Il ruolo del CFO è ormai evoluto da responsabile del controllo finanziario a figura strategica chiamata a prendere decisioni che incidono sulla crescita dell’azienda. Per sostenere questa evoluzione servono due elementi: far sì che l’office of the CFO vada al di là dei confini tradizionali della funzione finanziaria, e dotarsi di piattaforme fondate sul concetto di AI automation.
Indice degli argomenti:
Evoluzione della funzione finanziaria verso l’office of the CFO
L’evoluzione del CFO comporta un ampliamento naturale della sua sfera di influenza. Se in passato la funzione finance interveniva soprattutto a posteriori, analizzando risultati e scostamenti di bilancio, oggi il CFO partecipa sempre più spesso alle decisioni che determinano quei risultati.
Per esempio, può contribuire a valutare la redditività di nuovi segmenti di mercato insieme al team sales, supportare le decisioni di pricing e investimento, oppure analizzare con operations l’impatto economico di scelte produttive o organizzative.
È proprio per descrivere questa evoluzione che si parla sempre più spesso di office of the CFO. L’espressione non indica il dipartimento finance, ma un perimetro più ampio che include tutte le funzioni che, direttamente o meno, influenzano i risultati economici e finanziari dell’organizzazione: dalle vendite alle operations, dall’IT al customer service.
In altre parole, un ecosistema di processi, dati e competenze che consente al CFO di avere una visione a 360 gradi dell’azienda e di contribuire in modo concreto alle decisioni che ne guidano la crescita.
I limiti tecnologici che rallentano l’evoluzione del finance
“Per concretizzare il nuovo modello – ci spiega Giovanni Gavioli, managing director di Esker, azienda che con la sua piattaforma punta a modernizzare i processi dell’office of the CFO – serve una visione chiara, ma anche un’evoluzione a livello organizzativo e di processi, oltre naturalmente agli strumenti giusti. Ed è proprio qui che molte aziende incontrano difficoltà: per anni le funzioni aziendali hanno operato a silos e oggi questo si traduce in sistemi diversi, dati distribuiti tra più piattaforme, più ERP nel caso di fusioni e acquisizioni e un livello di innovazione molto eterogeneo tra i vari processi”.
In sostanza, in molte aziende manca ancora un ecosistema di dati realmente unificato, accessibile e analizzabile anche senza competenze informatiche avanzate. Di conseguenza, il CFO fatica ad avere una visione attendibile e a 360 gradi dell’azienda, condizione indispensabile per svolgere il proprio (nuovo) ruolo strategico. Non a caso, Il 92% dei CFO considera una sfida effettuare previsioni accurate, e il 46% la definisce una sfida significativa (PwC).
Senza una base informativa estesa e attendibile diventa molto difficile effettuare simulazioni, analisi di scenario e valutazioni su decisioni fondamentali per il futuro dell’organizzazione come gli investimenti, l’ottimizzazione del flusso di cassa o eventuali operazioni di acquisizione. In altri termini, il ruolo del CFO è cambiato, ma spesso gli strumenti e le informazioni a sua disposizione non sono evoluti allo stesso ritmo.
AI Automation: dai dati all’orchestrazione dei processi
Se il limite principale dell’office of the CFO non è la mancanza di dati ma la loro qualità e frammentazione, serve una piattaforma capace di integrare e orchestrare i processi che attraversano l’intera organizzazione.
È questa la logica che sottende le piattaforme fondate sul paradigma della AI automation, come quella di Esker, che non intende sostituire gli ERP esistenti o le applicazioni verticali in uso, ma si posiziona al di sopra di essi, li collega e trasforma i dati in un patrimonio informativo accessibile e analizzabile.
In questo modo, la piattaforma diventa un vero e proprio livello di orchestrazione dei processi, capace di governare il valore lungo tutta la catena operativa: dal ciclo Source-to-Pay al processo Order-to-Cash, fino alla gestione del capitale circolante. Per esempio, grazie a una piattaforma integrata il CFO può analizzare contemporaneamente i dati sugli incassi, sulle condizioni di pagamento dei fornitori, sui livelli di stock e sulle previsioni di vendita, valutando l’impatto finanziario delle diverse opzioni e coordinando le decisioni tra finance, operations e procurement.
Un altro ambito significativo dell’office of the CFO è la gestione dei criteri ESG, sempre più centrali per investitori e stakeholder. Anche in questo caso, senza una piattaforma unificata diventa difficile raccogliere e analizzare dati affidabili provenienti da diverse aree dell’organizzazione e della supply chain.
Al contrario, una piattaforma come quella di Esker può raccogliere informazioni sulle emissioni Scope 1, 2 e 3, identificare i fornitori allineati agli obiettivi ambientali e supportare il reporting attraverso dashboard e insight aggiornati in tempo reale. Questo permette al CFO di integrare i criteri ESG nelle decisioni strategiche e finanziarie dell’azienda.
Il valore dell’intelligenza artificiale nell’Office of the CFO
Se la piattaforma rappresenta sia il punto di convergenza dei dati che il livello di orchestrazione dei processi, l’intelligenza artificiale diventa un passaggio naturale. Non a caso, i CFO ormai la considerano una leva strategica indispensabile per restare competitivi.
“Nella nostra visione – ci spiega Giovanni Gavioli – l’AI non è una tecnologia isolata ma uno strumento che consente al CFO di evolvere nel suo nuovo ruolo di ‘architetto di crescita’. Per generare valore reale, però, l’AI ha bisogno di dati coerenti e processi integrati, ed è proprio per questo che piattaforme come la nostra permettono di esprimere al massimo il suo potenziale, manifestandolo in decine di casi d’uso”.
Esker Synergy AI e i casi d’uso nella piattaforma Esker
Il cuore tecnologico della piattaforma è Synergy AI, un modello sviluppato in oltre 15 anni che combina modelli di machine learning, generative AI e agenti intelligenti progettati per operare in contesti aziendali complessi. Synergy AI tutela la confidenzialità dei dati garantendo che le informazioni non vengano utilizzate per addestrare modelli di terze parti, così da mantenere controllo e conformità alle policy aziendali.
Nel contesto della piattaforma, l’AI viene impiegata soprattutto per analisi e classificazione di grandi volumi di documenti, per l’estrazione smart di dati da report finanziari complessi, per la rilevazione di anomalie nei flussi finanziari o per stimare il comportamento dei clienti, cosa che offre al CFO una visibilità precisa sull’evoluzione del cashflow.
Tutto ciò, ovviamente, senza dimenticare gli assistenti digitali che recuperano informazioni e generano report in tempo reale, rendendo più semplice l’accesso ai dati per tutta l’organizzazione.
Con l’evoluzione delle tecnologie e l’ampliarsi dei dataset aziendali, però, il potenziale dell’AI nell’office of the CFO è destinato a crescere ulteriormente, trasformando sempre più la funzione finance nel motore di crescita dell’azienda.
*Articolo realizzato in collaborazione con Esker





