’utilizzo dei big data e sugli sviluppi dei servizi ai cittadini con la creazione di un apposito ufficio, il “London Office for Data Analytics” e della figura del Chief Digital Officer.

La città ha predisposto uno specifico programma per la trasformazione digitale che si sostanzia in:

  • un forte impulso alla mobilità elettrica;
  • digitalizzazione dei servizi;
  • gestione della mobilità mediante intelligenza artificiale.

Le città e l’Internet of Things

Barcellona

Nella città spagnola l’Internet of Things è stato coniugato con i Big data per gestire il traffico e la viabilità cittadina.

La città è piena di sensori controllano il traffico, la qualità dell’aria, l’attività pedonale e i rifiuti.

Le luci intelligenti possono spegnersi o accendersi automaticamente a secondo di quello che rilevano e i semafori sono in grado di riconoscere i mezzi di soccorso e agevolare il loro percorso. I bidoni della spazzatura disseminati per la città, in maniera automatica, depositano, una volta pieni, la spazzatura nei sotterranei e segnalano situazioni anomale.

Sotto l’asfalto dei parcheggi sono posizionati dei sensori per segnalare gli spazi occupati e quelli liberi.

La città è tra le più connesse al mondo e racchiude in diverse App ufficiali i servizi più utilizzati dalle persone.

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Barcellona

Torino

Nel capoluogo piemontese si sperimenteranno due navette a guida autonoma in un percorso non riservato. L’apparato del veicolo riesce a gestire situazioni reali che si presentano normalmente nel traffico cittadino senza bisogno dell’intervento umano, anche se, al momento, trattandosi di una sperimentazione, viene garantita la presenza di un autista per gestire le situazioni non prevedibili.

Tale progetto servirà a raccogliere dati e creare dei modelli per perfezionare in futuro il trasporto cittadino senza conducente.

Ancora Torino è all’avanguardia nell’utilizzo dei droni in ambito urbano per controllare potenziali assembramenti, per individuare le infrazioni, per prestare soccorso, in caso di calamità, per la sicurezza, ecc. Gli usi del drone sono molteplici e la polizia locale lo impiega in svariati contesti.

Non solo, sono state avviate le sperimentazioni per la consegna di merci con i droni.

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Torino

Helsinki

Nella capitale finlandese la consegna delle merci mediante droni è già realtà. Vengono, infatti, consegnati cibi, forniture per l’ufficio e medicinali.

Dalla smart city alla artificially intelligent city

Helsinki

Santander

Qui l’intelligenza artificiale viene utilizzata per gestire i servizi inerenti alle strade con l’utilizzo di sensori disseminati per tutta la città capaci di raccogliere diverse tipologie di dati.

In particolare vi sono sensori che rilevano l’umidità del terreno dei parchi pubblici e, in base ai dati raccolti e processati, attivano gli irrigatori. Altri, invece, fanno accendere i lampioni solo quando rilevano il passaggio di un pedone o di un’auto. Ancora, i bidoni della spazzatura “comunicano” quando sono pieni per essere svuotati.

I sensori rilevano anche quando un posto è libero oppure occupato e, in base alle condizioni del traffico cittadino, indirizzano verso altri luoghi, cercando di evitare possibili ingorghi.

Artificially intelligent city: il progetto Intelligent Cities Challenge

Intelligent Cities Challenge è un progetto della Commissione europea finalizzato a fornire sostegno e assistenza ad alcune città per adottare o implementare soluzioni tecnologiche che le trasformino in città intelligenti. Sarà entusiasmante scoprire, da qui a 5 anni, i nuovi progressi in questa direzione e le tecnologie che saranno impiegate.

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