Parlando di artificial intelligence (AI), il 2023 sarà ricordato sia dal grande pubblico che dagli specialisti come l’anno che ha segnato il confine tra due ere, quella del “prima” e quella del “dopo”, con l’evento spartiacque rappresentato dall’exploit commerciale della Generative AI (GenAI). Sebbene la più popolare tra le soluzioni di GenAI, ChatGPT, sia stata rilasciata nel novembre 2022, è stato il 2023 l’anno in cui si è compresa la portata del reale cambiamento indotto, sotto molteplici prospettive. Nel tumulto di grandi aspettative e moniti su una tecnologia che fa passi avanti verso abilità sempre più spiccatamente umane, il mandato per le istituzioni italiane ed europee appare chiaro.
approfondimento
Come l’AI può cambiare competitività, sviluppo territoriale e sostenibilità economica
Una analisi ragionata dei dati scaturiti dalla recente ricerca dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano. Sei grandi organizzazioni su dieci (61%) dichiarano di avere all’attivo – almeno a livello di sperimentazione – progetti di intelligenza artificiale, tasso che scende al 18%, però, tra le piccole e medie imprese
ricercatrice Osservatorio AI Politecnico di Milano

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