L’11 maggio Sam Altman ha annunciato su X che OpenAI lancia Daybreak per accelerare la difesa cyber e mettere in sicurezza il software in modo continuo, e che vuole iniziare a lavorare con quante più aziende possibile, fin da subito. Lo stesso giorno il Threat Intelligence Group di Google ha pubblicato il primo caso documentato di uno zero-day reale costruito con AI da un gruppo cybercriminale, un bypass della doppia autenticazione su un tool open source di amministrazione di sistema, intercettato prima che venisse impiegato in una campagna di mass exploitation.
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Daybreak, Glasswing, Big Sleep: la cybersecurity è il nuovo banco di prova “politico” dei modelli AI di frontiera
Tre filosofie di rilascio convergono sulla stessa scommessa di OpenAI, dare ai difensori un vantaggio temporale sugli attaccanti che già usano modelli di frontiera per generare zero-day in produzione. Sul tavolo c’è una riconfigurazione “politica” e infrastrutturale dello stack di cybersecurity globale
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